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Un concerto pianistico di Cosimo Colazzo, con musiche proprie, di Rossini, Esposito, Casella e Rieti, alla Concert Hall del Mills College, a Oakland in California, per la Italian School del Middelbury College

16 luglio 2017
20:00a21:30

Un concerto pianistico di Cosimo Colazzo  – alla Littfield Concert Hall del Mills College, a Oakland in California, per la Italian School del Middelbury College, domenica 16 luglio 2017 alle ore 20:00 – sul tema del dispatrio e delle doppie culture, con musiche di autori che hanno vissuto l’esperienza dell’esilio, o di un doppio radicamento culturale. Il caso di Rossini a Parigi, dopo essersi esiliato anche dal mondo dell’opera, autore di musiche da camera vocali e pianistiche con cui riempie quaderni d’autore, ironica presa di distanza dal gusto romantico prevalente; di Esposito, di formazione napoletana, ma fortemente attivo in Irlanda, in contatto, a cavallo tra Otto e Novecento, con le tensioni locali per una cultura musicale indipendente e specifica; di Casella già in origine basato su una doppia cultura, francese e italiana; di Rieti, ancor più polivoco, tra cultura araba che assorbe nella nativa Allessandria d’Egitto, cultura ebrea per appartenenza familiare, e poi italiana e francese per studi, infine statunitense, per la necessità di sfuggire alle persecuzioni razziali. Insieme nel concerto due composizioni recenti di Cosimo Colazzo: Le terre rosse e il mare obliquo, che nel titolo rinvia alle radici culturali dell’autore, terra rossa e tagli obliqui del mare, nel Salento delle origini; accanto a La tenzone, ispirata alla poesia di Emilio Villa, che innesta arcaismi e futurismi, mescola lingue o accende parole nuove.

PROGRAMMA DEL CONCERTO

Mills College – Oakland (California) – Littlefield Concert Hall –

Domenica 16 luglio 2017 – ore 20.00

Cosimo Colazzo (1964) – Le terre rosse e il mare obliquo (2014)

Gioacchino Rossini (1792-1868)  – da Péchés de vieillesse (1857-1868), Vol. V – Album des enfants adolescentes:                                                –L’innocence italienne, la candeur française

Michele Esposito (1855-1929)  – Three Pieces (1911) (Alba – Zenith – Tramonto)

Alfredo Casella (1883-1947) – A notte alta (1917)

Vittorio Rieti (1898-1994) – Contrasts (1967) (Preludio – Variazioni – Bagatella – Elegia – Girandola)

Cosimo Colazzo (1964) – La tenzone (2016)

NOTE BIOGRAFICHE

Cosimo Colazzo, nato a Melpignano (Lecce) nel 1964, pianista, compositore, direttore d’orchestra, diplomato rispettivamente ai Conservatori di musica di Lecce, Roma, Milano, laureato in Filosofia all’Università di Lecce, è autore di una vasta produzione compositiva, premiato in concorsi nazionali e internazionali. La sua musica è stata eseguita in vari paesi europei, negli Stati Uniti, in America Latina, in Giappone, ed è pubblicata da Rai Trade – Contemporary.

Come pianista ha tenuto concerti in Italia, in vari paesi europei, negli Stati Uniti, impegnato sulle letterature del ‘900 e contemporanee.

È membro dell’équipe di ricerca del CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, della Universidade Nova di Lisbona.

Attualmente è docente di Composizione al Conservatorio di musica di Trento, in Italia. Dello stesso Conservatorio è stato direttore dal 2005 al 2011.

È Faculty Member e artist in residence, a partire dal 2012, presso la Italian School del Middlebury College.

Per altre informazioni: www.cosimocolazzo.it

NOTE AL PROGRAMMA

Dispatrio: significa l’esilio forzato o scelto, l’allontanamento dalle proprie radici per ritrovarsi altrove, dove si tenterà di creare le condizioni di un nuovo domicilio. Significa la cultura di appartenenza che prende una dimensione più interiore, non correlata ai luoghi e agli spazi del quotidiano. E il nuovo incontro: l’altro che prende a radicarsi dentro di noi.

Luigi Meneghello (1922-2007) ne ha trattato in un suo libro degli ultimi, dal titolo Il dispatrio (1994), raccontando la sua personale esperienza di incrocio delle culture italiana e inglese.

Il concerto naviga il tema del dispatrio e delle doppie culture attraverso autori e esperienze che coprono l’arco di due secoli. A partire da Gioacchino Rossini (1792-1868), che si autoesilia a Parigi quando ha smesso di scrivere per l’opera. Qui è autore di musiche da camera, brani vocali con pianoforte o per solo pianoforte, con cui ha riempito cospicui quaderni. Sono pagine eccentriche, sin dai titoli, che trasmettono il senso del distanziamento ironico con cui Rossini tiene a freno, a distanza, o media, la cultura romantica coeva che gli sembra troppo carica di enfasi e retorica, quindi da ridurre e spiazzare.

Michele Esposito (1855-1929), di cultura napoletana, formatosi al Conservatorio di Napoli alla scuola di Cesi e Serrao (collega, negli studi, del più noto Giuseppe Martucci) si ritrova in Irlanda, a capeggiare un movimento di ampliamento degli orizzonti culturali per la musica classica nella nuova patria: compositore e pianista di straordinario valore, fautore di iniziative culturali ancor oggi ritenute fondamentali per lo sviluppo della cultura musicale nel paese d’adozione. Ma soprattutto, al volgere del secolo, partecipe di un movimento d’impronta nazionalistica, propriamente irlandese (accade qui come in altre parti d’Europa, soprattutto quelle periferiche), per individuare un possibile linguaggio proprio, specifico, che si ritiene di poter attivare rapportandosi alle espressioni popolari. Esposito, italiano dispatriato, innervato della nuova cultura, sa coltivare questa istanza e la traduce nella propria opera compositiva.

Alfredo Casella (1883-1947) è francese di formazione, ma, rientrato in Italia, si pone a capo di un movimento che spinge affinché l’Italia si apra allo spirito delle avanguardie d’inizio secolo. La sua doppia cultura è all’origine del suo richiamo ad un’apertura verso l’Europa delle avanguardie. In contatto con musicisti come Debussy, Ravel, Stravinskij, Schönberg, è autore di una musica dal linguaggio fortemente post-tonale, soprattutto negli anni ’10 del secolo. Successivamente, in corrispondenza a una svolta neoclassica e in un contesto socio-politico mutato a causa del fascismo, sarà attivo nel richiamo all’italianità, a una tradizione che attraversa i secoli e definisce una specifica identità, italiana o più ampiamente mediterranea, che deve ritrovarsi anche nelle esperienze del moderno musicale.

Vittorio Rieti (1898-1994), che di Casella è stato allievo, stratifica in sé molte culture. Italiano nato ad Alessandria d’Egitto, dov’era presente una vasta comunità d’italiani, nel contempo di famiglia ebrea (anche se laica), si trasferisce poco più che adolescente in Italia per proseguire gli studi. Vive in seguito tra Parigi e l’Italia. Infine è transfuga dall’Italia, per sfuggire alle leggi razziali e alle persecuzioni (ad Auschwitz sarebbero finiti la madre e due zii). Esiliatosi negli Stati Uniti, qui trova la sua nuova patria. Ormai anziano riflette: «L’arabo lo ricordo poco, ma ancora oggi, per quanto mi risulti più facile parlare in inglese, se devo scrivere prediligo il francese, mentre la lingua dei pensieri e dei sogni è rimasta sempre l’italiano». Quale migliore quadro di un’identità che si compone di molti tasselli, che riesce a essere, in essenza e radicalmente, polivoca e plurale?

Nel concerto, poi sono presentate anche mie opere recenti. Le terre rosse, il mare obliquo (2014) è, nel titolo, immagine della terra d’origine, il Salento: il rosso delle zolle smosse e il mare obliquo in uno specifico luogo della costa. Anche in tempi di globalizzazione, le patrie dell’infanzia sono le più resistenti, quelle che di meno esalano al passaggio del tempo e al cambio delle latitudini. L’altro pezzo, La tenzone (2016), è idealmente dedicato alla poesia di Emilio Villa (1914-2003), poeta delle mescolanze linguistiche, funambolo della parola, che scava, analizza, sollecita a innesti e reinvenzioni, unendo arcaismi e futurismi. Nella musica analoghi giochi linguistici: qualcosa di arcaico è proposto in stratificazioni poliritmiche, quindi evolve in innesti di oggetti che agglutinano pattern ossessivamente ripetuti. Il tempo musicale è messo in gioco, provocato, sollecitato, inciso e disegnato, contornato da accenti asimmetrici;  a volte la ripetizione, estenuata al limite ed estrema, ne cambia il volto, scioglie gli angoli, lo fa elastico, quasi lo dissolve.

Cosimo Colazzo

Al Festival Contrasti una serie di eventi dedicati alle espressioni più giovani, al territorio, alla didattica della composizione, alla ricerca contemporanea. Con il MotoContrario ensemble e Imago Sonora

13 maggio 2017
16:00a19:00

Il festival “Contrasti” chiude la sua quarta edizione con una giornata densa di appuntamenti dedicata soprattutto alle ultime generazioni, sabato 13 maggio: alle 16 un concerto con musiche di studenti compositori del Conservatorio “Bonporti” di Trento, tutte in prima assoluta, nell’esecuzione del MotoContrario ensemble, che fortemente ha voluto questo progetto. Di seguito un incontro-dibattito sulle tematiche della didattica della composizione. Infine, alle 18 un concerto con musiche nuove nell’interpretazione dell’ensemble Imago Sonora. Il tutto a Trento alla Sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

 

Ultima giornata di eventi per il festival “Contrasti”, promosso dall’Associazione culturale MotoContrario (in collaborazione con Associazione “Piazza del Mondo”), con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Comune di Trento, B.I.M. Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento. Sabato 13 maggio, alla Sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, in via Calepina 1 a Trento, a partire dalle ore 16, si potrà assistere a una serie nutrita e significativa di appuntamenti, tutti a ingresso libero.

Il via, alle 16, è dato da un concerto dedicato a giovani compositori studenti del Conservatorio di musica “Bonporti” di cui si potranno ascoltare lavori recenti in prima assoluta nell’esecuzione del MotoContrario ensemble, qui nell’organico con Emanuele Dalmaso ai sassofoni, Riccardo Terrin alla tromba, Andrea Mattevi alla viola e Cosimo Colazzo al pianoforte.

Saranno eseguite composizioni di studenti della Scuola di Composizione del maestro Cosimo Colazzo, in particolare di Claudio Dina e Andrea Lorusso (che frequentano il corso di diploma accademico di primo livello, Triennio), di Stefano Wegher (corso di diploma accademico di secondo livello, Biennio), Dianna Dmitrijeva (recente diplomata per il corso accademico di secondo livello).

Inoltre, le composizioni di studenti della Scuola di Composizione del maestro Fabio Cifariello Ciardi: in particolare, Michele Cagol (Biennio), Michele Callà (diplomando nell’ordinamento previgente), Mattia Giacomozzi (studente del corso pre-accademico).

Con queste, le composizioni di studenti della Scuola di Composizione del maestro Massimo Priori: in particolare, Michele Sani e Simone Peroni (entrambi studenti del pre-accademico).

Mentre a chiudere sarà uno studente della Scuola del maestro Daniele Carnevali, che frequenta il corso preaccademico di Composizione: Mattia Grott.

L’iniziativa è significativa e importante. Gli studenti compositori avranno riscontro concreto del lavoro creativo prodotto, nell’interpretazione di un ensemble specializzato. Questo permette di tenere in relazione il lavoro di scrittura e le dinamiche sonore e comunicative di quanto ideato. Si tratta di un fattore di importanza decisiva in campo creativo, non sempre attivo nella dimensione formativa. In questo senso il progetto promosso dall’Associazione MotoContrario, di aprire il festival “Contrasti” a una tale possibilità, mettendo inoltre a disposizione il MotoContrario ensemble, costituisce un valore importante di contatto con le forze giovani degli studenti di Composizione, che potranno guardare al proprio lavoro secondo un respiro ampio che comprende anche il momento della performance e del concerto pubblico.

Di seguito al concerto si terrà un incontro-dibattito con compositori e docenti su alcune questioni che concernono la didattica della composizione.

Come conclusione della giornata e dell’intera rassegna, alle 18 sarà ospite del Festival l’Imago Sonora ensemble di Roma, nell’inedita formazione clarinetto ed accordeon. Il duo, creatosi stabilmente all’interno dell’ensemble Imago Sonora con il nome di Duo Essentia, è formato da Alice Cortegiani e da Samuele Telari, giovanissimi e promettenti interpreti, già attivi ed apprezzati nell’ambito dell’esecuzione della musica d’oggi.

Il concerto, che alterna brani solistici a composizioni per entrambi gli strumenti, si presenta come un’inperdibile occasione per ascoltare opere di musicisti che fanno oramai parte a pieno titolo del panorama della musica contemporanea mondiale come Toshio Hosokawa e Sofija Gubajdulina, e nuovissime creazioni di compositori della nuova generazione, come la greca Sofia Avramidou e gli italiani Domenico Turi e Marco Longo, che hanno scritto appositamente per gli interpreti del concerto.

Il Festival “Contrasti” trova così la sua conclusione per la sua quarta edizione. Il festival è una delle realtà più interessanti nel campo della musica contemporanea in Italia e anche in dimensione internazionale, per le numerosissime prime esecuzioni assolute e novità che ha presentato e continua a proporre al pubblico, e per quanto promuove in nuove creatività compositive con iniziative mirate a stimolare e supportare la produzione di opere nuove.

Interessante anche la formula di cui consiste “MotoContrario”, che riunisce in sé compositori e interpreti in un dialogo costante, in uno scambio che nutre le nuove produzioni. Un bell’esempio di come la sperimentazione possa essere un fatto di confronto e avvalersi del senso del dialogo delle posizioni.


FESTIVAL CONTRASTI – IV EDIZIONE – 2017

Sabato 13 maggio 2017

SALA FONDAZIONE CARITRO – Trento – Via Calepina 1

ore 16 > Concerto

NUOVISSIMI. Musiche di studenti compositori del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento. Interprete MotoContrario ensemble

ore 17 > Incontro culturale

DIDATTICA E COMPOSIZIONE. ESPERIENZE, NUOVE APERTURE.  Con compositori e didatti della composizione

ore 18 > Concerto

DIALOGHI. Ensemble Imago Sonora

Ingresso libero

 


ore 16 > Concerto

NUOVISSIMI

Musiche di studenti compositori del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento

MotoContrario ensemble

Claudio Dina*  – E.QU.I per sassofono contralto, tromba, viola e pianoforte

Andrea Lorusso* – Mutazioni per sassofono soprano, tromba, viola, pianoforte

Piccole mutazioni variazione 2 – ABC – Seventeen and one time

Stefano Wegher* – Risveglio e danza per sassofono baritono, tromba, viola e pianoforte

Dianna Dmitrijeva* – Canto angelico per sassofoni (soprano e contralto), tromba, viola e pianoforte 

Michele Cagol** – Greenlanding algorithmic music per sassofono tenore e tromba

Michele Callà** – Divertimento per sassofono tenore, tromba e pianoforte

Mattia Giacomozzi** – Piccole realtà aumentate per sassofono contralto

 Michele Salin*** – Postcards: visioni dai laghi di Lamar per sassofono soprano

Simone Peroni*** – Omaggio a Jolivet per sassofono soprano e pianoforte

Mattia Grott**** – Fuochi fatui per due sassofoni contralti°

*Classe prof. Cosimo Colazzo

**Classe prof. Fabio Cifariello Ciardi

***Classe prof. Massimo Priori

****Classe prof. Daniele Carnevali

MotoContrario Ensemble

Emanuele Dalmaso (sassofoni soprano, contralto, tenore, baritono)

Riccardo Terrin (tromba)

Andrea Mattevi (viola)

Cosimo Colazzo (pianoforte)

°Collabora Mattia Grott come secondo sassofono contralto


ore 17 > Incontro culturale

DIDATTICA E COMPOSIZIONE. ESPERIENZE, NUOVE APERTURE.  Con compositori e didatti della composizione


ore 18 > Concerto

DIALOGHI. Ensemble Imago Sonora

Toshio Hosokawa (1955) – In die Tiefe der Zeit (1994-96) per clarinetto e accordeon

Marco Longo (1979) – Solo et pensoso (2017) per clarinetto basso

Sofia Avramidou (1988) – ‘Aatos (2016) per clarinetto e accordeon

Sofija Gubajdulina (1931) – De profundis (1978) per accordeon

Domenico Turi (1986) – Tre aforismi (2009) per clarinetto e accordeon

Imago Sonora Ensemble – Roma

Alice Cortegiani (clarinetti)

Samuele Telari (accordeon)

Organizzato dalla Italian School del Middlebury College, un concerto di musica vocale, dedicato a Puccini, con una prima esecuzione assoluta di una nuovissima opera di Cosimo Colazzo, per soprano, baritono e pianoforte, Alla sede del Mills College, a Oakland, in California

2 agosto 2014
19:45a21:00

mural_img_01 arch_img_01_altPer gli eventi di concerto organizzati dalla Italian School del Middlebury College a Mills, un concerto vocale da camera, con il soprano Emily Newton, il baritono Ken Mattice e, al pianoforte, Cosimo Colazzo. Un programma che ruota intorno a Puccini, che prevede, inoltre, una prima esecuzione assoluta di una nuova opera di Cosimo Colazzo per soprano, baritono e pianoforte, dal titolo “Rifrazioni”, su un testo poetico di Ernesto Livorni.

La vocalità lirica è un tratto distintivo della cultura italiana, che è stata culla dell’opera e modello di riferimento per l’Europa musicale. Per rappresentare aspetti rilevanti della cultura italiana, è importante fare riferimento alla musica. Nell’ambito degli eventi organizzati dalla Italian School del Middlebury College, che da quest’anno svolge le sue attività presso il Mills College, in California, a Oakland, viene proposto un concerto vocale, che è tematizzato soprattutto intorno a Puccini, con alcune liriche da camera del compositore lucchese, accanto a brani da opere, come La fanciulla del West e Bohème, musiche di altri autori, contemporanei o successivi rispetto a Puccini (come Leoncavallo, Respighi, Santoliquido) e una prima esecuzione assoluta di una nuova opera di Cosimo Colazzo, per soprano, baritono e pianoforte, dal titolo “Rifrazioni”, su un testo poetico ripreso dalla raccolta di poesie “Prospettiche illusioni” di Ernesto Livorni.

Interpreti per il concerto, che si tiene sabato 2 agosto alle ore 19:45 nella splendida e prestigiosa cornice della Concert Hall del Middlebury College, sono il soprano Emily Newton, il baritono Ken Mattice, con Cosimo Colazzo al pianoforte.  I musicisti sono artists in residence all’Italian School del Middlebury College, per il 2014. Emily Newton e Ken Mattice sono due cantanti, che si vanno affermando con importanti produzioni in Europa e negli Stati Uniti. Cosimo Colazzo è docente di Composizione al Conservatorio di musica di Trento, ed è altresì docente, dal 2012, alla Italian School del Mills College, dove quest’anno tiene un corso dedicato a Puccini.  Come artist in residence ha tenuto nella settimana passata un concerto con in programma, tra altro, due sue recenti composizioni pianistiche del 2014, e ora presenta, in questo concerto vocale, una nuovissima composizione, composta nel contesto della sua residenza in California.

In Rifrazioni – come scrive il compositore – “le due voci si nutrono di un testo comune, quindi divergono in vie parallele, con alcuni rispecchiamenti, giochi prospettici, rifrazioni. Da un inizio intrecciato, verso distensioni e abbandoni, nuovi recuperi di tensione. Quindi un gioco poliritmico di voci, sulle parole che franano una sull’altra, diventano valanga, un affollarsi di accenti diversi; per poi chiudere con un liquefarsi del corpo solido e ritmico, nella risonanza che non vorrebbe finire”. La composizione è dedicata dal compositore alla Italian School del Middlebury College e ad Antonio Vitti, che ne è il direttore.

In California, organizzato dalla Italian School del Middlebury College, nella sede del Mills College, a Oakland, un recital pianistico di Cosimo Colazzo, con sue nuove composizioni

26 luglio 2014
20:00a21:00

Mills Music Now __ Mills College __ Concert Hall-page-001 (1)A Mills College, in California, tra boschi di eucalipti e ulivi saraceni, un recital pianistico di Cosimo Colazzo, organizzato dalla Italian School del Middlebury College, con sue nuove composizioni, e opere di Rieti, Milhaud, Nin-Culmell. Un viaggio nel Mediterraneo culturale, vissuto e sognato dalla lontananza della diaspora europea, per guerre e persecuzioni, nel secolo scorso, verso gli Stati Uniti.

Un college immerso in boschi di eucalipti, e significative presenze di ulivi saraceni, dentro Oakland, la città antistante San Francisco, sulla stessa baia, nello stesso lato di Berkeley, poco distante. E’ Mills College, dove ha sede, da quest’anno, la Italian School del Middlebury College. E’ interessante rilevare che il Mills College presenta una lusinghiera storia, per la musica contemporane: ha ospitato, infatti, docenti, per la composizione, come Darius Milhaud, dagli anni dal 1940 al 1971, e, negli anni ‘60, Luciano Berio.

In un tale contesto, indubbiamente favorevole per la musica, tiene un concerto pianistico Cosimo Colazzo (che vive a Trento, dove, al Conservatorio di musica “Bonporti” insegna la composizione). Il concerto si tiene sabato 26 luglio, alle 20:00, ora della California, alla Concert Hall di Mills College, dedicato al tema del Mediterraneo, ma nello stesso tempo al tema della diaspora, che ha riguardato molti musicisti europei verso gli Stati Uniti, a causa di guerre e persecuzioni. Il concerto, che è organizzato dalla Italian School del Middlebury College a Mills College, dove Colazzo insegna (dal 2012, con corsi di storia della musica italiana), prevede anche due composizioni recenti, del 2014, di Cosimo Colazzo.

Nel concerto – dal titolo “Un mare di suoni e le diaspore” – vive il Mediterraneo, nelle espressioni di Colazzo, che ha le sue radici nel Salento lambito dal mare, e di autori provenienti da altre terre che su questo mare affacciano con radici e incroci comuni.

“Pochi segni e una luce che vive di sé, tutto sospeso, come in un’assenza di tempo”. Così sono letti da Colazzo i versi di Ernesto Livorni (poeta abruzzese negli Stati Uniti, docente alla University of Wisconsin-Madison). Sospeso nell’aria (2014), brano di Cosimo Colazzo per voce recitante e pianoforte, “apre – come commenta il compositore – il proprio solco a contenere alcuni luoghi-parola da versi del poeta, quasi isole rare, che si mescolano e ricombinano, liquidano i confini dati per nuove associazioni”. Il brano è dedicato ad Andrea Ciccarelli, studioso di letteratura della Indiana University. Interprete per la voce recitante sarà Isabella Carloni, nota autrice, regista, attrice italiana, marchigiana, docente, come Colazzo, alla Italian School del Middlebury College a Mills per quest’estate.

Nell’altra composizione di Colazzo in programma, Le terre rosse e il mare obliquo (2014) per pianoforte, dedicata a Antonio Nicaso (noto studioso della mafia e della ‘ndrangheta, autore, anche con Nicola Gratteri, di veri e propri bestseller sul tema),  è, ancora nelle parole dell’autore, “il ritmo della terra rossa nel mattino, al Sud dei conflitti e dell’orizzonte obliquo del mare. Delle terre vuote e aspre che abbagliano. Ritmo duro e accenti, dilagare e sbavature nel grembo del suono. Una forma senza indulgenze o mediazioni: predilitti i contrasti e sentimenti netti.”

Ma nel concerto c’è anche un discorso della diaspora: dei molti musicisti europei che nel secolo scorso hanno lasciato l’Europa – dell’oscurantismo fascista, dei regimi e delle dittature, delle persecuzioni razziali – verso gli Stati Uniti. Un transito di sensibilità e culture e nuovi innesti. Così con Vittorio Rieti (1898-1994) – di cui Colazzo esegue Contrasts (1967) – italiano che si trasferì negli Stati Uniti in conseguenza delle leggi razziali contro gli ebrei, insegnando a Baltimora, Chicago e al Queens College di New York. E così con Darius Milhaud (1992-1974), analogamente diretto dalla Francia verso gli Stati Uniti, il quale fu docente proprio a Mills College, sede del concerto, per lunghi anni; di Milhaud, figura di grande prestigio, in continuo movimento tra Europa, Stati Uniti, America latina, Colazzo esegue le splendide, inventive musiche di Saudades do Brasil (1920).  Ed è il caso di Joaquin Nin-Culmell (1908-2004), catalano per cultura, che in fuga dall’Europa con la madre e la sorella (la scrittrice Anaïs Nin), ebbe primo impiego al Middlebury College nel Vermont e poi in altre università, sino ad approdare a UC Berkeley, per cui venne a vivere stabilmente proprio a Oakland, la città del Mills College e del concerto. Che di Nin-Culmell propone le Tonadas, I volume, del 1957.

Diaspore e intrecci, numerosi, in questo concerto, insistite, sorprendenti coincidenze. Il flusso del mare, dei viaggi e degli incontri: mare accogliente, ospitale, e mare dell’”alto mare aperto”.

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Qui per il programma PDF del concerto.

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Cosimo Colazzo, nato a Melpignano (Lecce) nel 1964, compositore, pianista, direttore d’orchestra, è autore di una vasta produzione, premiato in concorsi nazionali e internazionali. La sua musica è stata eseguita in vari paesi europei, negli Stati Uniti, in America Latina, in Giappone, ed è pubblicata da Rai Trade – Contemporary. Ha tenuto concerti in Italia e all’estero. È membro dell’équipe di ricerca del CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, della Universidade Nova di Lisbona. Attualmente è docente di Composizione al Conservatorio di musica di Trento, in Italia. Dello stesso Conservatorio è stato direttore dal 2005 al 2011. Faculty Member e artist in residence, a partire dal 2012, presso la Italian School del Middlebury College, negli Stati Uniti.

 

 

Cosimo Colazzo a Córdoba, in Spagna, per una conferenza e un concerto con musiche proprie.

15 maggio 2014
17:30a22:00

P1010808Un Novecento curioso e aperto è sempre stata la traccia del lavoro di ricerca musicale e creativa di Cosimo Colazzo.  Compositore, pianista, musicologo, ha intrecciato queste dimensioni dell’esperienza, sviluppando itinerari molto personali. Colazzo ha fatto scoprire in Italia la figura e l’opera del portoghese Fernando Lopes-Graça (1906-1994). A lui si deve un’attenzione non episodica, bensì approfondita, nel senso dell’individuazione di un pensiero musicale, che si declina in precise cognizioni e organizzazioni del linguaggio compositivo, relativamente all’opera del catalano Federico Mompou (1893-1987). Recente è il lavoro condotto intorno a Galina Ustvolskaya (1919-2006), compositrice russa, che ha sviluppato un particolare linguaggio dell’assenza, della riduzione a stadi neutri della semplificazione, che aprono a esposizioni inattese e fortemente provocatorie del linguaggio sonoro e musicale.

Accanto a queste scoperte, che egli conduce nel senso dello scavo analitico e storico-musicologico, ma significativamente anche nella forma della produzione di concerto per il pubblico,  c’è la sua attività compositiva, che si sviluppa in un’attenzione, che riceve, per la propria opera, di livello internazionale.

Recente è il concerto monografico tenuto alla prestigiosa Indiana University, presso la Jacobs School of Music, interamente dedicato alla sua musica, il 27 marzo scorso. Un concerto, analogamente incentrato sulla sua musica, tiene ora a Córdoba, in Spagna, presso il Conservatorio Superior de Musica “Rafael Orozco”, in cui interpreta proprie recenti opere musicali, insieme con il quarto quaderno di “Musica callada” di Federico Mompou, Il concerto è in programma presso l’Auditorium del Conservatorio di Córdoba, giovedì 15 maggio, a partire dalle ore 20:00. Nello stesso giorno, alle ore 17:30, Colazzo tiene una conferenza, dedicata al linguaggio compositivo di Federico Mompou, alla sua idea del suono come risonanza e in un rapporto di transito con il silenzio, nonché al metodo e alle tecniche compositive che impegna in funzione di questa idea.

Nel concerto Colazzo interpreta, al pianoforte, di Mompou, il quarto quaderno di “Musica callada(1967), opera della maturità in cui questi aspetti sono massimamente distillati e consapevoli, Nel concerto interpreterà, inoltre, quatto proprie opere, nella maggior parte scritte nell’ultimo anno, in cui sviluppa un acuto senso del tempo, come mobile e cangiante, aperto e sfrangiato. In alcuni casi le partiture si fanno vuote e silenti, come accade in “La piega il respiro”, del 2013, o in “Sospeso nell’aria” del 2014, così dando respiro all’ascolto e al tempo dell’esperienza del suono. Altre partiture, come “Disteso a Oriente”, del 1997, tessono arabeschi luminosi e timbrici. Chiude il concerto, la più recente “Le terre rosse e il mare obliquo”, che aggredisce un tempo ritmato e inciso, dove si evidenzia anche il gusto della forza sonora, accanto ad aperture verso orizzonti larghi, anche qui abitati dal silenzio.

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Info: Conservatorio “Rafael Orozco” Córdoba. E.mail: actividadesmusicales@csmcordoba.com

Web: http://www.csmcordoba.com

Cosimo Colazzo. E.mail: cosimoleonardocolazzo@gmail.com. Web: www.cosimocolazzo.it. Facebook: https://www.facebook.com/cosimoleonardo.colazzo

Un saggio di Cosimo Colazzo sul linguaggio compositivo di Federico Mompou, in un volume per i tipi della casa editrice inglese Cambridge Scholars Publishing

E’ recente la pubblicazione di un saggio che Cosimo Colazzo ha dedicato all’analisi musicale dell’opera di Federico Mompou, dal titolo La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou. Il saggio è compreso in un volume collettaneo, che raccoglie vari saggi sul tema dell’alterità per come si sviluppa e si individua nei contesti culturali ispanici, nel ‘900 e anche nel mondo contemporaneo, a cura di Teresa Fernández Ulloa, dal titolo Otherness in Hispanic culture, appena pubblicato dalla casa editrice inglese Cambridge Scholars Publishing (pp. 603, £ 69). Il libro è acquistabile sul sito della casa editrice (http://www.cambridgescholars.com/) e presso Amazon USA e Amazon UK.

Il tema dell’alterità, nel volume, è indagato in riferimento all’opera poetica, al linguaggio cinematografico, alla musica, alla letteratura, ed è osservato in rapporto alle questioni di genere e del femminile. Un ampio affresco, un panorama articolatato che osserva la Spagna nella sua produzione culturale, in varie fasi della storia recente, dalla lunga ombra della dittatura franchista, al passaggio verso la democrazia e alle evoluzioni di essa.

Federico Mompou (1893-1987), autore catalano del ’900, è stato fatto oggetto di studio, in diverse occasioni, da parte di Cosimo Colazzo, compositore, docente al Conservatorio “Bonporti” di Trento. La ricerca di Colazzo si è portata soprattutto agli aspetti del linguaggio compositivo di Mompou, che si individua sulla base di alcuni criteri prediletti, che costituiscono una sorta di metodo nella composizione. Tutto questo ha riferimento in precise scelte di poetica musicale, e si riflette anche sul piano dell’interpretazione musicale, rispetto a cui Mompou ha impegnato alcune personali considerazioni.

Mompou appare, secondo il saggio di Colazzo, come un autore particolarmente votato alla ricerca sul suono, che è colto in dimensioni sottili di ascolto, apprezzato negli aspetti trasformativi della dinamica e di un’agogica flessibile ed elastica. Non è un’entità puntuale, è composto di silenzio e di risonanza. Per questo è compromesso costitutivamente con il tempo.

Mompou vive in una dimensione sua propria, come di fuga della realtà, votato a una missione di cura per il suono. Scrive poche partiture, in cui distilla una sensibilità che vuole rendersi molto affinata e non si contenta di semplicemente produrre. Deve pervenire a un risultato originale, frutto di un filtro costante dell’ascolto.

Contro la realtà, anche di oppressione, che la Spagna vive con il franchismo, opta, di fatto, per l’esilio interiore. Le sue scelte di vita sono state come di un evitamento del conflitto, di una sospensione della realtà, dell’assunzione del quotidiano in una dimensione sospesa e atemporale, fatta di frammenti, e questi come silenti e irrelati.

Una dimensione della sospensione, del differimento della scelta, dell’attesa, che si riverbera nelle dimensioni, probabilmente, del politico come dell’arte. E’ qui, nella sua musica, così personale, che troviamo il senso di un esistenzialismo, che può dirsi cifra del sonoro ricercato e dell’organizzazione compositiva.

C’è il senso che l’intervento compositivo non può corrispondere a piani preordinati, a una presa forte e ordinante del soggetto che sceglie e organizza. C’è l’idea che la composizione deve integrarsi radicalmente con la dimensione dell’ascolto, la scrittura deve confrontarsi con l’oralità, con l’attesa di una suggestione ricercata anche in una dimensione di passività. Mompou non sviluppa, piuttosto ripete, o traspone.

Esiste un metodo compositivo, che è proprio della musica di Mompou, e che lo studio di Colazzo indaga e rileva, individuandolo negli aspetti più pregnanti. L’analisi musicale svolta si concentra intorno ai quattro quaderni di Musica callada. Rileva alcuni criteri maggiormente attivi. Innanzitutto Mompou agisce molto nel segno della ripetizione e della traslazione. Evita un processo compositivo che si fondi sull’idea di sviluppo. Per lui gli eventi devono stare in una condizione di abbandono risonante, perciò è da prediligere la scelta della ripetizione e della trasposizione, in senso anti-evolutivo. Mompou predilige le figure della semplicità, e opera per sottrazione, piuttosto che per stratificazione e addizione di elementi. Può adottare vari sistemi sonori, da quello della modalità, alla tonalità allargata, a escursioni verso l’atonalità. Si rileva la disponibilità a scarti laterali inattesi, ma di grande suggestione espressiva e timbrica, da un sistema all’altro, in alcuni brani. Lo studio di Colazzo, inoltre, si sofferma sulle considerazioni che Mompou svolge in riferimento all’interpretazione della propria opera, che risultano fortemente coerenti, rispetto al piano del metodo compositivo come della poetica musicale espressa.

L’ideale di Mompou è quello dell’attesa e del silenzio, della solitudine, del margine. Tutto si svolge come su una soglia porosa, che può far trapassare ciò che invece è tenuto distinto e separato. L’alterità può rendersi presente. Mompou si propone come in attesa dell’alterità, che lo raggiunga, come in una relazione medianica.  Bisogna che l’io riduca il suo spessore, si faccia trasparente, verso l’alterità, verso l’oltre del suono-nota, verso la risonanza che galleggia nel silenzio.

Il suono non è funzione, è esperienza. Qualcosa che vive in se stesso il senso di un universo mobile e in trasformazione. Il suono di Mompou è così affinato, così ricercato, che si è reso trasparente al silenzio. La sua forma non ha nulla degli archi narrativi ampi e dialettici. E’ fatta dei confini del dilagare di un suono e di una risonanza. Si svolge lenta perché ha bisogno che il suono riveli tutta la sua dimensione intorno, le sue prospettive di fughe e lontananza. Anche le dinamiche si rivolgono al nulla, al quasi-niente. La soglia di suono e silenzio, di io e alterità, intende farsi incerta, confondersi, in una liquidità desiderante.

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Ulteriori notizie ed estratti dal libro, a partire da questo indirizzo: http://www.cambridgescholars.com/otherness-in-hispanic-culture-10

Dettagli bibliografici relativi al saggio di Cosimo Colazzo:

Cosimo Colazzo, La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou, in Teresa Fernández Ulloa (ed.), Otherness in Hispanic Culture, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle, 2014. pp. 580-603.

Per acquistare il libro

Title: Otherness in Hispanic

Editor: Teresa Fernández Ulloa

Subject: Cultural Studies

Publisher: Cambridge Scholars Publishing

City: Newcastle

ISBN-13: 978-1-4438-5389-7

ISBN-10: 1-4438-5389-5

Year of Publication: 2014

Price: £ 69.99

http://www.cambridgescholars.com/otherness-in-hispanic-culture-10

A questo collegamento si trovano informazioni su libri e saggi pubblicati da Cosimo Colazzo: http://www.cosimocolazzo.it/ricerca/libri. In alcuni casi è possibile effettuare download di testi o di estratti di testi.

Cosimo Colazzo alla Indiana University, negli Stati Uniti. Per un concerto con proprie musiche e per tenere una conferenza: rispettivamente giovedì 27 e sabato 29 marzo. Il lunedì successivo 31 marzo, è alla Stony Brook University, a New York, per una conferenza sulla musica italiana del ‘900

27 marzo 2014 19:00a31 marzo 2014 18:00

Cosimo Colazzo visita gli Stati Uniti, come compositore e come docente, da alcuni anni. Tra i prossimi appuntamenti, giovedì prossimo 27 marzo, tiene un concerto alla Indiana University, a Bloomington, alle ore 19.00 presso la Ford-Crawford Hall della Music School, interamente dedicato alla propria musica. L’evento rientra nel contesto di un Simposio, che è organizzato dalla Indiana University, con il suo College Arts and Humanities e il Department of French and Italian diretto da Andrea Ciccarelli. Il Simposio, dal titolo “Aspect of Contemporary Italian Culture: Poetry, Non fiction-Prose, and Music”, si svolge nel giorni 26 e 27 marzo, e ruota intorno a tre figure di artisti e studiosi, di cui si approfondiranno opere e orientamenti di ricerca: per la poesia si tratta di Ernesto Livorni, poeta e studioso di letteratura italiana docente alla University of Wisconsin-Madison; per la saggistica di Antonio Nicaso, che ha scritto numerosi libri, alcuni dei veri e propri best-sellers internazionali, dedicati al tema della mafia, della ‘ndrangheta, in prospettiva storica, o rispetto alle condizioni attuali, nelle ramificazioni che possono riguardare la politica e la dimensione internazionale dei traffici e della finanza; per la musica, appunto, di Cosimo Colazzo, compositore, pianista, direttore d’orchestra, docente di Composizione al Conservatorio di Trento.

Cosimo Colazzo sarà protagonista, con la sua musica, in un concerto monografico, che darà l’opportunità di cogliere il senso di una ricerca artistica, che ha trovato alcune cifre di linguaggio molto personale. L’evento del concerto di giovedì 27 marzo è importante, per il contesto della Indiana University, che è una delle università statunitensi più rinomate e prestigiose, con docenti di grande reputazione e un’utenza internazionale, e per la struttura monografica del concerto, che consisterà di una serie di pezzi per pianoforte, che Colazzo ha composto dal 1997 sino al 2014. Si tratta di una campionatura importante e significativa della produzione compositiva di Cosimo Colazzo, colta nell’arco di quasi vent’anni, capace di disegnare un itinerario della ricerca artistica, nei suoi tratti di continuità, negli elementi di approfondimento e di sviluppo. Al pianoforte, per il concerto, sarà lo stesso compositore.

E’ da rilevare, inoltre, come in quest’occasione vengano presentate due nuove opere, scritte appositamente da Colazzo per quest’occasione di grande rilievo. Si tratterà di Sospeso nell’aria, che prevede anche l’intervento di alcuni momenti di poesia, insieme con il pianoforte, ripresi da versi di Ernesto Livorni (nel caso sarà lo stesso poeta a recitarli nei luoghi del brano che la stessa composizione indica), e di  Le terre rosse e il mare obliquo. Le due opere saranno date, quindi, in prima assoluta.

Il concerto ha nel suo programma, inoltre, Stanze, opera del 1997, che è fatta soprattutto di strutture di accordi risonanti e implicite linearità, secondo una situazione sonora molto stabile e con colori crepuscolari. Viene presentata, inoltre, Disteso a Oriente, una vasta opera dello stesso anno, che sviluppa un pianismo esteso, ricco di colori e di possibilità timbriche, variegato nelle sue possibilità, dallo sfumato verso il più lontano piano e il silenzio risonante, a esplosioni sonore, macchie, grane brillanti. La piega il respiro, del 2013, è un’opera che si fa molto silente, che pratica il vuoto. Gli eventi sono trattenuti, l’ascolto viene introdotto come a una dimensione altra, di abbandono a un tempo che non è quello ordinato e raccolto in proporzioni, ma il tempo degli eventi, di ciò che accade. Non diverso il clima sonoro e d’ascolto cui si accede con Sospeso nell’aria, una partitura poetica e evocativa, fatta di risonanze, di una temporalità sospesa e aperta, di eventi minimi che stanno dentro il tempo, lo abitano con le loro presenze e lo contemplano. L’ultima partitura in programma, Le terre rosse e il mare obliquo è partitura che presenta una certa forza sonora e ritmica. E’ più densa rispetto alla precedente, con un maggior tratto di articolazioni, e con ritmiche pronunciate nelle loro studiate asimmetrie. Ma è anche fatta di soste e di risonanze, di svuotamenti, di improvvisi stati stupefatti. Qui c’è il possibile anche nella forma dell’irrompere di gesti di forza.

Sempre alla Indiana University, il sabato successivo, 29 marzo, Cosimo Colazzo tiene una conferenza, che dedica al tema del rapporto, nella musica del ‘900 e di oggi, rispetto alla dimensione delle musiche etniche, dal titolo Musiche locali e globalizzate. Dal Novecento ad oggi tra marketing culturale, world music e nuove identità, all’interno di una Giornata di studi incentrata sul tema “Italian Pop Music and Lyrics”  Il rapporto di attenzione che si è determinato, a vario livello, rispetto alla musica popolare è andato trasformandosi nel tempo. Dall’idea di unità culturali definite, da rispettare nella loro autonomia, e a cui i compositori hanno potuto riferirsi per sviluppare un discorso nuovo e di ricerca anche dal punto di vista artistico, si è arrivati alla condizione attuale, segnata da una sensibilità che possiamo dire postmoderna. Le identità si sono sfilacciate, mescolate, sfrangiate, così che le unità culturali vengono a corrispondere sempre più e semplicemente a delle etichette, quelle della world music. Non hanno una profondità vitale, in strutture comunitarie e sociali. Sono molto spesso frutto del marketing, e sono allestite per il consumo odierno, segnato dai mezzi tecnologici. Devono potersi mostrare diverse mentre corrispondono a standard accetti di confezionamento.

Il lunedì successivo, 31 marzo, Cosimo Colazzo si sposta a New York, dove, presso la Stony Brook University, altra importante e prestigiosa università, tiene una conferenza – alle ore 16.00 presso la “Melville Library” del “Center for Italian Studies” – dedicata alla musica italiana del ‘900. L’evento si colloca all’interno delle Spring 2014 Lecture Series, che l’Università organizza come eventi della “The Alfonse D’amato Chair in Italian and Italian American Studies”. Si tratta di un ciclo di conferenze, dedicate alla cultura italiana, anche negli aspetti di rapporto con gli Stati Uniti, che prevedono la presenza di importanti studiosi e di artisti. La conferenza di Colazzo traccia un panorama degli sviluppi della cultura musicale e compositiva in Italia, dalla Generazione dell’Ottanta, attraverso le figure e le esperienze di Goffredo Petrassi e Luigi Dallapiccola, sino agli esiti personali quanto profondi, nelle diverse sensibilità, di Luciano Berio e Luigi Nono.

A questi link:

Poster Web del Simposio Aspect of Contemporary Italian Culture: Poetry, Non fiction-Prose, and Music Indiana University

Programma del concerto di Cosimo Colazzo alla Crawford-Hall della Indiana University

Alcune note di Cosimo Colazzo al programma del concerto alla Crawford-Hall della Indiana University

Poster Web della Giornata di Studi Italian Pop Music and Lyrics Indiana University

Poster Web della Lecture Musica italiana del Novecento: tra invenzione e re-invenzione a Stony Brook University

Diplomi accademici in Composizione al Conservatorio di musica di Trento

14 marzo 2014
10:00a13:00

E’ un importante appuntamento quello del prossimo venerdì 14 marzo 2013 (a partire dalle ore 10.00) al Conservatorio di musica di Trento, che vede laurearsi ben quattro studenti compositori. Concludono, infatti, il proprio percorso formativo due studenti del corso di diploma accademico di primo livello in Composizione, VALENTINA MASSETTI e ABOLFAZL RAHBARIAN; e due studenti del corso di diploma accademico di secondo livello in Composizione, MARCO LONGO e ANDREA MATTEVI.

Cosimo Colazzo è relatore delle tesi e dei quattro lavori compositivi che gli studenti hanno preparato per la prova finale di diploma accademico.

VALENTINA MASSETTI ha scritto un pezzo per soprano e orchestra, dal titolo “Note di Notte” (su un testo di Susanna Merzek), che espone un tratto tipico della sua idea di suono e di tempo musicale. In rapporto con un testo intonato verso i sensi della notte, anche come imminenza di una minaccia per il sé, senso del vuoto e della dispersione possibile, espone una musica che dilata il tempo musicale e fa emergere gli oggetti sonori in una forma molto depurata, calibrata nelle esposizioni e negli incroci. L’indagine sonora e percettiva si fa molto sottile, in quanto espone la presenza in contesti di vuoto e di gesti molto rallentati.

ABOLFAZL RAHBARIAN è autore di “Due studi per orchestra su melodie tradizionali iraniane”. L’autore, che è iraniano, ha voluto riferirsi a due musiche popolari, che espongono il riferimento a tipici sistemi sonori, come a particolari pronunce del canto. Questo riferimento è immesso in una ricerca musicale e di produzione timbrica avanzata. Interviene in tracce, mentre il progetto compositivo a ondate, sommerge o rivela il profilo di un ricordo e di una citazione, e qualcosa espone infine dell’originale popolare, con una sua forma e un’identità riconoscibile.

MARCO LONGO ha composto un brano per un organico particolare, per voce femminile, sassofono contralto, chitarra elettrica, accordeon, synthesizer e pianoforte, dal titolo “Scribbled Lines”. La sua opera indaga creativamente i profili sonori degli strumenti e della voce, aprendo le diverse identità verso un’alterità radicale, che, nel mentre li distanzia dalle loro configurazioni note, li scioglie in spazi comuni e in rispecchiamenti inattesi. La pressione verso la trasformazione trova una dinamica evolutiva verso una luce di figurazione possibile, che emerge nella parte finale del brano.

ANDREA MATTEVI ha scritto “dell’arco il nome è vita” per sassofono, viola, due pianoforti e live electronics. Nel brano si rivela un tratto tipico della sua personalità compositiva. E cioè, l’attenzione per la configurazione timbrica, che passa attraverso la minuta indagine armonica e delle dinamiche. Il tutto proposto secondo una forma che dosa accuratamente le evoluzioni del locale e gli archi complessivi del discorso, che compone quanto circolarmente ritorna, e quanto è cambiamento e scorrere del tempo.

PROVA FINALE DIPLOMI ACCADEMICI DI COMPOSIZIONE Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento. Venerdì 14 marzo 2014, ore 10:00. Aule 1/C e 1/A

Valentina Massetti, “Note di notte” per soprano e orchestra (su un testo di Susanna Merzek). Diploma accademico di primo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Abolfazl Rahbarian, “Due studi per orchestra su melodie tradizionali iraniane. Diploma accademico di primo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Marco Longo, “Scribbled Lines” per voce femminile, sassofono contralto, chitarra elettrica, accordeon, synthesizer e pianoforte. Diploma accademico di secondo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Andrea Mattevi, “dell’arco il nome è vita” per sassofoni, viola, due pianoforti, live electronics. Diploma accademico di secondo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Nuova composizione di Cosimo Colazzo, “Le isole”, per sassofono contralto e live electronics. Al Conservatorio di Trento, per l’interpretazione del duo “B.E. 2 – to blow electricity”, Emanuele Dalmaso sassofono e Raul Masu live electronics

Al Conservatorio di Trento si tiene un interessante concerto, di due giovani interpreti impegnati in duo, che si sono riuniti in un progetto di interazione artistica e di ricerca, che si rivolge alle possibilità dell’interazione tra dimensione degli strumenti acustici e del live electronics. Il duo “B.E. 2 – to blow electricity” (che è geometria interna del Motocontrario ensemble) è composto da Emanuele Dalmaso ai sassofoni e Raul Masu al live electronics. Il concerto si tiene sabato 8 marzo, alle ore 18.00, all’Auditorium del Conservatorio di musica di Trento, anche in rapporto alla masterclass che sui temi della ricerca elettronica e della composizione con live electronics tiene al Conservatorio, nella giornata di sabato, Massimo Biasioni. Il concerto del duo presenta musiche dello stesso Biasioni, del compositore austriaco Karlheinz Essl, di Mauro Graziani e di Cosimo Colazzo.

La composizione di Cosimo Colazzo, dal titolo “Le isole”,  scritta appositamente per il duo, esprime un tratto proprio della scrittura del compositore, che tende al senso delle forma circolare, che può, per questo lasciare campo agli eventi, al loro disegno articolatorio come alla loro risonanza. Nel pezzo si evidenzia un’attenzione (maggiore che in altri), alla profilazione angolata e incisa delle strutture ritmiche, mentre apre spazi, di molta evidenza, anche al suono singolo, tenuto in senso estenuato. Sassofono e live electronics trovano dialogo su questi terreni, attraverso trattamenti che tendono a concentrare il senso delle risorse, che possono liberare il proprio senso espressivo laddove sono fortemente ridotte, contenute negli usi.

Di seguito riportiamo le note di commento al pezzo scritte dal compositore.

“Il sassofono disegna i suoi profili secondo gli andamenti di una polifonia che dà profondità e prospettiva al proprio orizzonte di strumento solo. Gli orientamenti delle articolazioni seguono un progetto aperto, e quindi animano le successioni di relativa variabilità, dando senso al momento espressivo e all’evento. La ritmica è incisa, soprattutto quando si fa serrata, per cui dà enfasi agli accenti, con interne e dispari asimmetrie.

“Si disegnano, nel decorso del brano, territori sonori come isole di un arcipelago. Questi spazi sono legati tra loro da fasi, variabilmente estese, di suoni tenuti lunghi, che allontanano ciò che precede, avvicinano ciò che sopravviene. Queste fasi sono strette delle coste e del mare, anche luoghi di poesia, nel loro vuoto, nel loro lasciarsi solcare da un silenzio colorato, da un profondo galleggiare di trasparenze, dove vige il senso della presenza intravista.

“Qui emerge il live electronics, con i suoi interventi, che si realizzano attraverso i materiali acustici nelle versioni più trasformate; ma il live electronics interviene anche nelle altre parti del pezzo, ancorché in modi discreti. Trova le proprie scansioni in rapporto alla struttura fondamentale del brano, variando le tipologie di interventi in corrispondenza dei territori di consolidamento articolatorio del sassofono. E’ un campo sonoro selezionato e significativo, declinato in accordo, che viene a fasciare, nelle sue varie trasformazioni, la prima parte. E’ una frase del sax, in canone metamorfico, nella seconda parte. Quindi un semplice suono, trattato per graduali ma minime manipolazioni. E poi un dettaglio di articolazione ritmica su un suono, trasformato e progressivamente arrotondato e fatto rotolare. A concludere un tratto di deformazione degli eventi, che li trasfigura in una condizione nuova, tuttavia sempre nel profilo della semplicità, dell’evento che si illumina e si lascia osservare nei suoi respiri interni. Sassofono e live electronics si danno, così, nella forma di un rapporto cameristico, di un dialogo di comuni e vicine risorse” (Cosimo Colazzo).

 

Lopes-Graça e il Brasile. Un saggio di Cosimo Colazzo all’interno di un volume, a cura di Alberto Pachecho, che disegna un panorama storico della musica nello spazio culturale luso-brasiliano.

Pubblicati gli Atti del Congresso Internazionale “A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico”, tenutosi a Lisbona dal 7 al 9 novembre 2013. Il volume, a cura di Alberto Pacheco, è pubblicato dal CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical della Universidade Nova di Lisbona e da  Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-Brasileira attivo all’interno del CESEM (Lisbona, 2013. ISBN: 978-989-97732-4-0).

All’interno del volume, un saggio di Cosimo Colazzo dal titolo “Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil” (pp. 161-189).

Sul sito di “Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-Brasileira”, attivo all’interno del CESEM, è possibile consultare e scaricare il volume. In particolare a questo indirizzo: http://www.caravelas.com.pt/home.html.

Clicca qui per scaricare direttamente, dal sito di Caravelas, l’intero volume in formato PDF.

Clicca qui, invece, per scaricare l’estratto, dal volume, del saggio di Cosimo Colazzo 

Riferimenti bibliografici:

Cosimo Colazzo, Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil. In Alberto José Vieira Pacheco (ed.), Atas do Congresso Internacional ‘A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico’, CESEM, Lisboa, 2013. pp. 161-189.

CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, Universidade Nova de Lisboa, Lisboa, 2013. pp. 922. ISBN: 978-989-97732-4-0