Note biografiche

Cosimo COLAZZO – Note biografiche

Contatti: info@cosimocolazzo.it – Web: www.cosimocolazzo.it

[Per una scheda-profilo di pubblica notorietà cfr. in DEUMM, Dizionario universale della musica e dei musicisti (diretto da Alberto Basso), Appendice 2005, UTET, Torino, 2005: ad vocem Cosimo Colazzo]


Formazione

Nato a Melpignano, in provincia di Lecce, nel 1964, Cosimo Colazzo ha iniziato giovanissimo lo studio della musica, dapprima sotto la guida del padre, quindi al Conservatorio di Lecce, dove si è diplomato in Pianoforte nel 1983. Successivamente si è diplomato in Composizione, nel 1984, al Conservatorio di Roma e in Direzione d’orchestra, nel 1985, al Conservatorio di Milano.

Inoltre, si è laureato in Filosofia, nel 1995, all’Università degli studi di Lecce.

Dopo il diploma di composizione ha intrapreso il perfezionamento con Salvatore Sciarrino all’Accademia di Città di Castello, dove ha studiato nel periodo 1985-88. Ha frequentato i Ferienkurse di Darmstadt nel 1988, e  ha seguito corsi e seminari con vari docenti: di direzione d’orchestra con Pierre Boulez (Avignone, 1988) e con Peter Eötvöss (Szombathely, 1988); di composizione con Luigi Nono (Avignone, 1989).

Attività compositiva

È autore di una vasta produzione, che spazia da opere teatrali, a composizioni per orchestra e per gruppi da camera, a musiche corali e lavori pianistici.

È stato premiato, per sue composizioni, in concorsi nazionali e internazionali.
Concorsi nazionali di composizione: “SIAE” Roma 1983/84; “Belveglio”, 1987 (Dune per quartetto di clarinetti); “U.S.C.I.”, Trieste, 1996 (Veduta di collina per coro misto a cappella); “Gesualdo da Venosa”, Potenza, 1997 (Movimento per quintetto di ottoni).
Concorsi internazionali di composizione:  “ICONS”, Torino, 1995 (L’altr’ombra per violino e marimba); “Prague Spring”, Praga, 1995 (Requiem II per orchestra); “Sanremo Classico”, 1996 (Pende il velo, il mobile per orchestra); “ICONS”, Torino, 1989 (Quartetto per archi); “5th Youth Music Forum”, Kiev, 1996 (Secondo quartetto per archi); “ISCM – World Music Days”, Amsterdam-Seul, 1997 (Amara è la morte per coro misto a cappella); “Musica Nova”, Sofia, 1998 (Secondo Quartetto per archi); “Edvard Grieg”, Oslo, 2003 (Variations per pianoforte); XXXIV Foro Internacional de Música Nueva, Città del Messico, 2012 (Arco per 11 archi solisti).

Ha partecipato con le sue composizioni a vari Festival, e sue musiche sono eseguite in Italia e all’estero, in vari paesi europei, negli Stati Uniti, in Messico, Sudamerica, Giappone, da orchestre, ensemble, formazioni da camera, solisti di prestigio, trasmesse per radio e per televisione.

Sono incise in CD: Sotto i colpi del sole di ferro per mezzosoprano baritono due percussionisti (interpreti Long Solustri, Abbondanza, Maggi, Basile); Amara è la morte per coro misto a cappella (interpreti Coro Castelbarco di Avio, dir. L. Azzolini), CD “Arte e Musica”, Melpignano (Le), 1997. Dune per quartetto di clarinetti, LP “Quadrivium”, Perugia, 1989 (interpreti “Quartetto Claravoce”). “Musiche per pianoforte 1997/2003”, con le opere Stanze, Disteso a Oriente, Formes, Clos, Visioni di un oggetto (interprete C. Colazzo). Le isole per sassofono (interpreti To Blow Electricity Duo, E. Dalmaso sassofono, R. Masu live electronics), CD “Liarss”, Treviso, 2015. Stanze per pianoforte a quattro mani (interpreti Khasma Piano Duo, A. Mack e K. Palumbo), CD “Switchback”, U.S.A., 2015.

Ha ricevuto commissioni, per opere nuove, da enti, fondazioni, festival, quali: Società Filarmonica di Trento, Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento, Fondazione ICO “Tito Schipa” Lecce, Provincia Autonoma di Trento (rassegna “Il silenzio e l’ascolto”), “Europa Festival” Ferentino (Fr), “Festival Internazionale di Musica Sacra” di Bolzano e Trento, Festival “Musica ‘900” Trento, Associazione Musicale Lucchese, Associazione Culturale “Arte e Musica” Melpignano (Le), “Unione Europea” Bruxelles, ecc…

Ha diretto, per l’Associazione culturale “Arte e musica”, il progetto multimediale “Il Salento: la vita, la morte: pensare ed esprimere una identità culturale”, riferito alle opere Sotto i colpi del sole di ferro e Amara è la morte, promosso con il sostegno e il finanziamento dell’Unione Europea.

Le sue composizioni sono edite dalle edizioni Rai Trade – Contemporary. In particolare, nel catalogo di questo editore, sono presenti le seguenti composizioni di Cosimo Colazzo

  • Stanze per pianoforte (1996).
  • Disteso a Oriente (1997) per pianoforte.
  • Formes (1998) per pianoforte.
  • Arco (2000) per 11 archi solisti
  • Clos (2002) per pianoforte.
  • Visioni di un oggetto (2003) per pianoforte
  • L’aperto azzurro (2004), per clarinetto e pianoforte.
  • Il nero, le derive, gli oggetti lucenti (2004) per orchestra
  • La cerimonia degli addii (2005) per chitarra.
  • La lenta discesa II (2006) per violino e pianoforte.
  • Alle tranquille ombre (2007) per violino, violoncello e pianoforte.

Altre composizioni sono state pubblicate da altri editori:

  • Veduta di collina per coro misto a cappella, Edizioni Pizzicato, Udine, 2004
  • Da e verso per violino e chitarra, Edizioni Mnemes, Palermo, 2003
  • Pende il velo, il mobile per orchestra, Edizioni Bixio, Roma, 1996
  • Il Salento: la vita, la morte. Il volume contiene due partiture: Sotto i colpi del sole di ferro, per mezzosoprano, baritono, due percussionisti; Amara à la morte per coro misto a cappella. Madona Oriente, Melpignano (Lecce), 1996.
  • Sotto i colpi del sole di ferro, versione per percussioni e due voci narranti, Madona Oriente, Melpignano (Lecce), 1994
  • Sequenza Capriccio per violino solo, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • D’Incanto II per chitarra, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • D’incanto per arpa, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • Mizar per flauto, clarinetto in sib, fagotto e painoforte, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • Dune per quartetto di clarinetti, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • Batuffolo per pianoforte, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • Voiles englouties par Ondine (da Debussy) per pianoforte, in “Noema”, trimestrale, Lecce, 1988
  • Ali pungenti, foglio d’album per pianoforte, in “Noema”, trimestrale, Lecce, 1986

Della sua musica e della sua attività di compositore si legge in: Gino Stefani (cur.), Intense emozioni in musica, Clueb, Bologna, 1996; Cosimo Colazzo: il suono della mente, in “Musica”, ottobre 2001; C. Colazzo e la relazione con la propria creatività: aprire la musica al confronto culturale e sociale, intervista a Cosimo Colazzo, a cura di Salvatore De Salvo, in “UCT”, n. 346, ottobre 2004; Cosimo Colazzo compositore, intervista a  Cosimo Colazzo, a cura di Luca Ribustini, in “Prove aperte”, A. 11, n° 119, marzo 2005; Voce Colazzo, Cosimo, in DEUMM, Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (diretto da Alberto Basso), Appendice 2005, UTET, Torino, 2005; Marco Russo (cur.), Compositori d’oggi: Trento, UCT, Trento, 2007; Francisco Martín Quintero, Música surgiendo del silencio y la espera. Introducción al mundo sonoro de Cosimo Colazzo. In: “Sul Ponticello”, revista online de música y arte sonoro (ISSN: 1697-6686), III época, N° 12, enero 2015; Maria del Carmen Asenjo Marrodan, Entrevista a Cosimo Colazzo, in “Espacio sonoro”, revista de música actual (ISSN 1887-2093), N° 31, enero 2016.

Interprete

Ha condotto attività di direzione artistica e di direzione stabile dell’Orchestra Sinfonica Irpina, per le stagioni sinfoniche e concertistiche dal 1985 al 1988.

Pianista di riconosciuto talento, Cosimo Colazzo si è affermato in importanti concorsi nazionali. Ha tenuto concerti pianistici in Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Stati Uniti ecc., eseguendo proprie composizioni, autori  del ‘900 (come Feldman, Ustvolskaya, Lopes-Graça, Stravinskij, Mompou, Miaskovsky, Debussy, Schulhoff, Nin-Culmell, Villa-Lobos, Casella, Malipiero, Rieti, Bliss, ecc.) e autori contemporanei, dei quali spesso ha curato prime esecuzioni (come per Quintero, Rappoport, Pagotto, Tacuchian, ecc.).

Tiene concerti di musica da camera collaborando: in duo pianistico con Maria Rosa Corbolini; in duo sassofono-pianoforte con il sassofonista Emanuele Dalmaso; in duo voce-pianoforte con il baritono Roberto Abbondanza e con il soprano Patrizia Zanardi.

È fondatore, pianista e direttore del MotoContrario ensemble dedito alle musiche del ‘900 e contemporanee, con il quale ha realizzato numerosissime prime esecuzioni assolute e prime esecuzioni in Italia, tenendo concerti in Italia e all’estero.

Libri e saggi

Svolge attività musicologica, collaboratore di varie riviste, musicologiche e di filosofia,  autore di volumi e saggi, dedicati soprattutto alla composizione, alle creatività contemporanee, ad intrecci tematici tra musica e filosofia e all’analisi dei rapporti tra musica e cinema.

È autore dei seguenti libri:

  • Cosimo Colazzo, Musica al cinema: l’opera rock, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2004.
  • Cosimo Colazzo, Musica al cinema: l’opera, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2002;
  • Cosimo Colazzo, Il suono casual (in collaborazione con Salvatore Colazzo)Madona Oriente, Melpignano (Le), 1994;
  • Cosimo Colazzo, Musica e civiltà del computer (in collaborazione con Salvatore Colazzo)L’Editore, Trento, 1993

Ha curato il volume:

  • Cosimo Colazzo (cur.), Conto aperto. Scritti sulla musica del ‘900, Conservatorio “Bonporti”, Trento, 2002.

Suoi saggi, inoltre, sono compresi in volumi di autori vari, per editori italiani e stranieri: per le edizioni Gudrun Schröder-Verlag (Lipsia, Germania), Cambridge Scholars Publishing (Cambridge, Gran Bretagna), CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical Universidade Nova Lisboa (Lisbona, Portoganno), PUN édition universitaires de Lorraine (Nancy, Francia), Franco Angeli (Milano), Università degli studi di Trento, Conservatorio di musica di Trento, Antenore (Padova), Madona Oriente (Melpignano – Le), Pellegrini (Cosenza), ecc. Si indicano, in particolare:

  • Cosimo Colazzo, The experience of Sound and Listening. Federico Mompou. Ideas, Methods and Techniques of Composition and Interpretation . In Gilbert Stöck, Paulo Ferreira de Castro, Katrin Stöck (eds.), “Estes Sons, esta Linguagem” – Essays on Music, Meaning and Society in Honour of Mário Vieira de Carvalho, Gudrun Schröder-Verlag, Leipzig, 2015. pp. 217-253;
  • Cosimo Colazzo, Voce “Fernando Lopes-Graça”. In: Dicionário Biográfico Caravelas, Núcleo de Estudos da Historia da Música Luso-Brasileira, CESEM, Lisboa, 2014;
  • Cosimo Colazzo, La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou. In Teresa Fernández Ulloa (ed.), Otherness in Hispanic Culture, Cambridge Scholars Publishing, Cambridge, 2014. pp. 580-603;
  • Cosimo Colazzo, Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil. In Alberto José Vieira Pacheco (ed.), Atas do Congresso Internacional ‘A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico’, CESEM, Lisboa, 2013. pp. 161-189;
  • Cosimo Colazzo, Le système des orchestre juvéniles et infantiles du Venezuela: du mythe à l’analyse d’un modèle d’education et de promotion sociale par la musique. In  Olivier Folz, Nicole Fourtané, Michèle Guiraud (ed.), Le Venezuela d’Hugo Chavez : bilan de quatorze ans de pouvoir, PUN édition universitaires de Lorraine, Nancy, 2013. pp. 271-287 ;
  • Cosimo Colazzo, Modernisme, avant-garde et traditions populaires. Recherches artistiques et musicales en Espagne et au Portugal : la synthèse militante de Fernando Lopes-Graça. In Nicole Fourtané et Michèle Guiraud (ed.), Emprunts et transferts culturels : du monde luso-hispanophone vers l’Europe », Editions Universitaires de Lorrain – Presse Universitaires de Nancy, Nancy, 2012. pp. 13-25 ;
  • Cosimo Colazzo, Formazione di fascia pre-accademica, in dimensione europea e nella situazione italiana. Ruolo del Conservatorio nel sistema musicale del Trentino, in Sonia Carli (cur.), Dalla scuola primaria agli studi accademici. Curricolo verticale delle Discipline Musicali. Modello organizzativo e attuativo a livello nazionale, Atti del Convegno, Trento, 25.11.2011, pp. 83-92;
  • Cosimo Colazzo, Diritto e creatività musicale. Verso il mondo della complessità e del digitale, in AA.VV. (a cura di R. Caso), Plagio e creatività: un dialogo tra diritto e altri saperi, Università degli studi di Trento, Trento 2011. pp. 63-89;
  • Cosimo Colazzo, Carlo Belli, teorico dell’arte astratta in Italia negli anni ’30, e la musica, in Cosimo Colazzo (cur.), Conto aperto. Scritti sulla musica del ‘900, Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, Trento 2002. pp. 91-108;
  • Cosimo Colazzo, Il ragno psichedelico di Lapassade. Introduzione al volume di G. Lapassade, Intervista sul tarantismo, Madona Oriente, Melpignano (Le), 1994. pp. 7-76;
  • Cosimo Colazzo (in collaborazione con Salvatore Colazzo), ‘Mists’. Il monologo-metalogo: energia narrativa, progettualità politica e crisi delle “Weltanschauungen”, in AA.VV. (a cura di G. Invitto), Visioni del mondo e nuova progettualità, Franco Angeli, Milano, 1992. pp. 71-98;
  • Cosimo Colazzo, Resto cantabile. Note su un tempo pieno di ‘attualità’, in AA.VV., Ethos e cultura, Antenore, Padova 1991. pp- 1259-1279.

Collaboratore di varie riviste musicologiche e di filosofia, quali  “Rivista di Analisi e Teoria Musicale”, “Espacio sonoro”, “Nuova Rivista Musicale Italiana”, “Marsia”, “Segni e Comprensione”,  “Mass Media”, “ARTman”, “Dialogica”, “Risonanze”, “Ballyhoo”, “6000”,   ecc.,  ha, in quest’ambito, pubblicato saggi sulle estetiche musicali del ‘900, sui linguaggi compositivi di vari autori del ‘900 e contemporanei (Webern, Cage, Feldman, Nono, Sciarrino, Lopes-Graça, Mompou, ecc.).

Si segnalano i suoi saggi, apparsi in riviste scientifiche:

  • Exilio del sujeto, sustracción del acto compositivo, escrituras musicales y sonoras de la existencia y de lo sagrado en Federico Mompou, in “Espacio sonoro”, revista de música actual (ISSN 1887-2093), N° 38, enero 2016;
  • ¿Qué es el acto de composición? in “Espacio sonoro”, revista de música actual (ISSN 1887-2093), N° 39, mayo 2016;
  • Il linguaggio compositivo di Fernando Lopes-Graça: materiali e forma, innesti e stratificazioni, Rivista di Analisi e Teoria Musicale, Journal of the association Gruppo di Analisi e Teoria Musicale (ISSN 1724-238X), Lim edizioni, Volume XIX, n. 2, 2013. pp. 33-56;
  • Le metamorfosi del tempo. Per un webernismo crtitico. La concezione musicale di Anton Webern in rapporto al pensiero di J. W. Goethe, in “Nuova Rivista Musicale Italiana”, gennaio-marzo 1994.

Inoltre, si segnalano, tra molti altri, i seguenti altri suoi saggi e interventi:

  • La salle de bain e l’estremo orizzonte del Declaro. Forme della narrazione nell’ultima produzione di Antonio Verri, in “Marsia” , numero speciale (2013)
  • Quando l’armonia dilaga, in “ARTman” n. 6/7 (aprile/giugno 1997)
  • Carlo Belli, dal futurismo alla musica globale, trascendente, silenziosa, in “Dialogica” n. 4 (dic. 1996)
  • Anche l’ascolto ha le proprie derive, in “Dialogica” n. 3 (giugno 1996)
  • Luigi Nono: l’ascolto dell’oltre, in “Dialogica”, n. 2 (dic. 1995)
  • L’arte di rischiare! Conversazione con Salvatore Sciarrino, in “Ricordi oggi”, luglio 1994
  • Il silenzio del suono. Intervista a Salvatore Sciarrino, in “6000”, giugno 1993
  • Quale crisi? Una conversazione con Salvatore Sciarrino, in “ARTman”, nn. 4/5, luglio/dicembre 1992
  • Alla fine resta la stanchezza, in “ARTman”, n. 3, luglio 1992; L’arte come tragedia, in “ARTman”, n. 2, ottobre 1991.

Équipe di ricerca

È membro della équipe di ricerca del CESEM – Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical e di Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-Brasileira, attivi presso la Universidade Nova di Lisbona.

Convegni

Studioso riconosciuto delle letterature musicali del ‘900 e contemporanee, soprattutto di area italiana e ispanica, viene chiamato a tenere lezioni accademiche presso prestigiose Università e a tenere relazioni in Convegni internazionali.

Tra i recenti impegni in questi campi:

  • Convegno “Music in Ireland: 1916 and Beyond”, DIT Conservatory of Music and Drama, Dublino (Irlanda), 22–24 April, 2016. Comunicazione: An Italian Composer during the Irish Independence Process: Michele Esposito.
  • “The Alfonse D’amato Chair in Italian and Italian American Studies”, Stony Brook University New York, 31 marzo 2014. Conferenza: Percorsi della musica italiana del ‘900.
  • Simposio “Aspect of Contemporary Italian Culture: Poetry, Non fiction-Prose, and Music” organizzato da Indiana University, College Arts and Humanities, Bloomington (Indiana – U.S.A.), 29 marzo 2014. Cosimo Colazzo Keynote Speaker. Comunicazione: Musiche locali e globalizzate. Dal Novecento ad oggi tra marketing culturale, world music e nuove identità.
  • Congresso “A Música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico”, Universidade Nova, Lisbona (Portogallo),  7-8-9 novembre 2013. Comunicazione: Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil
  • X Convegno di Analisi e Teoria Musicale”, GATM Gruppo di Analisi e Teoria Musicale, Rimini (Italia), 4-5-6 ottobre 2013, Comunicazione: Galina Ustvolskaya. L’ostinato ostinato
  • “Performa 2013, Encontros de Investigação em Performance”, Universidade Federal do Rio Grande do Sul, Porto Alegre (Brazil), 30 de Majo – 2 de Junho 2013. Comunicazione: Transformar el tiempo musical. Interpretación y composición en Federico Mompou
  • “Third International Symposium on ideology, politics and demands in Spanish language, literatur ande film. ‘Otherness in hispanic culture”,  California State University Bakersfield, 24-26 gennaio 2013. Partecipazione virtuale. Comunicazione: La otredad esperada. Reducción del sujeto y del acto compositivo, abertura al silencio y a la resonancia, en la musica de Federico Mompou
  • Jornadas de Estudio « L’existentialisme en Espagne et chez les philosophes de l’exil », Université de Pau et des Pays de l’Adour, Pau (Francia), 24-25 gennaio 2013. Comunicazione:  Exil du sujet, soustraction de l’acte de composition, écritures musicales et sonores de l’existence e du sacré chez Federico Mompou
  • “Colóquio Internacional ‘O Gosto pela Música’, homenagem a João de Freitas Branco no 90º aniversário do seu nascimento”, Universidade Nova, Lisbona (Portogallo), 19-20 ottobre 2012. Comunicazione: La investigación creativa de Fernando Lopes-Graça. Investicaviones sonoras, lenguajes y técnicas compositivas. Una manera de pensar la relación, el sujeto, la transferencia cultural
  • “IX Convegno di Analisi e Teoria Musicale”, Rimini (Italia), 14-15-16 settembre 2012, Comunicazione: Innesti e transiti, stratificazioni, processi di ripresa e trasformazione, dal dato etnomusicale alla costruzione artistica. Il linguaggio compositivo di Fernando Lopes-Graça
  • 5e Colloque International « Emprunts et transferts culturels : du monde luso-hispanophone vers l’Europe ». 31 maggio-1 giugno 2012. Université de Lorraine – Nancy (France). Comunicazione : Modernisme, avant-garde et traditions populaires. Recherches artistiques et musicales en Espagne et au Portugal : la synthèse militante de Fernando Lopes-Graça.

Attività giornalistica e di divulgazione

Svolge attività di divulgazione, collaborando alla pagina culturale di vari quotidiani, tra cui “L’Adige” di Trento, il “Quotidiano di Lecce, Brindisi, Taranto”, e molti altri.

Attualmente è editorialista del quotidiano “Trentino”.

Sempre nel contesto dell’attività giornalistica e di divulgazione rientra l’impegno relativo a programmi radiofonici. Per la RAI, sede regionale di Trento, in collaborazione con Daniele Torresan, ha realizzato le seguenti trasmissioni:

  • “Il cammino e l’evoluzione del Conservatorio di Musica di Trento”, ciclo di 13 puntate in onda su Rai Radio Due, 2013
  • “Vivimusica in Trentino. Un viaggio musicale attraverso il Trentino nella voce degli artisti, degli organizzatori e del pubblico”, ciclo di 13 puntate in onda su Rai Radio Due, 2014

Per il 2017 è programmata, a partire dal mese di ottobre, la seguente trasmissione, per la RAI sede regionale di Trento, in collaborazione con Daniele Torresan:

  • “Trentino Classica. Un viaggio attraverso la voce, il suono, l’arte dei protagonisti attuali della musica classica in Trentino”, ciclo di 13 puntate in onda su Rai Radio Uno.

È iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1992.

Organizzatore culturale

Con l’Associazione MotoContrario realizza il festival “Contrasti” che si svolge annualmente in Trentino; giunto alla quarta edizione con il 2017, è rapidamente diventato uno degli appuntamenti di rilievo nel panorama della musica contemporanea.

Come operatore culturale si segnala, oltre che l’attività nel contesto dell’Associazione culturale “MotoContrario” di Trento, anche l’attività svolta con l’Associazione culturale “Piazza del Mondo”, di cui è fondatore insieme con eminenti figure dell’arte e della cultura, come l’Accademico dei Lincei Paolo Cherchi (Università di Chicago, U.S.A.), Ernesto Livorni (University of Wisconsin – Madison), Giuliana Adamo (Trinity College Dublin), Gianluigi Gessa (Università di Cagliari), e diversi altri. Con l’Associazione culturale “Piazza del Mondo” realizza la rassegna di incontri culturali e parallele produzioni musicali dal titolo “Sapere e futuro”.

È stato membro e Vicepresidente del Forum per la promozione delle attività culturali della Provincia autonoma di Trento.

Dal 1997  al 2014 è stato coordinatore artistico e organizzativo del festival “Mondi Sonori”, promosso dal Conservatorio di Trento, sulla musica del ‘900 e contemporanea.

Attività di docenza

È docente di ruolo presso i Conservatori dal 1989, dapprima per l’insegnamento “Lettura della partitura”, che ha tenuto ai Conservatori di Bologna e di Trento, e, a partire dal 1999, per l’insegnamento di “Composizione” al Conservatorio di Trento.

Ad oggi sono diciassette gli studenti che si sono diplomati in Composizione sotto la sua guida al Conservatorio di musica di Trento.

Particolarmente impegnato sul fronte delle sperimentazioni, ha promosso, per il Conservatorio di Trento, il progetto del Triennio superiore sperimentale di “Composizione e linguaggi musicali contemporanei” e del Biennio superiore sperimentale di “Composizione per il teatro e per il cinema”.

È stato docente a contratto presso le Università di Palermo e di Aosta.

È Faculty Member e Artist in residence, a partire dal 2012 e sino a tutt’oggi, presso la Italian School del Middlebury College, negli Stati Uniti.

Attività istituzionali

Dal 2005 al 2011 è stato direttore del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento.

È stato membro della Giunta della Conferenza dei Direttori di Conservatori di musica attiva presso il Ministero dell’Università e della Ricerca.

Inoltre è stato Presidente del Comitato artistico dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori.

Dal 2016 è Presidente della Commissione Tecnica Musicisti del Fondo PSMSAD ex ENPALS presso l’INPS a Roma.


Quella di Colazzo è una musica fatta di poesia,  sfumature, e un senso molto eventuale del tempo, ma anche di oggetti dal taglio formale preciso, dotati di un peso e di certa materialità timbrica. La posizione poetica di Colazzo muove dall’idea di un suono non completamente definito, in qualche modo soggetto di scoperta, aperto agli eventi. È una musica posta come in una deriva ascoltante, in qualche modo fecondata di storia, ma sempre in una dimensione eventuale. Si realizza spesso come qualcosa di sospeso, che può attingere anche a situazioni di estrema sensualità, morbidezza ed evocazioni; ma sbava anche in rumore sporco o si slancia in momenti di grande articolazione: un debordare intorno, in cui il compositore è in una condizione di attesa vigile. Promuove le occasioni compositive e osserva muovere intorno gli eventi. Li apprende, così, nella loro volontà di apertura e variabilità, come in quella di fare corpo insieme. Il pezzo è qualcosa rispetto a cui ci si pone in un ascolto apprendente, perché sempre poco si sa rispetto al possibile, all’aperto. Noi – dice Colazzo – siamo una curvatura nel possibile, ma non una chiusura del possibile: una leggera pronuncia nel mondo.

I lavori teatrali si segnalano per una grande attenzione, posta dal compositore, nel realizzare una trama musicale che sappia rispondere alle esigenze di testo, gesto, scena, mentre si definisce, anche, come architettura autonoma. È un gioco sottile, che suscita margini di duttilità, passibili, però, anche di essere letti e inseriti in visioni arcuate e unitarie. Tra questi lavori, importante è un’opera sperimentale, di teatro-musica-danza Sotto i colpi del sole di ferro (1996) per mezzosoprano, baritono e due percussionisti (una versione precedente, 1993, è per due narranti e percussioni), dedicato al tema del tarantismo nella cultura salentina e più in generale al tema della transe (su testo di Salvatore Colazzo), e l’opera breve, recante molti caratteri ironici se non comici, Il latifondo magico (1998)  (su testo di Vito Riviello), per soprano, baritono, una voce recitante, e quattro percussionisti.

Le opere per orchestra – Il est l’île (1992), Requiem (1993), Pende il velo, il mobile (1995), Mixis (1997), Il nero, le derive, gli oggetti lucenti (2004). – evidenziano un gusto particolare per l’impasto timbrico mai risolto, soggetto di molte trasformazioni, in una temporalità, che, nello stesso tempo, si disegna come tendenzialmente sospesa e molto rallentata.

Importanti i risultati raggiunti nella produzione pianistica, con una costellazione di opere concepite soprattutto a partire dal 1997. Vi si riconoscono vari momenti di impegno creativo. Dapprima alcune opere, generate in un biennio: Stanze (1997), con un suo respiro formale molto naturale, fatta di materiali accordali, sempre morbidi e un po’ scuri; Disteso a Oriente (1997) opera ampia, con un pianismo esteso, pieno di risorse, e tuttavia sempre con questo aspetto, del suono sospeso, sfumato, galleggiante; Formes (1998), più tagliente delle altre, decisamente profilata, lucida, netta, a volte sferzante. Quindi, un poco distanziate: Clos (2002), che riprende l’attenzione per un tempo non angoloso, piuttosto fluido e sciolto, e l’idea di una forma tendenzialmente aperta, con figure e arcipelaghi sonori, che paiono variamente irradiare da un centro molto interno e introflesso; Visioni di un oggetto (2003), la cui forma sembra farsi più stabile, e filtrare come un luogo di transito o d’approdo più ricorrente, anche se in funzione soprattutto timbrica: il suo centro strutturale è, in effetti, profondamente interrato, come in dimensione ctonia, e alla superficie tutto appare sorgivo, aperto, probabile, eventuale, un fluido trascorrere, lento e non lineare, che è germinazione di prospettive possibili. Una nuova serie di opere pianistiche emerge negli ultimi anni, a partire dal 2013. Prosegue un lavoro di scavo sui temi del silenzio e della riduzione del materiale al poco, al quasi nulla. Ci sono momenti in cui il tempo si svuota, diventa come un corridoio labile, nei luoghi di transizione delle sezioni. E in queste dimensioni, che sembrerebbero fatte di nulla e quasi vuote, in cui rari eventi risuonano e sempre gli stessi, si disegna una poesia dell’ascolto che tenta l’origine. Non un tempo da riempire e segnare con la nostra presenza, con le nostre orme pesanti. Ma un tempo che viene liberato, non più scandito, non più figurato. È questo il caso di La piega il respiro (2013), Sospeso nell’aria (2014), I fragorosi silenzi, la fine (2015). Diverso Le terre rose, il mare obliquo (2014), dove la tastiera aggruma un materiale anche terroso ed è attraversata obliquamente da figure in rilievo. Nuove esplorazioni apre La tenzone (2017), verso l’utilizzo di pattern ribaditi in soluzioni molto complesse di poliritmi cangianti in tutto il pezzo. Non cambiano le soluzioni formali, come anche il senso di luoghi di passaggio dove il tempo si ferma aprendo a ripetizioni “infinite” quanto strutturalmente motivate. Ma qui, in luogo dell’evento risonante, c’è un oggetto che si è reso solido e si esprime in pattern e moduli. Il ritmo è venuto in primo piano.

Una caratteristica che evidenzia la produzione di C. Colazzo negli ultimi dieci anni è il fatto che si concentra quasi esclusivamente sulla musica da camera, strumentale e vocale. L’orchestra, molto frequentata precedentemente, è messa in secondo piano. C’è la volontà di studiare e esplorare il timbro in dimensione cameristica. Gli organici sono vari. Dal punto di vista del linguaggio e dello stile naturalmente è affermato anche in questo contesto il senso di una poetica della forma eventuale, che dà l’idea di qualcosa di flessibile e sfrangiato (il tutto strutturalmente molto studiato e controllato), come anche del suono distanziato, silente, risonante, del materiale che si riduce a poco, a quasi nulla, delle zone di transito che levitano poesia nel loro liberare il tempo. Si vedano in questo senso: La lenta discesa II (2006) per violino e pianoforte; i successivi Nel lento orizzonte un oggetto (2013) per viola e pianoforte; La curva del respiro (2013) per sassofono e pianoforte; Le isole (2014) per sassofono; e, con la voce, Eresie fragili ponti (2014) per voce recitante e strumenti (su testo di Luigi Reitani); Piano intorno al vuoto (2015) per voce e pianoforte (su testo di Antonella Anedda); Notte che oscilli al vento (2016) per voce e pianoforte (su testo di Maria Attanasio); Oscure cadenze segrete (2017) per voce e strumenti (su testo di  Marco Furia); E allora la voce, la morte (2017) per voce e pianoforte (su testi di Giovanni Pascoli).  Tutti aspetti già rilevati. E anche in ambito cameristico un tratto che emerge nelle ultimissime opere, di attenzione al gioco combinatorio poliritmico, alle distanze che si iniziano a misurare non solo con qualcosa di aereo, con la risonanza, ma anche con la solidità del gioco ritmico di pattern cangianti inseriti in strutture poliritmiche. Significativo in questo senso il ciclo di Les dés des ordres (2016) dedicato a Emilio Villa, con una serie di pezzi, Le dispersioni felici per viola sola, Ductus per sassofono e marimba, Inductus per sassofono e pianoforte, Tarolabyrinthe per ensemble, tutti segnati dalla ricerca su oggetti ritmici, asimmetrici al loro interno, ma perfettamente ritagliati in un profilo unitario come oggetti-pattern, moduli inseriti in un flusso di poliritmie complesse e cangianti.  Iubilemus in hac die (2017) per gruppo vocale gregoriano e ensemble strumentale integra materiale storico gregoriano dentro un piano formale segnato dal flusso poliritmico, esaltandolo nella sua caratteristica di materiale essenziale ed astratto.

In questo rapporto di contiguità che l’ultima produzione propone tra senso eventuale, labile del tempo e senso di una scansione prismatica, poliritmica del tempo – evento della risonanza da una parte e oggetto sonoro-formale ritagliato e presente dall’altra -, il compositore va esplorando l’idea che uno stesso concetto formale può sovrintendere all’uno e all’altro aspetto: al vuoto e al pieno, all’assenza e alla presenza, all’ombra e alla materialità della figura, come il recto e il verso di una stessa realtà.


Composizioni: Opere teatrali: Sotto i colpi del sole di ferro (testi liberamente adattati da Salvatore Colazzo) (1994) melologo per percussioni e due narranti; Sotto i colpi del sole di ferro (testi liberamente adattati da Salvatore Colazzo) (1996) opera per mezzosoprano, baritono e due percussionisti; Il latifondo magico (libretto di Vito Riviello) (1998) «flash-opera» per soprano, baritono, una voce recitante e quattro percussionisti; L’attesa (testo proprio, da Simone Weil) (1999) melologo per tre voci recitanti, clarinetto, violino e violoncello.

Per orchestra: Il est l’île (1992); Requiem (1993); Requiem II (1994); L’altro velo (1995); Pende il velo, il mobile (1995); Mixis (1997); Initiation (1999) per un’orchestra di giovani; Nei lenti spazi (1999); Le vie dell’incanto (1999); L’ultimo velo (1996; nuova versione 1996/2000) per orchestra d’archi; Arco (2000) per 11 archi solisti; Ballata delle donne (2004) (testo di Edoardo Sanguineti) per voce recitante e orchestra; La lunga notte (2004); Il nero, le derive, gli oggetti lucenti (2004).

Musica da camera: Dune (1987) per quartetto di clarinetti; In camera oscura (1988) per pianoforte concertante e ensemble; Quartetto (1988) per archi; Mizar (1989) per flauto, clarinetto, fagotto e pianoforte; Iridio (1992) per chitarra concertante e quattro chitarre; La cenere del tempo (1994) per flauto e chitarra; L’ombra spezzata, ripresa (1995) per clarinetto e marimba; L’altr’ombra  (1995) per violino e marimba; L’altr’ombra II (1996) per violoncello e marimba; Duo per violino e violoncello (1996); Movimento (1996) per quintetto di ottoni; Movimento II (1996/2003) per quintetto di sassofoni; Secondo Quartetto (1996) per archi; Sotto i colpi suite (1996) per due percussionisti; Zamilampis (1996) per due pianoforti, due arpe, celesta, quattro percussionisti; L’altro spazio (1999) per ensemble; Poema dell’attesa (1999) per clarinetto, violino e violoncello; Il lato in luce (2000) per flauto, contrabbasso e pianoforte; Poema dell’attesa II (2000) per quartetto d’archi; Da e verso (2001) per violino e chitarra; Il lato in luce II (2001) per flauto, clarinetto e pianoforte; Récit (2001) per contrabbasso e pianoforte; Lo spazio secondo (2003) per ensemble; L’aperto azzurro (2004) per clarinetto e pianoforte; Gli archi dissolti (2004) per un piccolo ensemble; Le migrazioni lente, l’oltrepasso (2004) per violino, clarinetto, violoncello e pianoforte; I ritorni, l’incavo (2004) per ensemble di ottoni; Quartetto (1988/rev. 2005) per archi; I gesti silenzio (2005) per tromba e pianoforte; L’arco esteso del gesto (2005) per clarinetto basso e pianoforte; Il gesto raccolto (2005) per corno di bassetto e pianoforte; La lenta discesa (2005) per trombone e pianoforte;  La lenta discesa II (2006) per violino e pianoforte; Il moto andante, lento (2006) per violino e chitarra; Verso l’oblio (2006) per flauto in sol e chitarra; Alle tranquille ombre (2007) per violino, violoncello e pianoforte; La curva del respiro (2013) per sassofono contralto e pianoforte; Nel lento orizzonte un oggetto (2013) per viola e pianoforte; Eresie fragili ponti (2014) per tromba, sassofono baritono, viola, pianoforte; Le isole (2014) versione per sassofono contralto con live electronics; Lo spazio sonoro (2014) per arpa e percussioni (1 esecutore); Le dispersioni lente (2014-rev.2015) per violino, clarinetto, violoncello e pianoforte; Il dono (2015) per  sassofono contralto, tromba, accordeon, viola, violoncello, contrabbasso; Ductus (2015) per sassofono contralto e marimba; Nascosti nel sole (2015) per sassofono contralto, tromba, marimba, viola, contrabbasso; Piano intorno al vuoto (2015) per contrabbasso e pianoforte; Lo schermo il corpo (2015) per viola e violoncello; Les dés des ordres (2016) per sassofono contralto, marimba, chitarra elettrica, viola; Eresie fragili ponti II (2014-rev.2016) per corno, violoncello e pianoforte; Inductus (2016) per sassofono baritono e pianoforte; Tarolabyrinthe (2016) per sassofono contralto, marimba, chitarra elettrica, viola; Tarolabyrinthe II (2016) per sassofono baritono, pianoforte, chitarra elettrica, viola; Tenzone (2016) per sassofono baritono e pianoforte; Piano infinito (2017) per tromba, clarinetto, sassofono baritono, violino, violoncello; Tarolabyrinthe III (2017) per sassofono baritono, viola, pianoforte;

Per pianoforte: Schwarzweiss (1984); Ali pungenti (1986) foglio d’album; Batuffolo (1987); Concettuale n. 1. Studio da concerto (1988/1995); Disteso a Oriente (1997); Stanze (1997); Andante (1998) foglio d’album; Formes (1998); Vagando, in silenzio (1998) foglio d’album; Clos (2002); Visioni di un oggetto (2003); Variations (2003); La piega il respiro (2013) per pianoforte; Sospeso nell’aria (2014) per pianoforte; Le terre rosse e il mare obliquo (2014) per pianoforte; I fragorosi silenzi, la fine (2015) per pianoforte; Jeux de contrastes (2015) per pianoforte; La tenzone (2016) per pianoforte;

Per pianoforte 4 mani, 2 pianoforti: Cartoline dal Sud: l’abbraccio (1992) per pianoforte a quattro mani; Formes II (1998) per due pianoforti; Preludes (1988/2011) per due pianoforti; Stanze (1997/2013) per pianoforte a quattro mani; La piega il respiro (2013) per pianoforte a quattro mani;

Per altri strumenti soli: D’intorno (1985) per flauto; Nell’aria, muovendo (1986) per clarinetto; D’incanto (1987) per arpa; D’incanto II (1987) per chitarra; Sequenza-Capriccio (1987) per violino; Inciso (2000) per organo; La cerimonia degli addii (2005) per chitarra elettrica; La cerimonia degli addii II (2006) per chitarra; Il sogno meridiano (2006) per clarinetto in sib solo; Il sogno meridiano II (2006) per flauto solo; Lo sguardo lontano (2007) per viola sola; Lo sguardo lontano II (2007) per violino solo; Le isole (2014) per sassofono contralto; Le dispersioni felici (2015) per viola sola; Le dispersioni felici (2015) versione per fagotto;

Musica vocale: Il mondo all’aperto  (1993) per soprano e 6 esecutori (testo di Marco Caporali); Tre liriche  (1998) per voce e pianoforte (testi di Fausto Melotti); La traccia luminosa  (2005) per soprano solo (testo di Paolo Ruffilli); Ai bordi del sogno meridiano (2006) per flauto con voce recitante; Tre liriche (1998/2012) per voce, viola e pianoforte (testi di fausto Melotti); Eresie fragili ponti (2014) per voce recitante, tromba, sassofono baritono, viola, pianoforte (testo di Luigi Reitani); Rifrazioni (2014) per soprano, baritono e pianoforte (testo di Ernesto Livorni); Sospeso nell’aria (2014) per pianoforte con voce recintate (testi di Ernesto Livorni); Le dispersioni felici (2015) per viola con recitante (testo di Laura Caccia); Piano intorno al vuoto (2015) per voce e pianoforte (testo di Antonella Anedda); Lo schermo il corpo (2015) per voce e viola; Les dés des ordres (2016) per recitante, sassofono contralto, marimba, chitarra elettrica, viola (testi di Emilio Villa); Notte che osccili al vento (2016) per voce e pianoforte (testo di Maria Attanasio); Tenzone (2016) per voce e pianoforte (testo di Emilio Villa); Les dés des ordres (2016/2017) per recitante, sassofono, viola e pianoforte (testi di Emilio Villa); E allora la voce, la morte (2017) per voce e pianoforte (testo di Giovanni Pascoli); Eresie fragili ponti III (2017) per voce recitante, sassofono, viola e pianoforte (testo di Luigi Reitani); Oscure cadenze segrete (2017) per voce e ensemble (clarinetto, sassofono, vibrafono, viola, violoncello) (testo di Marco Furia);

Per coro: L’ombre, le chemin (testo di Edmond Jabés) (1995) per coro misto a cappella; Veduta di collina (testo di Umberto Saba) (1995) per coro misto a cappella; Amara è la morte (testi popolari – ‘moroloja’ – di tradizione orale, in griko del Salento) (1996) per coro misto a cappella; Hymnus (testi dal Martirologio Romano) (1997) per coro misto, quintetto di ottoni e percussioni; La gioia e il lutto (testo di Paolo Ruffilli) (2005) per coro misto a cappella; Iubilemus in hac die (2016) per gruppo vocale gregoriano, sassofono soprano, fagotto, vibrafono e viola.

Trascrizioni e anamorfosi: Voiles englouties par Ondine (da C. Debussy) (1988) per pianoforte; Introduzione e variazioni (da F. Schubert) (1988) per flauto e pianoforte; Canzone notturna (da F. Schubert) (testi liberamente adattati da Cosimo Colazzo) (1988) per voce e pianoforte; In medio noctis (testo liberamente adattato da Cosimo Colazzo) (1989) per mezzosoprano e orchestra.

Scritti:  Resto cantabile. Note su un tempo pieno di ‘attualità’, in AA.VV., Ethos e cultura, Antenore, Padova 1991. pp- 1259-1279; Musica e civiltà del computer (in collaborazione con Salvatore Colazzo), L’Editore, Trento, 1993; Il suono casual (in collaborazione con Salvatore Colazzo), Madona Oriente, Melpignano (Le), 1994; Il ragno psichedelico di Lapassade. Introduzione al volume di G. Lapassade, Intervista sul tarantismo, Madona Oriente, Melpignano (Le), 1994. pp. 7-76; Le metamorfosi del tempo. Per un webernismo crtitico. La concezione musicale di Anton Webern in rapporto al pensiero di J. W. Goethe, in “Nuova Rivista Musicale Italiana”, gennaio-marzo 1994; Musica al cinema: l’opera, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2002; Carlo Belli, teorico dell’arte astratta in Italia negli anni ’30, e la musica, in Cosimo Colazzo (cur.), Conto aperto. Scritti sulla musica del ‘900, Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, Trento 2002. pp. 91-108; Musica al cinema: l’opera rock, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2004;  Cosimo Colazzo (in collaborazione con Salvatore Colazzo), ‘Mists’. Il monologo-metalogo: energia narrativa, progettualità politica e crisi delle “Weltanschauungen”, in AA.VV. (a cura di G. Invitto), Visioni del mondo e nuova progettualità, Franco Angeli, Milano, 1992. pp. 71-98; Diritto e creatività musicale. Verso il mondo della complessità e del digitale, in AA.VV. (a cura di R. Caso), Plagio e creatività: un dialogo tra diritto e altri saperi, Università degli studi di Trento, Trento 2011. pp. 63-89; Formazione di fascia pre-accademica, in dimensione europea e nella situazione italiana. Ruolo del Conservatorio nel sistema musicale del Trentino, in Sonia Carli (cur.), Dalla scuola primaria agli studi accademici. Curricolo verticale delle Discipline Musicali. Modello organizzativo e attuativo a livello nazionale, Atti del Convegno, Trento, 25.11.2011. pp. 83-92; Modernisme, avant-garde et traditions populaires. Recherches artistiques et musicales en Espagne et au Portugal : la synthèse militante de Fernando Lopes-Graça. In Nicole Fourtané et Michèle Guiraud (ed.), Emprunts et transferts culturels : du monde luso-hispanophone vers l’Europe », Editions Universitaires de Lorrain – Presse Universitaires de Nancy, Nancy, 2012. pp. 13-25 ; Il linguaggio compositivo di Fernando Lopes-Graça: materiali e forma, innesti e stratificazioni, Rivista di Analisi e Teoria Musicale, Journal of the association Gruppo di Analisi e Teoria Musicale , Lim edizioni, Volume XIX, n. 2, 2013. pp. 33-56;  Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil. In Alberto José Vieira Pacheco (ed.), Atas do Congresso Internacional ‘A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico’, CESEM, Lisboa, 2013. pp. 161-189; Le système des orchestre juvéniles et infantiles du Venezuela: du mythe à l’analyse d’un modèle d’education et de promotion sociale par la musique. In  Olivier Folz, Nicole Fourtané, Michèle Guiraud (ed.), Le Venezuela d’Hugo Chavez : bilan de quatorze ans de pouvoir, PUN édition universitaires de Lorraine, Nancy, 2013. pp. 271-287 ; Voce “Fernando Lopes-Graça”. In: Dicionário Biográfico Caravelas, Núcleo de Estudos da Historia da Música Luso-Brasileira, CESEM, Lisboa, 2014;  La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou. In Teresa Fernández Ulloa (ed.), Otherness in Hispanic Culture, Cambridge Scholars Publishing, Cambridge, 2014. pp. 580-603; The experience of Sound and Listening. Federico Mompou. Ideas, Methods and Techniques of Composition and Interpretation . In Gilbert Stöck, Paulo Ferreira de Castro, Katrin Stöck (eds.), “Estes Sons, esta Linguagem” – Essays on Music, Meaning and Society in Honour of Mário Vieira de Carvalho, Gudrun Schröder-Verlag, Leipzig, 2015. pp. 217-253; ¿Qué es el acto de composición?, in “Espacio sonoro”, revista de música actual, N° 39, mayo 2016; Exilio del sujeto, sustracción del acto compositivo, escrituras musicales y sonoras de la existencia y de lo sagrado en Federico Mompou, in “Espacio sonoro”, revista de música actual, N° 38, enero 2016. Ha curato il volume Conto aperto. Scritti sulla musica del ‘900, Conservatorio “Bonporti”, Trento, 2002. Inoltre, altri saggi e interventi sono pubblicati su riviste come”, “Segni e Comprensione”,  “Risonanze”, “ARTman”, “Dialogica”, “Ballyhoo”, “6000”,  “Marsia”, ecc.). Collaboratore, con numerosi articoli di approfondimento, alla pagina culturale di vari quotidiani (“L’Adige”, “Il Quotidiano di Lecce Brindisi Taranto” , ecc.). È editorialista del quotidiano “Trentino”. Collabora con la Rai Radiotelevisione Italiana, sede di Trento, realizzando trasmissioni radiofoniche dedicate alla musica classica, per le quali è autore di testi e presentatore.

Bibliografia: Gino Stefani (cur.), Intense emozioni in musica, Clueb, Bologna, 1996; Cosimo Colazzo: il suono della mente, in “Musica”, ottobre 2001; C. Colazzo e la relazione con la propria creatività: aprire la musica al confronto culturale e sociale, intervista a Cosimo Colazzo, a cura di Salvatore De Salvo, in “UCT”, n. 346, ottobre 2004; Cosimo Colazzo compositore, intervista a  Cosimo Colazzo, a cura di Luca Ribustini, in “Prove aperte”, A. 11, n° 119, marzo 2005; Voce Colazzo, Cosimo, in DEUMM, Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (diretto da Alberto Basso), Appendice 2005, UTET, Torino, 2005; Marco Russo (cur.), Compositori d’oggi: Trento, UCT, Trento, 2007; Francisco Martín Quintero, Música surgiendo del silencio y la espera. Introducción al mundo sonoro de Cosimo Colazzo. In: “Sul Ponticello”, revista online de música y arte sonoro / III época / N° 12, enero 2015; Maria del Carmen Asenjo Marrodan, Entrevista a Cosimo Colazzo, in “Espacio sonoro”, revista de música actual,  N° 31, enero 2016.


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