Biografia

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[Per una scheda-profilo di pubblica notorietà cfr. nel Dizionario universale della musica e dei musicisti (Deumm), Torino, Utet, Appendice 2005: ad vocem Cosimo Colazzo]


Nato a Melpignano, in provincia di Lecce, nel 1964, Cosimo Colazzo ha iniziato giovanissimo lo studio della musica, dapprima sotto la guida del padre, quindi al Conservatorio di Lecce, dove si è diplomato in Pianoforte, nel 1983. Successivamente si è diplomato in Composizione, nel 1984, al Conservatorio di Roma e in Direzione d’orchestra, nel 1985, al Conservatorio di Milano.

Inoltre, si è laureato in Filosofia, nel 1995, all’Università degli studi di Lecce.

Dopo il diploma di composizione ha intrapreso il perfezionamento con Salvatore Sciarrino, all’Accademia di Città di Castello, dove ha studiato nel periodo 1985-88. Ha frequentato i Ferienkurse di Darmstadt nel 1988, e  ha seguito corsi e seminari con vari docenti: di direzione d’orchestra con Pierre Boulez (Avignone, 1988), e con Peter Eötvöss (Szombathely, 1988); di composizione con Luigi Nono (Avignone, 1989).

Ha svolto attività come direttore d’orchestra, per circa dieci anni. Quindi ha scelto di rivolgersi elettivamente alla composizione, ritornando solo in occasioni particolari alla direzione.

Ha condotto attività di direzione artistica e di direzione stabile dell’Orchestra Sinfonica Irpina, per le stagioni sinfoniche e concertistiche dal 1985 al 1988.

E’ autore di una vasta produzione, che spazia da opere teatrali, a composizioni per orchestra e per gruppi da camera, a musiche corali e lavori pianistici.

E’ stato premiato, per sue composizioni, in concorsi nazionali e internazionali.
Concorsi nazionali di composizione: “SIAE” Roma 1983/84; “Belveglio”, 1987 (Dune per quartetto di clarinetti); “U.S.C.I.”, Trieste, 1996 (Veduta di collina per coro misto a cappella); “Gesualdo da Venosa”, Potenza, 1997 (Movimento per quintetto di ottoni).
Concorsi internazionali di composizione:  “ICONS”, Torino, 1995 (L’altr’ombra per violino e marimba); “Prague Spring”, Praga, 1995 (Requiem II per orchestra); “Sanremo Classico”, 1996 (Pende il velo, il mobile per orchestra); “ICONS”, Torino, 1989 (Quartetto per archi); “5th Youth Music Forum”, Kiev, 1996 (Secondo quartetto per archi); “ISCM – World Music Days”, Amsterdam-Seul, 1997 (Amara è la morte per coro misto a cappella); “Musica Nova”, Sofia, 1998 (Secondo Quartetto per archi); “Edvard Grieg”, Oslo, 2003 (Variations per pianoforte); XXXIV Foro Internacional de Música Nueva, Città del Messico, 2012 (Arco per 11 archi solisti).

Ha partecipato con le sue composizioni a vari Festival, e sue musiche sono eseguite in Italia e all’estero, in vari paesi europei, negli Stati Uniti, in Messico, Sudamerica, Giappone, da orchestre, ensemble, formazioni da camera, solisti di prestigio, trasmesse per radio e per televisione.

Sono incise in CD: Sotto i colpi del sole di ferro per mezzosoprano baritono due percussionisti (interpreti Long Solustri, Abbondanza, Maggi, Basile); Amara è la morte per coro misto a cappella (interpreti Coro Castelbarco di Avio, dir. L. Azzolini), CD “Arte e Musica”, Melpignano (Le), 1997. Dune per quartetto di clarinetti, LP “Quadrivium”, Perugia, 1989 (interpreti “Quartetto Claravoce”). “Musiche per pianoforte 1997/2003”, con le opere Stanze, Disteso a Oriente, Formes, Clos, Visioni di un oggetto (interprete C. Colazzo).

Ha ricevuto commissioni, per opere nuove, da enti, fondazioni, festival, quali: Società Filarmonica di Trento, Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento, Fondazione ICO “Tito Schipa” Lecce, Provincia Autonoma di Trento (rassegna “Il silenzio e l’ascolto”), “Europa Festival” Ferentino (Fr), “Festival Internazionale di Musica Sacra” di Bolzano e Trento, Festival “Musica ‘900” Trento, Associazione Musicale Lucchese, Associazione Culturale “Arte e Musica” Melpignano (Le), “Unione Europea” Bruxelles, ecc…

Ha diretto, per l’Associazione culturale “Arte e musica”, il progetto multimediale “Il Salento: la vita, la morte: pensare ed esprimere una identità culturale”, riferito alle opere Sotto i colpi del sole di ferro e Amara è la morte, promosso con il sostegno e il finanziamento dell’Unione Europea.

Le sue composizioni sono edite dalle edizioni Rai Trade – Contemporary. In particolare, nel catalogo di questo editore, sono presenti le seguenti composizioni di Cosimo Colazzo

  • Stanze per pianoforte (1996).
  • Disteso a Oriente (1997) per pianoforte.
  • Formes (1998) per pianoforte.
  • Arco (2000) per 11 archi solisti
  • Clos (2002) per pianoforte.
  • Visioni di un oggetto (2003) per pianoforte
  • L’aperto azzurro (2004), per clarinetto e pianoforte.
  • Il nero, le derive, gli oggetti lucenti (2004) per orchestra
  • La cerimonia degli addii (2005) per chitarra.
  • La lenta discesa II (2006) per violino e pianoforte.
  • Alle tranquille ombre (2007) per violino, violoncello e pianoforte.

Altre composizioni sono state pubblicate da altri editori:

  • Veduta di collina per coro misto a cappella, Edizioni Pizzicato, Udine, 2004
  • Da e verso per violino e chitarra, Edizioni Mnemes, Palermo, 2003
  • Pende il velo, il mobile per orchestra, Edizioni Bixio, Roma, 1996
  • Il Salento: la vita, la morte. Il volume contiene due partiture: Sotto i colpi del sole di ferro, per mezzosoprano, baritono, due percussionisti; Amara à la morte per coro misto a cappella. Madona Oriente, Melpignano (Lecce), 1996.
  • Sotto i colpi del sole di ferro, versione per percussioni e due voci narranti, Madona Oriente, Melpignano (Lecce), 1994
  • Sequenza Capriccio per violino solo, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • D’Incanto II per chitarra, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • D’incanto per arpa, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • Mizar per flauto, clarinetto in sib, fagotto e painoforte, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • Dune per quartetto di clarinetti, EdizioniEdipan, Roma, 1991
  • Batuffolo per pianoforte, Edizioni Edipan, Roma, 1991
  • Voiles englouties par Ondine (da Debussy) per pianoforte, in “Noema”, trimestrale, Lecce, 1988
  • Ali pungenti, foglio d’album per pianoforte, in “Noema”, trimestrale, Lecce, 1986

Pianista di riconosciuto talento, Cosimo Colazzo si è affermato in importanti concorsi nazionali. Tiene concerti pianistici, in cui esegue le proprie composizioni o anche autori, soprattutto del ‘900, spesso poco frequentati, per i quali ha portato un importante contributo di attenzione, nell’ambito della ricerca e più in generale per la conoscenza vasta da parte del pubblico. In questo senso, i suoi concerti dedicati a autori come Feldman, Mompou, Lopes-Graça, Miaskovsky e altri autori del ‘900, tenuti in Italia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti.

Svolge attività musicologica, collaboratore di varie riviste, musicologiche e di filosofia, autore di volumi e saggi, dedicati soprattutto alla composizione, alle creatività contemporanee, ad intrecci tematici tra musica e filosofia e all’analisi dei rapporti tra musica e cinema.

Nel campo musicologico, è autore dei seguenti volumi:

  • Cosimo Colazzo, Musica al cinema: l’opera rock, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2004.
  • Cosimo Colazzo, Musica al cinema: l’opera, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2002;
  • Cosimo Colazzo, Il suono casual (in collaborazione con Salvatore Colazzo)Madona Oriente, Melpignano (Le), 1994;
  • Cosimo Colazzo, Musica e civiltà del computer (in collaborazione con Salvatore Colazzo)L’Editore, Trento, 1993

Ha curato il volume:

  • Cosimo Colazzo (cur.), Conto aperto. Scritti sulla musica del ‘900, Conservatorio “Bonporti”, Trento, 2002.

Suoi saggi, inoltre, sono comparsi in volumi di autori vari, per le edizioni Cambridge Scholars Publishing (Cambridge), CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical Universidade Nova Lisboa (Lisbona), PUN édition universitaires de Lorraine (Nancy), Franco Angeli (Milano), Università degli studi di Trento, Antenore (Padova), Madona Oriente (Melpignano – Le), Pellegrini (Cosenza), ecc. Si indicano, in particolare:

  • Cosimo Colazzo, La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou. In Teresa Fernández Ulloa (cur.), Otherness in Hispanic Culture, Cambridge Scholars Publishing, Cambridge, 2014. pp. 580-603.
  • Cosimo Colazzo, Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil. In Alberto José Vieira Pacheco (ed.), Atas do Congresso Internacional ‘A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico’, CESEM, Lisboa, 2013. pp. 161-189.
  • Cosimo Colazzo, Le système des orchestre juvéniles et infantiles du Venezuela: du mythe à l’analyse d’un modèle d’education et de promotion sociale par la musique. In  Olivier Folz, Nicole Fourtané, Michèle Guiraud (ed.), Le Venezuela d’Hugo Chavez : bilan de quatorze ans de pouvoir, PUN édition universitaires de Lorraine, Nancy, 2013, pp. 271-287
  • Cosimo Colazzo, Modernisme, avant-garde et traditions populaires. Recherches artistiques et musicales en Espagne et au Portugal : la synthèse militante de Fernando Lopes-Graça. In Nicole Fourtané et Michèle Guiraud (ed.), Emprunts et transferts culturels : du monde luso-hispanophone vers l’Europe », Editions Universitaires de Lorrain – Presse Universitaires de Nancy, Nancy, 2012. pp. 13-25.
  • Cosimo Colazzo, Formazione di fascia pre-accademica, in dimensione europea e nella situazione italiana. Ruolo del Conservatorio nel sistema musicale del Trentino, in Sonia Carli (cur.), Dalla scuola primaria agli studi accademici. Curricolo verticale delle Discipline Musicali. Modello organizzativo e attuativo a livello nazionale, Atti del Convegno, Trento, 25.11.2011, pp. 83-92.
  • Cosimo Colazzo, Diritto e creatività musicale. Verso il mondo della complessità e del digitale, in AA.VV. (a cura di R. Caso), Plagio e creatività: un dialogo tra diritto e altri saperi, Università degli studi di Trento, Trento 2011; pp. 63-89.
  • Cosimo Colazzo, Carlo Belli, teorico dell’arte astratta in Italia negli anni ’30, e la musica, in Cosimo Colazzo (cur.), Conto aperto. Scritti sulla musica del ’900, Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, Trento 2002; pp. 91-108.
  • Cosimo Colazzo, Il ragno psichedelico di Lapassade. Introduzione al volume di G. Lapassade, Intervista sul tarantismo, Madona Oriente, Melpignano (Le), 1994; pp. 7-76.
  • Cosimo Colazzo (in collaborazione con Salvatore Colazzo), ‘Mists’. Il monologo-metalogo: energia narrativa, progettualità politica e crisi delle “Weltanschauungen”, in AA.VV. (a cura di G. Invitto), Visioni del mondo e nuova progettualità, Franco Angeli, Milano, 1992; pp. 71-98;
  • Cosimo Colazzo, Resto cantabile. Note su un tempo pieno di ‘attualità’, in AA.VV., Ethos e cultura, Antenore, Padova 1991; pp- 1259-1279;

Collaboratore di varie riviste musicologiche e di filosofia, quali  “Rivista di Teoria e Analisi Musicale”, “Nuova Rivista Musicale Italiana”, “Segni e Comprensione”,  “Mass Media”, “ARTman”, “Dialogica”, “Risonanze”, “Ballyhoo”, “6000”,  “Marsia”, ecc., ha, in quest’ambito, pubblicato saggi sulle estetiche musicali del ‘900, sui linguaggi compositivi di vari autori del ‘900 e contemporanei (Webern, Cage, Feldman, Nono, Sciarrino, ecc.).

Si segnala il saggio:

  • Le metamorfosi del tempo. Per un webernismo crtitico. La concezione musicale di Anton Webern in rapporto al pensiero di J. W. Goethe, in “Nuova Rivista Musicale Italiana”, gennaio-marzo 1994

Inoltre, si segnalano, tra molti altri, i seguenti altri saggi e interventi:

  • La salle de bain e l’estremo orizzonte del Declaro. Forme della narrazione nell’ultima produzione di Antonio Verri, in “Marsia” , numero speciale (2013)
  • Quando l’armonia dilaga, in “ARTman” n. 6/7 (aprile/giugno 1997)
  • Carlo Belli, dal futurismo alla musica globale, trascendente, silenziosa, in “Dialogica” n. 4 (dic. 1996)
  • Anche l’ascolto ha le proprie derive, in “Dialogica” n. 3 (giugno 1996)
  • Luigi Nono: l’ascolto dell’oltre, in “Dialogica”, n. 2 (dic. 1995)
  • L’arte di rischiare! Conversazione con Salvatore Sciarrino, in “Ricordi oggi”, luglio 1994
  • Il silenzio del suono. Intervista a Salvatore Sciarrino, in “6000”, giugno 1993
  • Quale crisi? Una conversazione con Salvatore Sciarrino, in “ARTman”, nn. 4/5, luglio/dicembre 1992
  • Alla fine resta la stanchezza, in “ARTman”, n. 3, luglio 1992; L’arte come tragedia, in “ARTman”, n. 2, ottobre 1991;

Svolge attività di divulgazione, collaborando alla pagina culturale di vari quotidiani, tra cui “L’Adige” di Trento, il “Quotidiano di Lecce, Brindisi, Taranto”, e molti altri. Attualmente è editorialista del quotidiano “Trentino”. Scrive e conduce, inoltre, trasmissioni radiofoniche per la RAI, sede regionale di Trento.

E’ docente di ruolo presso i Conservatori dal 1989, dapprima per l’insegnamento “Lettura della partitura”, che ha tenuto ai Conservatori di Bologna e di Trento, e, a partire dal 1999, per l’insegnamento “Composizione”, al Conservatorio di Trento.

Particolarmente impegnato sul fronte delle sperimentazioni, ha promosso, per il Conservatorio di Trento, il progetto del Triennio superiore sperimentale di “Composizione e linguaggi musicali contemporanei” e del Biennio superiore sperimentale di “Composizione per il teatro e per il cinema”.

Dal 1997  è coordinatore artistico e organizzativo del festival “Mondi Sonori”, promosso dal Conservatorio di Trento, sulla musica del ‘900 e contemporanea.

E’ stato docente a contratto presso le Università di Palermo e di Aosta. Studioso riconosciuto delle letterature musicali del ‘900 e contemporanee, soprattutto di area italiana e ispanica, viene chiamato a tenere lezioni accademiche presso prestigiose Università e relazioni in Convegni internazionali.

Tra i recenti impegni in questi campi:

  • Congresso “A Música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico”, Lisbona (Portogallo) 7-8-9 novembre 2013. Comunicazione: Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil
  • X Convegno di Analisi e Teoria Musicale”, Rimini (Italia), 4-5-6 ottobre 2013, Comunicazione: Galina Ustvolskaya. L’ostinato ostinato
  • “Performa 2013, Encontros de Investigação em Performance”, Universidade Federal do Rio Grande do Sul, Porto Alegre (Brazil), 30 de Majo – 2 de Junho 2013. Comunicazione: Transformar el tiempo musical. Interpretación y composición en Federico Mompou
  • “Third International Symposium on ideology, politics and demands in Spanish language, literatur ande film. ‘Otherness in hispanic culture”,  California State University Bakersfield, 24-26 gennaio 2013. Partecipazione virtuale. Comunicazione: La otredad esperada. Reducción del sujeto y del acto compositivo, abertura al silencio y a la resonancia, en la musica de Federico Mompou
  • Jornadas de Estudio « L’existentialisme en Espagne et chez les philosophes de l’exil », Université de Pau et des Pays de l’Adour, Pau (Francia), 24-25 gennaio 2013. Comunicazione:  Exil du sujet, soustraction de l’acte de composition, écritures musicales et sonores de l’existence e du sacré chez Federico Mompou
  • “Colóquio Internacional ‘O Gosto pela Música’, homenagem a João de Freitas Branco no 90º aniversário do seu nascimento”, Universidade Nova, Lisbona (Portogallo), 19-20 ottobre 2012. Comunicazione: La investigación creativa de Fernando Lopes-Graça. Investicaviones sonoras, lenguajes y técnicas compositivas. Una manera de pensar la relación, el sujeto, la transferencia cultural
  • “IX Convegno di Analisi e Teoria Musicale”, Rimini (Italia), 14-15-16 settembre 2012, Comunicazione: Innesti e transiti, stratificazioni, processi di ripresa e trasformazione, dal dato etnomusicale alla costruzione artistica. Il linguaggio compositivo di Fernando Lopes-Graça
  • 5e Colloque International « Emprunts et transferts culturels : du monde luso-hispanophone vers l’Europe ». 31 maggio-1 giugno 2012. Université de Lorraine – Nancy (France) – Comunicazione : Modernisme, avant-garde et traditions populaires. Recherches artistiques et musicales en Espagne et au Portugal : la synthèse militante de Fernando Lopes-Graça.

E’ faculty member della Italian School presso il Middlebury College (negli Stati Uniti, in Vermont), dove, nel 2012 e nel 2013, ha tenuto corsi sulla cultura e sulla musica italiana.

E’ membro della équipe di ricerca del CESEM – Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, della Universidade Nova di Lisbona.

Dal 2005 al 2011 è stato direttore del Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento.

Attualmente è docente di Composizione presso lo stesso Conservatorio.

 


Quella di Colazzo è una musica fatta di poesia,  sfumature, e un senso molto eventuale del tempo, ma anche di oggetti dal taglio formale preciso, dotati di un peso e di certa materialità timbrica. La posizione poetica di Colazzo muove dall’idea di un suono non completamente definito, in qualche modo soggetto di scoperta, aperto agli eventi. E’ una musica posta come in una deriva ascoltante, in qualche modo fecondata di storia, ma sempre in una dimensione eventuale. Si realizza spesso come qualcosa di sospeso, che può attingere anche a situazioni di estrema sensualità, morbidezza ed evocazioni; ma sbava anche in rumore sporco o si slancia in momenti di grande articolazione: un debordare intorno, in cui il compositore è in una condizione di attesa vigile. Promuove le occasioni compositive e osserva muovere intorno gli eventi. Li apprende, così, nella loro volontà di apertura e variabilità, come in quella di fare corpo insieme. Il pezzo è qualcosa rispetto a cui ci si pone in un ascolto apprendente, perché sempre poco si sa rispetto al possibile, all’aperto. Noi – dice Colazzo – siamo una curvatura nel possibile, ma non una chiusura del possibile: una leggera pronuncia nel mondo.

I lavori teatrali si segnalano per una grande attenzione, posta dal compositore, nel realizzare una trama musicale che sappia rispondere alle esigenze di testo, gesto, scena, mentre si definisce, anche, come architettura autonoma. E’ un gioco sottile, che suscita margini di duttilità, passibili, però, anche di essere letti e inseriti in visioni arcuate e unitarie. Tra questi lavori, importante è un’opera sperimentale, di teatro-musica-danza Sotto i colpi del sole di ferro (1996) per mezzosoprano, baritono e due percussionisti (una versione precedente, 1993, è per due narranti e percussioni), dedicato al tema del tarantismo nella cultura salentina e più in generale al tema della transe (su testo di Salvatore Colazzo), e l’opera breve, recante molti caratteri ironici se non comici, Il latifondo magico (1998)  (su testo di Vito Riviello), per soprano, baritono, una voce recitante, e quattro percussionisti. Le opere per orchestra – Il est l’île (1992), Requiem (1993), Pende il velo, il mobile (1995), Mixis (1997) ecc. – evidenziano un gusto particolare per l’impasto timbrico mai risolto, soggetto di molte trasformazioni, in una temporalità, che, nello stesso tempo, si disegna come tendenzialmente sospesa e molto rallentata. Importanti i risultati raggiunti nella produzione pianistica, con una costellazione di opere concepite soprattutto a partire dal 1997. Vi si riconoscono due momenti di impegno creativo. Dapprima alcune opere, generate in un biennio: Stanze (1997), con un suo respiro formale molto naturale, fatta di materiali accordali, sempre morbidi e un po’ scuri; Disteso a Oriente (1997) opera ampia, con un pianismo esteso, pieno di risorse, e tuttavia sempre con questo aspetto, del suono sospeso, sfumato, galleggiante; Formes (1998), più tagliente delle altre, decisamente profilata, lucida, netta, a volte sferzante. Quindi, un poco distanziate: Clos (2002), che riprende l’attenzione per un tempo non angoloso, piuttosto fluido e sciolto, e l’idea di una forma tendenzialmente aperta, con figure e arcipelaghi sonori, che paiono variamente irradiare da un centro molto interno e introflesso; Visioni di un oggetto (2003), la cui forma sembra farsi più stabile, e filtrare come un luogo di transito o d’approdo più ricorrente, anche se in funzione soprattutto timbrica: il suo centro strutturale è, in effetti, profondamente interrato, come in dimensione ctonia, e alla superficie tutto appare sorgivo, aperto, probabile, eventuale, un fluido trascorrere, lento e non lineare, che è germinazione di prospettive possibili.


Composizioni: Opere teatrali: Sotto i colpi del sole di ferro (testi liberamente adattati da Salvatore Colazzo) (1994) melologo per percussioni e due narranti; Sotto i colpi del sole di ferro (testi liberamente adattati da Salvatore Colazzo) (1996) opera per mezzosoprano, baritono e due percussionisti; Il latifondo magico (libretto di Vito Riviello) (1998) «flash-opera» per soprano, baritono, una voce recitante e quattro percussionisti; L’attesa (testo proprio, da Simone Weil) (1999)melologo per tre voci recitanti, clarinetto, violino e violoncello.

Per orchestra: Il est l’île (1992); Requiem (1993); Requiem II (1994); L’altro velo (1995); Pende il velo, il mobile (1995); Mixis (1997); Initiation (1999)per un’orchestra di giovani; Nei lenti spazi (1999); Le vie dell’incanto (1999); L’ultimo velo (1996; nuova versione 1996/2000) per orchestra d’archi; Arco (2000) per 11 archi solisti; Ballata delle donne (2004) (testo di Edoardo Sanguineti) per voce recitante e orchestra; La lunga notte (2004); Il nero, le derive, gli oggetti lucenti (2004).

Musica da camera: Dune (1987) per quartetto di clarinetti; In camera oscura (1988) per pianoforte concertante e ensemble; Quartetto (1988) per archi; Mizar (1989) per flauto, clarinetto, fagotto e pianoforte; Iridio (1992) per chitarra concertante e quattro chitarre; La cenere del tempo (1994) per flauto e chitarra; L’ombra spezzata, ripresa (1995) per clarinetto e marimba; L’altr’ombra  (1995) per violino e marimba; L’altr’ombra II (1996) per violoncello e marimba; Duo per violino e violoncello (1996); Movimento (1996) per quintetto di ottoni; Movimento II (1996/2003) per quintetto di sassofoni; Secondo Quartetto (1996) per archi; Sotto i colpi suite (1996) per due percussionisti; Zamilampis (1996) per due pianoforti, due arpe, celesta, quattro percussionisti; L’altro spazio (1999) per ensemble; Poema dell’attesa (1999) per clarinetto, violino e violoncello; Il lato in luce (2000) per flauto, contrabbasso e pianoforte; Poema dell’attesa II (2000) per quartetto d’archi; Da e verso (2001) per violino e chitarra; Il lato in luce II (2001) per flauto, clarinetto e pianoforte; Récit (2001) per contrabbasso e pianoforte; Lo spazio secondo (2003) per ensemble; L’aperto azzurro (2004) per clarinetto e pianoforte; Gli archi dissolti (2004) per un piccolo ensemble; Le migrazioni lente, l’oltrepasso (2004) per violino, clarinetto, violoncello e pianoforte; I ritorni, l’incavo (2004) per ensemble di ottoni; Quartetto (1988/rev. 2005) per archi; I gesti silenzio (2005) per tromba e pianoforte; L’arco esteso del gesto (2005) per clarinetto basso e pianoforte; Il gesto raccolto (2005) per corno di bassetto e pianoforte; La lenta discesa (2005) per trombone e pianoforte; Ai bordi del sogno meridiano (2006) per flauto con voce recitante; La lenta discesa II (2006) per violino e pianoforte; Il moto andante, lento (2006) per violino e chitarra; Verso l’oblio (2006) per flauto in sol e chitarra; Alle tranquille ombre (2007) per violino, violoncello e pianoforte; La curva del respiro (2013) per sassofono contralto e pianoforte

Per pianoforte: Schwarzweiss (1984); Ali pungenti (1986) foglio d’album; Batuffolo (1987); Concettuale n. 1. Studio da concerto (1988/1995); Disteso a Oriente (1997); Stanze (1997); Andante (1998) foglio d’album; Formes (1998); Vagando, in silenzio (1998) foglio d’album; Clos (2002); Visioni di un oggetto (2003); Variations (2003); La piega il respiro (2013) per pianoforte

Per pianoforte 4 mani, 2 pianoforti: Cartoline dal Sud: l’abbraccio (1992) per pianoforte a quattro mani; Formes II (1998) per due pianoforti; Preludes (1988/2011) per due pianoforti; Stanze (1997/2013) per pianoforte a quattro mani; La piega il respiro (2013) per pianoforte a quattro mani

Per altri strumenti soli: D’intorno (1985) per flauto; Nell’aria, muovendo (1986) per clarinetto; D’incanto (1987) per arpa; D’incanto II (1987) per chitarra; Sequenza-Capriccio (1987) per violino; Inciso (2000) per organo; La cerimonia degli addii (2005) per chitarra elettrica; La cerimonia degli addii II (2006) per chitarra; Il sogno meridiano (2006) per clarinetto in sib solo; Il sogno meridiano II (2006) per flauto solo; Lo sguardo lontano (2007) per viola sola; Lo sguardo lontano II (2007) per violino solo

Musica vocale: Il mondo all’aperto (testo di Marco Caporali) (1993) per soprano e 6 esecutori; Tre liriche (testi di Fausto Melotti) (1998) per voce e pianoforte; La traccia luminosa (testo di Paolo Ruffilli) (2005) per soprano solo; Tre liriche (testi di fausto Melotti (1998/2012) per voce, viola e pianoforte;

Per coro: L’ombre, le chemin (testo di Edmond Jabés) (1995) per coro misto a cappella; Veduta di collina (testo di Umberto Saba) (1995) per coro misto a cappella; Amara è la morte (testi popolari – ‘moroloja’ – di tradizione orale, in griko del Salento) (1996) per coro misto a cappella; Hymnus (testi dal Martirologio Romano) (1997) per coro misto, quintetto di ottoni e percussioni; La gioia e il lutto (testo di Paolo Ruffilli) (2005) per coro misto a cappella

Trascrizioni e anamorfosi: Voiles englouties par Ondine (da C. Debussy) (1988) per pianoforte; Introduzione e variazioni (da F. Schubert) (1988) per flauto e pianoforte; Canzone notturna (da F. Schubert) (testi liberamente adattati da Cosimo Colazzo) (1988) per voce e pianoforte; In medio noctis (testo liberamente adattato da Cosimo Colazzo) (1989) per mezzosoprano e orchestra.

Scritti: Musica e civiltà del computer (in collaborazione con Salvatore Colazzo), L’Editore, Trento, 1993; Il suono casual (in collaborazione con Salvatore Colazzo), Madona Oriente, Melpignano (Le), 1994; Le metamorfosi del tempo. Per un webernismo crtitico. La concezione musicale di Anton Webern in rapporto al pensiero di J. W. Goethe, in “Nuova Rivista Musicale Italiana”, gennaio-marzo 1994; Musica al cinema: l’opera, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2002. Musica al cinema: l’opera rock, Provincia autonoma, Centro Audiovisivi, Trento, 2004. Ha curato il volume Conto aperto. Scritti sulla musica del ‘900, Conservatorio “Bonporti”, Trento, 2002. Saggi e interventi sono apparsi in diversi volumi di autori vari (per le edizioni Antenore, Padova; Università degli studi di Trento; Franco Angeli, Milano, Madona Oriente, Melpignano, Lecce, ecc.), e su riviste culturali, musicologiche e di filosofia (come “Nuova Rivista Musicale Italiana”, “Segni e Comprensione”,  “Risonanze”, “ARTman”, “Dialogica”, “Ballyhoo”, “6000”, “Marsia” ecc.); collaboratore, con numerosi articoli di approfondimento, alla pagina culturale di vari quotidiani ( “L’Adige”, “Il Quotidiano di Lecce Brindisi Taranto” , ecc.). E’ editorialista del quotidiano “Trentino”. Collabora con la Rai Radiotelevisione Italiana, sede di Trento, rispetto a trasmissioni radiofoniche, dedicate alla musica classica, per cui è autore di testi e presentatore.

Bibliografia: Gino Stefani (cur.), Intense emozioni in musica, Clueb, Bologna, 1996; Cosimo Colazzo: il suono della mente, in “Musica”, ottobre 2001; C. Colazzo e la relazione con la propria creatività: aprire la musica al confronto culturale e sociale, intervista a Cosimo Colazzo, a cura di Salvatore De Salvo, in “UCT”, n. 346, ottobre 2004; Cosimo Colazzo compositore, intervista a  Cosimo Colazzo, a cura di Luca Ribustini, in “Prove aperte”, A. 11, n° 119, marzo 2005; Voce Colazzo, Cosimo, in DEUMM, Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (diretto da Alberto Basso), Appendice 2005, UTET, Torino, 2005; Marco Russo (cur.), Compositori d’oggi: Trento, UCT, Trento, 2007


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