Cosimo Colazzo alla Indiana University, negli Stati Uniti. Per un concerto con proprie musiche e per tenere una conferenza: rispettivamente giovedì 27 e sabato 29 marzo. Il lunedì successivo 31 marzo, è alla Stony Brook University, a New York, per una conferenza sulla musica italiana del ‘900

27 marzo 2014 19:00a31 marzo 2014 18:00

Cosimo Colazzo visita gli Stati Uniti, come compositore e come docente, da alcuni anni. Tra i prossimi appuntamenti, giovedì prossimo 27 marzo, tiene un concerto alla Indiana University, a Bloomington, alle ore 19.00 presso la Ford-Crawford Hall della Music School, interamente dedicato alla propria musica. L’evento rientra nel contesto di un Simposio, che è organizzato dalla Indiana University, con il suo College Arts and Humanities e il Department of French and Italian diretto da Andrea Ciccarelli. Il Simposio, dal titolo “Aspect of Contemporary Italian Culture: Poetry, Non fiction-Prose, and Music”, si svolge nel giorni 26 e 27 marzo, e ruota intorno a tre figure di artisti e studiosi, di cui si approfondiranno opere e orientamenti di ricerca: per la poesia si tratta di Ernesto Livorni, poeta e studioso di letteratura italiana docente alla University of Wisconsin-Madison; per la saggistica di Antonio Nicaso, che ha scritto numerosi libri, alcuni dei veri e propri best-sellers internazionali, dedicati al tema della mafia, della ‘ndrangheta, in prospettiva storica, o rispetto alle condizioni attuali, nelle ramificazioni che possono riguardare la politica e la dimensione internazionale dei traffici e della finanza; per la musica, appunto, di Cosimo Colazzo, compositore, pianista, direttore d’orchestra, docente di Composizione al Conservatorio di Trento.

Cosimo Colazzo sarà protagonista, con la sua musica, in un concerto monografico, che darà l’opportunità di cogliere il senso di una ricerca artistica, che ha trovato alcune cifre di linguaggio molto personale. L’evento del concerto di giovedì 27 marzo è importante, per il contesto della Indiana University, che è una delle università statunitensi più rinomate e prestigiose, con docenti di grande reputazione e un’utenza internazionale, e per la struttura monografica del concerto, che consisterà di una serie di pezzi per pianoforte, che Colazzo ha composto dal 1997 sino al 2014. Si tratta di una campionatura importante e significativa della produzione compositiva di Cosimo Colazzo, colta nell’arco di quasi vent’anni, capace di disegnare un itinerario della ricerca artistica, nei suoi tratti di continuità, negli elementi di approfondimento e di sviluppo. Al pianoforte, per il concerto, sarà lo stesso compositore.

E’ da rilevare, inoltre, come in quest’occasione vengano presentate due nuove opere, scritte appositamente da Colazzo per quest’occasione di grande rilievo. Si tratterà di Sospeso nell’aria, che prevede anche l’intervento di alcuni momenti di poesia, insieme con il pianoforte, ripresi da versi di Ernesto Livorni (nel caso sarà lo stesso poeta a recitarli nei luoghi del brano che la stessa composizione indica), e di  Le terre rosse e il mare obliquo. Le due opere saranno date, quindi, in prima assoluta.

Il concerto ha nel suo programma, inoltre, Stanze, opera del 1997, che è fatta soprattutto di strutture di accordi risonanti e implicite linearità, secondo una situazione sonora molto stabile e con colori crepuscolari. Viene presentata, inoltre, Disteso a Oriente, una vasta opera dello stesso anno, che sviluppa un pianismo esteso, ricco di colori e di possibilità timbriche, variegato nelle sue possibilità, dallo sfumato verso il più lontano piano e il silenzio risonante, a esplosioni sonore, macchie, grane brillanti. La piega il respiro, del 2013, è un’opera che si fa molto silente, che pratica il vuoto. Gli eventi sono trattenuti, l’ascolto viene introdotto come a una dimensione altra, di abbandono a un tempo che non è quello ordinato e raccolto in proporzioni, ma il tempo degli eventi, di ciò che accade. Non diverso il clima sonoro e d’ascolto cui si accede con Sospeso nell’aria, una partitura poetica e evocativa, fatta di risonanze, di una temporalità sospesa e aperta, di eventi minimi che stanno dentro il tempo, lo abitano con le loro presenze e lo contemplano. L’ultima partitura in programma, Le terre rosse e il mare obliquo è partitura che presenta una certa forza sonora e ritmica. E’ più densa rispetto alla precedente, con un maggior tratto di articolazioni, e con ritmiche pronunciate nelle loro studiate asimmetrie. Ma è anche fatta di soste e di risonanze, di svuotamenti, di improvvisi stati stupefatti. Qui c’è il possibile anche nella forma dell’irrompere di gesti di forza.

Sempre alla Indiana University, il sabato successivo, 29 marzo, Cosimo Colazzo tiene una conferenza, che dedica al tema del rapporto, nella musica del ‘900 e di oggi, rispetto alla dimensione delle musiche etniche, dal titolo Musiche locali e globalizzate. Dal Novecento ad oggi tra marketing culturale, world music e nuove identità, all’interno di una Giornata di studi incentrata sul tema “Italian Pop Music and Lyrics”  Il rapporto di attenzione che si è determinato, a vario livello, rispetto alla musica popolare è andato trasformandosi nel tempo. Dall’idea di unità culturali definite, da rispettare nella loro autonomia, e a cui i compositori hanno potuto riferirsi per sviluppare un discorso nuovo e di ricerca anche dal punto di vista artistico, si è arrivati alla condizione attuale, segnata da una sensibilità che possiamo dire postmoderna. Le identità si sono sfilacciate, mescolate, sfrangiate, così che le unità culturali vengono a corrispondere sempre più e semplicemente a delle etichette, quelle della world music. Non hanno una profondità vitale, in strutture comunitarie e sociali. Sono molto spesso frutto del marketing, e sono allestite per il consumo odierno, segnato dai mezzi tecnologici. Devono potersi mostrare diverse mentre corrispondono a standard accetti di confezionamento.

Il lunedì successivo, 31 marzo, Cosimo Colazzo si sposta a New York, dove, presso la Stony Brook University, altra importante e prestigiosa università, tiene una conferenza – alle ore 16.00 presso la “Melville Library” del “Center for Italian Studies” – dedicata alla musica italiana del ‘900. L’evento si colloca all’interno delle Spring 2014 Lecture Series, che l’Università organizza come eventi della “The Alfonse D’amato Chair in Italian and Italian American Studies”. Si tratta di un ciclo di conferenze, dedicate alla cultura italiana, anche negli aspetti di rapporto con gli Stati Uniti, che prevedono la presenza di importanti studiosi e di artisti. La conferenza di Colazzo traccia un panorama degli sviluppi della cultura musicale e compositiva in Italia, dalla Generazione dell’Ottanta, attraverso le figure e le esperienze di Goffredo Petrassi e Luigi Dallapiccola, sino agli esiti personali quanto profondi, nelle diverse sensibilità, di Luciano Berio e Luigi Nono.

A questi link:

Poster Web del Simposio Aspect of Contemporary Italian Culture: Poetry, Non fiction-Prose, and Music Indiana University

Programma del concerto di Cosimo Colazzo alla Crawford-Hall della Indiana University

Alcune note di Cosimo Colazzo al programma del concerto alla Crawford-Hall della Indiana University

Poster Web della Giornata di Studi Italian Pop Music and Lyrics Indiana University

Poster Web della Lecture Musica italiana del Novecento: tra invenzione e re-invenzione a Stony Brook University

Diplomi accademici in Composizione al Conservatorio di musica di Trento

14 marzo 2014
10:00a13:00

E’ un importante appuntamento quello del prossimo venerdì 14 marzo 2013 (a partire dalle ore 10.00) al Conservatorio di musica di Trento, che vede laurearsi ben quattro studenti compositori. Concludono, infatti, il proprio percorso formativo due studenti del corso di diploma accademico di primo livello in Composizione, VALENTINA MASSETTI e ABOLFAZL RAHBARIAN; e due studenti del corso di diploma accademico di secondo livello in Composizione, MARCO LONGO e ANDREA MATTEVI.

Cosimo Colazzo è relatore delle tesi e dei quattro lavori compositivi che gli studenti hanno preparato per la prova finale di diploma accademico.

VALENTINA MASSETTI ha scritto un pezzo per soprano e orchestra, dal titolo “Note di Notte” (su un testo di Susanna Merzek), che espone un tratto tipico della sua idea di suono e di tempo musicale. In rapporto con un testo intonato verso i sensi della notte, anche come imminenza di una minaccia per il sé, senso del vuoto e della dispersione possibile, espone una musica che dilata il tempo musicale e fa emergere gli oggetti sonori in una forma molto depurata, calibrata nelle esposizioni e negli incroci. L’indagine sonora e percettiva si fa molto sottile, in quanto espone la presenza in contesti di vuoto e di gesti molto rallentati.

ABOLFAZL RAHBARIAN è autore di “Due studi per orchestra su melodie tradizionali iraniane”. L’autore, che è iraniano, ha voluto riferirsi a due musiche popolari, che espongono il riferimento a tipici sistemi sonori, come a particolari pronunce del canto. Questo riferimento è immesso in una ricerca musicale e di produzione timbrica avanzata. Interviene in tracce, mentre il progetto compositivo a ondate, sommerge o rivela il profilo di un ricordo e di una citazione, e qualcosa espone infine dell’originale popolare, con una sua forma e un’identità riconoscibile.

MARCO LONGO ha composto un brano per un organico particolare, per voce femminile, sassofono contralto, chitarra elettrica, accordeon, synthesizer e pianoforte, dal titolo “Scribbled Lines”. La sua opera indaga creativamente i profili sonori degli strumenti e della voce, aprendo le diverse identità verso un’alterità radicale, che, nel mentre li distanzia dalle loro configurazioni note, li scioglie in spazi comuni e in rispecchiamenti inattesi. La pressione verso la trasformazione trova una dinamica evolutiva verso una luce di figurazione possibile, che emerge nella parte finale del brano.

ANDREA MATTEVI ha scritto “dell’arco il nome è vita” per sassofono, viola, due pianoforti e live electronics. Nel brano si rivela un tratto tipico della sua personalità compositiva. E cioè, l’attenzione per la configurazione timbrica, che passa attraverso la minuta indagine armonica e delle dinamiche. Il tutto proposto secondo una forma che dosa accuratamente le evoluzioni del locale e gli archi complessivi del discorso, che compone quanto circolarmente ritorna, e quanto è cambiamento e scorrere del tempo.

PROVA FINALE DIPLOMI ACCADEMICI DI COMPOSIZIONE Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento. Venerdì 14 marzo 2014, ore 10:00. Aule 1/C e 1/A

Valentina Massetti, “Note di notte” per soprano e orchestra (su un testo di Susanna Merzek). Diploma accademico di primo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Abolfazl Rahbarian, “Due studi per orchestra su melodie tradizionali iraniane. Diploma accademico di primo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Marco Longo, “Scribbled Lines” per voce femminile, sassofono contralto, chitarra elettrica, accordeon, synthesizer e pianoforte. Diploma accademico di secondo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Andrea Mattevi, “dell’arco il nome è vita” per sassofoni, viola, due pianoforti, live electronics. Diploma accademico di secondo livello in Composizione. Relatore Cosimo Colazzo

Nuova composizione di Cosimo Colazzo, “Le isole”, per sassofono contralto e live electronics. Al Conservatorio di Trento, per l’interpretazione del duo “B.E. 2 – to blow electricity”, Emanuele Dalmaso sassofono e Raul Masu live electronics

Al Conservatorio di Trento si tiene un interessante concerto, di due giovani interpreti impegnati in duo, che si sono riuniti in un progetto di interazione artistica e di ricerca, che si rivolge alle possibilità dell’interazione tra dimensione degli strumenti acustici e del live electronics. Il duo “B.E. 2 – to blow electricity” (che è geometria interna del Motocontrario ensemble) è composto da Emanuele Dalmaso ai sassofoni e Raul Masu al live electronics. Il concerto si tiene sabato 8 marzo, alle ore 18.00, all’Auditorium del Conservatorio di musica di Trento, anche in rapporto alla masterclass che sui temi della ricerca elettronica e della composizione con live electronics tiene al Conservatorio, nella giornata di sabato, Massimo Biasioni. Il concerto del duo presenta musiche dello stesso Biasioni, del compositore austriaco Karlheinz Essl, di Mauro Graziani e di Cosimo Colazzo.

La composizione di Cosimo Colazzo, dal titolo “Le isole”,  scritta appositamente per il duo, esprime un tratto proprio della scrittura del compositore, che tende al senso delle forma circolare, che può, per questo lasciare campo agli eventi, al loro disegno articolatorio come alla loro risonanza. Nel pezzo si evidenzia un’attenzione (maggiore che in altri), alla profilazione angolata e incisa delle strutture ritmiche, mentre apre spazi, di molta evidenza, anche al suono singolo, tenuto in senso estenuato. Sassofono e live electronics trovano dialogo su questi terreni, attraverso trattamenti che tendono a concentrare il senso delle risorse, che possono liberare il proprio senso espressivo laddove sono fortemente ridotte, contenute negli usi.

Di seguito riportiamo le note di commento al pezzo scritte dal compositore.

“Il sassofono disegna i suoi profili secondo gli andamenti di una polifonia che dà profondità e prospettiva al proprio orizzonte di strumento solo. Gli orientamenti delle articolazioni seguono un progetto aperto, e quindi animano le successioni di relativa variabilità, dando senso al momento espressivo e all’evento. La ritmica è incisa, soprattutto quando si fa serrata, per cui dà enfasi agli accenti, con interne e dispari asimmetrie.

“Si disegnano, nel decorso del brano, territori sonori come isole di un arcipelago. Questi spazi sono legati tra loro da fasi, variabilmente estese, di suoni tenuti lunghi, che allontanano ciò che precede, avvicinano ciò che sopravviene. Queste fasi sono strette delle coste e del mare, anche luoghi di poesia, nel loro vuoto, nel loro lasciarsi solcare da un silenzio colorato, da un profondo galleggiare di trasparenze, dove vige il senso della presenza intravista.

“Qui emerge il live electronics, con i suoi interventi, che si realizzano attraverso i materiali acustici nelle versioni più trasformate; ma il live electronics interviene anche nelle altre parti del pezzo, ancorché in modi discreti. Trova le proprie scansioni in rapporto alla struttura fondamentale del brano, variando le tipologie di interventi in corrispondenza dei territori di consolidamento articolatorio del sassofono. E’ un campo sonoro selezionato e significativo, declinato in accordo, che viene a fasciare, nelle sue varie trasformazioni, la prima parte. E’ una frase del sax, in canone metamorfico, nella seconda parte. Quindi un semplice suono, trattato per graduali ma minime manipolazioni. E poi un dettaglio di articolazione ritmica su un suono, trasformato e progressivamente arrotondato e fatto rotolare. A concludere un tratto di deformazione degli eventi, che li trasfigura in una condizione nuova, tuttavia sempre nel profilo della semplicità, dell’evento che si illumina e si lascia osservare nei suoi respiri interni. Sassofono e live electronics si danno, così, nella forma di un rapporto cameristico, di un dialogo di comuni e vicine risorse” (Cosimo Colazzo).