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Un concerto monografico per la musica di Cosimo Colazzo, negli Stati Uniti, al Mills College, a Oakland in California. Il concerto è organizzato dalla Italian School del Middlebury College e si terrà domenica 21 luglio alle ore 20, alla Littlefield Concert Hall del Mills College, interpreti il soprano Patrizia Zanardi e lo stesso compositore al pianoforte

21 luglio 2019
20:00a21:30

Cosimo Colazzo, compositore docente al Conservatorio “Bonporti” di Trento, da alcuni anni è particolarmente attivo negli Stati Uniti. Domenica prossima, 21 luglio, alle 20, presso la Littlefield Concert Hall del Mills Callege, a Oakland, in California, un concerto monografico, organizzato dalla Italian School del Middlebury College, è dedicato alla sua musica, in particolare alla produzione vocale da camera più recente, con opere dal 2015 al 2017. Il concerto sarà tenuto dal soprano milanese Patrizia Zanardi, protagonista di un’importante carriera internazionale in prestigiosi teatri, e dallo stesso Colazzo al pianoforte.

I testi che Colazzo ha messo in musica sono di autori della poesia italiana, da Giovanni Pascoli, attraverso Emilio Villa, sino alle contemporanee Maria Attanasio e Antonella Anedda.

“Piano intorno al vuoto” è il titolo del concerto, ripreso da un verso di Antonella Anedda. In effetti il tema del vuoto è centrale nel concerto come, più ampiamente, nella produzione di Colazzo, dove il silenzio, il togliere, il sottrarre sono elementi e processi importanti. Il compositore ritiene che il suono possa “esprimere qualità inedite di sé senza esasperarlo in manipolazioni. Semplicemente creandogli un intorno ‘altro’, un contesto temporale che renda anche l’evento più povero e semplice qualcosa di inaugurale”.

Questa ricerca è evidente nei brani che saranno eseguiti nel concerto: Notte che oscilli al vento (2016), su testo di Attanasio; Piano intorno al vuoto (2015), su testo di Anedda; E allora la voce, la morte (2017), su testo di Pascoli.

Un’altra composizione in programma è Tenzone (2016), composizione che ha relazione con il vuoto in un altro senso. “Non per tracciarne rari geroglifici – dice il compositore -, per, invece, segnarlo di processi inesorabili, di meccaniche e stratificazioni poliritmiche, che qui sono in parallelo con la poesia di Emilio Villa (1914-2003), rigogliosa di giochi linguistici, del piacere della lingua, della pluri-lingua, della neo-lingua.”

Di seguito il programma dettagliato del concerto, le note al programma del compositore Cosimo Colazzo, e le note biografiche degli artisti.


ITALIAN SCHOOL DEL MIDDLEBURY COLLEGE

Domenica 21 luglio 2019 – ore 20:00

Littlefield Concert Hall – Mills College – Oakland (California)

PIANO INTORNO AL VUOTO

La voce, la poesia, il suono 

Concerto

 PATRIZIA ZANARDI (soprano)

COSIMO COLAZZO (pianoforte)


Cosimo Colazzo (1964)

 Notte che oscilli al vento (2016) (testo di Maria Attanasio)

Piano intorno al vuoto (2015) (testo di Antonella Anedda)

E allora la voce, la morte (2017) (testo di Giovanni Pascoli)

 Tenzone (2016) (testo di Emilio Villa)


NOTE AL PROGRAMMA

Piano intorno al vuoto è verso di Antonella Anedda, che dà il titolo, peraltro, al brano che ho composto su un suo testo poetico e che è inserito in questo programma. Diventa titolo anche di questo concerto perché il tema del vuoto vi è centrale. Credo sia evidente all’ascolto il ruolo svolto dal vuoto, dal silenzio, dalla sottrazione nelle mie composizioni. Il suono può esprimere qualità inedite di sé senza esasperarlo in manipolazioni. Semplicemente creandogli un intorno ‘altro’, un contesto temporale che rende anche l’evento più povero e semplice qualcosa di inaugurale.

Questa ricerca è evidente nelle prime tre composizioni nel programma, Notte che oscilli al vento (2016), Piano intorno al vuoto (2015), E allora la voce, la morte (2017), rispettivamente su testi poetici di Maria Attanasio (1943), Antonella Anedda (1955), Giovanni Pascoli (1855-1912).

Tenzone (2016), la composizione che chiude il programma analogamente gioca sul vuoto, ma in un altro senso. Non per tracciarne rari geroglifici. Per, invece, segnarlo di processi inesorabili, di meccaniche e stratificazioni poliritmiche, che qui sono in parallelo con la poesia di Emilio Villa (1914-2003), rigogliosa di giochi linguistici, del piacere della lingua, della pluri-lingua, della neo-lingua.

Abbiamo così il vuoto contemplato, da una parte; e il vuoto ricamato di un fitto reticolo di moduli e astrazioni dall’altra. Così quel “piano” del titolo diventa risonante di possibilità: il “piano” delle dinamiche sempre attenuate, quasi silenti, al limite dell’assenza (nelle prime tre composizioni); il “piano” anche come pianificazione e progetto, che diventa ossessivo tessere moduli in Tenzone. Il vuoto è ciò che custodisce e anzi quasi crea il suono, la voce, la poesia; il vuoto è anche la pre-condizione, la riduzione a grado zero da cui può sorgere, inventata, una lingua, una tessitura che brilla del suo atto gratuito.

Cosimo Colazzo


NOTE BIOGRAFICHE

Patrizia Zanardi, dopo aver studiato danza classica, violino e pianoforte si diploma in canto lirico con il  massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino. Successivamente consegue due Master in Canto (repertorio verdiano) e in Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio G. Nicolini di Piacenza, cum laude. Interpreta ruoli principali del grande repertorio operistico – Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini – per il Teatro Massimo di Palermo, Teatro Regio di Parma, Verdi di Trieste, Donizetti di Bergamo, Ponchielli di Cremona, Festival della Valle d’Itria a Martina Franca, Taormina Arte Festival, Teatro Cervantes Malaga, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro La Monnaie Bruxelles, New York City Opera, Minnesota Opera, Auditório Ibirapuera São Paulo do Brasil, Seoul Arts Center Opera House, NHK Hall di Tokyo tra molti altri. Al repertorio operistico affianca un’intensa attività sinfonico-concertistica, con numerose esperienze in ambito liederistico e contemporaneo. Ha più volte collaborato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino come protagonista di prime esecuzioni mondiali assolute. Amante della musica settecentesca, interpreta molte opere di Cimarosa, Pergolesi, Scarlatti, Nicolini, Haydn, Mozart, Caldara. Incide CD di Cantate da camera di J.A.Hasse, Tonadillas di E. Granados, Juvenalia di J. Francaix. Live Il Trionfo dell’OOnestà di A. Scarlatti, L’impresario in angustie di Cimarosa, Saffo in Leucade di Morlacchi, La clemenza di Tito di Caldara, L’amor mugnaio di Nicolini. È docente di Canto presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. Insegna inoltre canto lirico e dizione in IES Abroad Milano e collabora con la Scuola Musicale di Milano.

Cosimo Colazzo (1964) è diplomato in Pianoforte, Composizione, Direzione d’orchestra. Inoltre è laureato in Filosofia. Ha studiato la composizione con Salvatore Sciarrino. Ha seguito inoltre corsi con Luigi Nono, Pierre Boulez, Peter Eötvös, e altri importanti artisti.

Come pianista, sia solista che in formazioni da camera, tiene concerti in Italia e all’estero, in cui propone soprattutto la letteratura del ‘900 e opere nuove, spesso in prima esecuzione.

Le sue composizioni sono edite da Rai Com e sono eseguite in festival in Italia e all’estero.

Autore di volumi e saggi dedicati a tematiche inerenti la musica del ‘900 e contemporanea, ha recentemente pubblicato: Musica e impegno. L’antifascismo e l’opera di Fernando Lopes-Graça (LIM, Lucca, 2019, XVII-272 pp., con due CD allegati).

Fa parte dell’équipe di ricerca Caravelas, del CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, della Universidade Nova di Lisbona.

Dal 2005 al 2011 ha diretto il Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, dove attualmente è docente di Composizione. Dal 2012 è docente e artist in residence della Italian School del Middlebury College negli Stati Uniti.

 

 

Transiti. Come si traduce in musica. Concerto di Cosimo Colazzo al Mills College, in California. Con musiche di Casella, Debussy, Colazzo, Lopes-Graça

14 luglio 2019
20:00a21:00

Domenica 14 luglio, alle ore 20, alla Concert Hall del Mills College in California, concerto di Cosimo Colazzo, organizzato dalla Italian School del Middlebury College.

Il tema è quella del ripensamento di un originale nella forma della trascrizione, o della citazione di materiali e stili musicali, o anche della ripresa e attivazione di un originale popolare in contesti moderni. In programma musiche di Casella, Debussy, Colazzo, Lopes-Graça. Di seguito notizie più dettagliate sul concerto e sulle musiche in programma.


ITALIAN SCHOOL DEL MIDDLEBURY COLLEGE

TRANSITI. Come si traduce in musica

Concerto del pianista

COSIMO COLAZZO

Domenica 14 luglio 2019 – ore 20:00

Littlefield Concert Hall – Mills College – Oakland (California)

 

PROGRAMMA

Alfredo Casella (1883-1947)

À la manière de … op. 17 (1911)

I. Richard Wagner: Einleitung des  3. Aufzuges – II Gabriel Fauré: Romance sans paroles – III. Johannes Brahms: Intermezzo – IV. Claude Debussy: Entr’acte pour un drame en préparation – V. Richard Strauss: Sinfonia molestica – VI. Cesar Franck: Aria

Claude Debussy (1862-1918)

da Préludes, Premiere Livre (1909-11)

Voiles

La cathédrale engloutie 

da Préludes, Deuxième Livre (1911-13)

Ondine

Cosimo Colazzo (1964)

Voiles englouties par Ondine (1988)

Fernando Lopes-Graça (1906-1994)

Melodias Rústicas Portuguesas, Segundo caderno (1956-57)

  1. Ó maia, ó maia – 2. Os reis magos – 3. Não canteis a valsa – 4. Agora baixou o sol – 5. Nossa senhora da Póvoa – 6. Aí vem a sapateia – 7. Apagaste la candeia – 8. Canto de lavrar – 9. Boa noite, meus seniores – 10. Canção do Boeiro – 11. Deolinda, Deolinda – 12. Nossa senhora da Granja – 13. O meu menino é d’oiro – 14. O rei e a pastora – 15. Ricordai, fieis Cristãos

 NOTE AL PROGRAMMA

Transiti, passaggi. Da un originale si transita verso la trascrizione, che potrà essere prudente oppure ardita e trasgressiva. Una musica si può ritrovare in un altro contesto nella forma della citazione. E si possono citare anche stili, modi di pensare e fruire la musica. E forse, allargando lo sguardo, si può dire che tutta la musica è fatta di transiti, passaggi di scritture: catene di scritture. La traduzione, riflette Luciano Berio in quelle che sono le sue Lezioni americane, è una condizione molto propria della musica.

Il programma apre uno sguardo su questi concetti partendo da Alfredo Casella (1883-1947), autore di À la manière de … (1911), che rende le caratteristiche di diversi stili compositivi individuandone tratti essenziali e salienti. Realizza così un ciclo di brani che passa in rassegna gli stili di Wagner, Fauré, Brahms, Debussy, Richard Strauss, Franck: una parodia delle scritture altrui, a tratti ironica e divertita.

In programma c’è anche una mia composizione, Voiles englouties par Ondine (1988), che fa riferimento, come tradisce lo stesso titolo, a tre Préludes di Claude Debussy (1862-1918), e in particolare Voiles, La cathédrale engloutie, Ondine, accomunati peraltro dal riferimento all’elemento acquatico e all’immaginario marino.

Il programma propone dapprima gli originali, vale a dire i tre Préludes di Debussy, e poi il mio pezzo che li integra in un nuovo organismo fortemente strutturato. Nella mia composizione, infatti, il modello di Ondine conduce la costruzione del discorso e definisce l’impianto architettonico generale, mentre alcuni dati degli altri brani si innestano nel tronco e nel respiro di quella cornice individuando possibili luoghi e motivi dell’innesto. Si danno stratificazioni, oppure identità miste, il tutto attraverso operazioni molto formalizzate. È come un esperimento di ingegneria genetica: prende corpo e nervatura un nuovo organismo, ‘mostruoso’ per l’origine artificiale e insieme geneticamente motivato e determinato.

Un altro brano che propone il programma è Melodias rústicas portuguesas, secondo quaderno (1956-57), un’opera del compositore portoghese Fernando Lopes-Graça (1906-1994), che in molte sue opere fa riferimento al folclore portoghese. Il suo interesse è per il mondo contadino, in quanto marginale, deposito di una cultura che non è stata sopraffatta ancora dal mondo urbano e dalla volontà di omologazione del regime. Quel mondo va valorizzato, fatto emergere nella sua capacità di pensiero autonomo. Inoltre, Lopes-Graça lo mette in relazione con il linguaggio della modernità. Crea le condizioni di transiti, traduzioni, latenze, ricontestualizzazioni. Le melodie popolari sono riprese rispettandole nella loro prima fisionomia, ma dialogano con un contesto che è quello della modernità, diventando fattori capaci di intervenire e di  progettare il nuovo. In questo è l’operazione anche politica dell’arte di Lopes-Graça, resistente contro il fascismo, contro la sua propaganda della nazione e del folclore nazionale, e volto a coltivare percorsi alternativi della coscienza di sé. Antifascista indefesso, perseguitato dal regime di Salazar, Lopes-Graça è una delle coscienze più lucide della Resistenza portoghese e uno dei padri del nuovo Portogallo democratico emerso dalla Rivoluzione dei Garofani del 1974.

Cosimo Colazzo

 

NOTE BIOGRAFICHE

Cosimo Colazzo (1964) è diplomato in Pianoforte, Composizione, Direzione d’orchestra. Inoltre è laureato in Filosofia. Ha studiato la composizione con Salvatore Sciarrino. Ha seguito inoltre corsi con Luigi Nono, Pierre Boulez, Peter Eötvös, e altri importanti artisti.

Come pianista, sia solista che in formazioni da camera, tiene concerti in Italia e all’estero, in cui propone soprattutto la letteratura del ‘900 e opere nuove, spesso in prima esecuzione.

Le sue composizioni sono edite da Rai Com e sono eseguite in festival in Italia e all’estero.

Autore di volumi e saggi dedicati a tematiche inerenti la musica del ‘900 e contemporanea, ha recentemente pubblicato: Musica e impegno. L’antifascismo e l’opera di Fernando Lopes-Graça (LIM, Lucca, 2019, XVII-272 pp., con due CD allegati).

Fa parte dell’équipe di ricerca Caravelas, del CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, della Universidade Nova di Lisbona.

Dal 2005 al 2011 ha diretto il Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, dove attualmente è docente di Composizione. Dal 2012 è docente e artist in residence della Italian School del Middlebury College negli Stati Uniti.

Concerto del soprano Patrizia Zanardi e del pianista Cosimo Colazzo. A Mills College, in California (Oakland). Il concerto è organizzato da Italian School del Middlebury College, presso cui i due musicisti sono docenti e artisti in residence

7 luglio 2019
20:00a21:00

L’incanto del linguaggio classico, l’ideale del belcanto, la bellezza della linea omogenea, di una semplicità accortamente dosata e costruita. Tutto questo in un concerto del soprano Patrizia Zanardi e del pianista Cosimo Colazzo, che i due artisti tengono presso la Concert Hall del Mills College, a Oakland, in California. Il concerto è organizzato dalla Italian School del Middlebury College (ospitata al Mills College) presso cui Zanardi e Colazzo sono docenti e artist in residence.

Il concerto  si tiene domenica 7 luglio alle ore 20.00. Il programma propone musiche di Paisiello, Haydn, Mozart, Pergolesi, Cimarosa, Se in Pergolesi ancora si nota un “piegarsi” come barocco della melodia, negli altri autori trattati prevale il senso della linea depurata, degli accenti misurati. Linea e colore si danno in un equilibrio fatto di dosature attentissime.

Raccolte in volume le opere per tastiera di Laurence Feininger. Presentazione del libro in una conferenza a più voci nell’ambito del programma del Festival Trento Musica Antica

15 maggio 2019
18:30a20:00
Mercoledì 15 maggi 2019
Sala Filarmonica, Via Verdi, Trento
ore 18.30 
Festival Trento Musica Antica
in collaborazione con Itinerari organistici tridentini
Associazione Hortus Artieri

Conferenza-Concerto con presentazione del volume

“L’Opera per tastiera” di Laurence Feininger.
A cura di: Alberto Delama
Intervengono: Cosimo Colazzo, Marco Gozzi

Programma degli interventi musicali

L. Feininger:

Suite II (organo), Tarcisio Battisti

Preludio e Fuga n° XII (organo), Adriano Dallapè

Suite IV (clavicordo), Roberto Gianotti

Preludio e Fuga n° XV (organo), Stefano Rattini

Preludio e Fuga n° III (pianoforte), Ruhama Santorsa

In occasione dell’evento l’Associazione Hortus Artieri presenta a Trento in Vicolo dei Birri 7 (Piazza Duomo) dal 15 al 18 maggio (orario 10.30/12.30, 17.00/19.00) la mostra:
Musica sacra – moderna pittura
Laurence Feininger – Lyonel Feininger

Inaugurazione martedì 14 maggio ore18.30

Informazioni:

Sito web: www.festivalmusicasacra.eu

Nell’ambito della cerimonia di premiazione del Premio letterario Gelmi di Caporiacco, due brevi opere di Cosimo Colazzo per quartetto di sassofoni in prima assoluta

9 maggio 2019
17:30a19:30

cerimonia di premiazione per il Premio Gelmi di Caporiacco che si svolgerà a Rovereto, presso Campana dei Caduti, giovedì 9 maggio alle ore 17.30.

Futurologia è il motto di riferimento di quest’edizione, che premierà:

  • per la categoria “opere”, loscrittore israeliano Yval Noah Harari con il romanzo “Homo Deus. Breve storia del futuro” (Bompiani edizioni, 2018) insieme con il suo traduttore Marco Piani;
  • per la categoria “graphic novel” “The private eye” (edizioni Bau Publishing, 2017) di Brian Keller Vaughan, Marcos Martín e Muntsa Vicente.

Premi speciali a:

  • Walter Tevis con “Solo il mimo canta al limitar del bosco” (edizioni Minimum Fax)
  • Bruno Latour con “Tracciare la rotta” (Raffaello Cortina editori). 

La giuria è stata presieduta da Luciano Canfora e ha avuto come membri Edoardo Barbieri, ordinario di Storia del libro e dell’editoria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gianmario Baldi, direttore della Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto, Brunamaria Dal Lago Veneri, scrittrice e critica letteraria, Franca Eller, bibliotecaria e critica letteraria, Paola Maria Filippi, docente di letteratura tedesca presso l’Università di Bologna, Enrico Franco, giornalista, Pierangelo Giovanetti, giornalista, Rodolfo Taiani, direttore di “Archivio Trentino” e Danilo Curti, segretario dell’Associazione Gelmi.

Sul tema prescelto dall’edizione 2019 dialogheranno Luciano Canfora e Giorgio Vallortigara. Modererà Enrico Franco.

Nel corso della manifestazione di premiazione ci sarà un intervento musicale di MP Saxophone Quartet (composto da Emanuele almaso sax soprano, Mattia Grott sax contralto, Sveva Azzolini sax tenore, Simone Delcastagné sax baritono), che eseguirà due brevi opere di Cosimo Colazzo in prima esecuzione assoluta:

Cosimo Colazzo, La geometria è un canto (2019)

Cosimo Colazzo, Futuro anteriore (2019)

La cerimonia è aperta a tutti, sino a esaurimento dei posti disponibili.

Per il festival Contrasti un fine settimana pieno di prime assolute. Con il MotoContrario ensemble e Suono Giallo ensemble

16 marzo 2019
17:30a21:30
17 marzo 2019
16:30a19:30

Per il prossimo fine settimana, sabato 16 e domenica 17 marzo, sono previsti, a Trento, presso la Sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (via Calepina 1), tre concerti e due incontri con i compositori e i musicisti.

Il primo concerto, in programma sabato 17 alle ore 17.30, prevede numerose prime esecuzioni di autori selezionati tramite una call internazionale organizzata dal MotoContrario ensemble. Una call di grande richiamo, con centinaia di compositori che segnalano i propri lavori per la selezione che l’ensemble opera in funzione del festival. Siamo al terzo e ultimo dei concerti legati alla Call. Saranno presentate musiche di O. Papaioannou (Grecia), R. Lemay (Canada), F. Del Pino (Argentina), P. Novak (USA), D. Hedwig (USA), G. Agostinho (Brasile), B. Giang (USA). Interprete, in questo concerto, il MotoContrario ensemble nella formazione con: B. Graf (clarinetti), M. Campenhout (violino), A. Mattevi (viola), E. Dalmaso (sassofoni), R. Terrin (tromba), F. Agnello (vibrafono), C. Colazzo (pianoforte), M. Longo (pianoforte).

A seguire un incontro che vedrà i musicisti e compositori presenti a confronto, sulle tematiche del comporre e della creatività oggi. Il pubblico potrà intervenire, interloquendo con gli artisti.

Alle ore 20 il secondo concerto in programma nella giornata di sabato: con l’Ensemble Suono Giallo (A. Biagini, flauti; L. Mancini, percussioni; M. Bianchini, sassofoni; S. Nocchi, pianoforte), che viene da Città di Castello, ed è presente con autorevolezza nel panorama nazionale, e non solo, della musica contemporanea. Porta un programma con alcune presenze storiche e novità di grande interesse. In particolare, saranno eseguite partiture di G. Scelsi, I. Fedele, V. Montalti, N. F. Ezquerra, A. Cleare, S. Avramidou, Th.  Papatrechas.

Il giorno successivo, alle 16.30 (sempre alla Sala Conferenze CARITRO a Trento) un incontro con gli autori che saranno protagonisti nel concerto che si tiene subito dopo. Alle 17.30 è in programma, infatti, un concerto molto atteso, che MotoContrario organizza in collaborazione con SIMC (Società Italiana Musica Contemporanea). Saranno presentate numerose opere in prima esecuzione assoluta, scritte appositamente per questa occasione. Saranno eseguite opere di A. Mannucci, P. Molino, G. Bosco, A. Nicoli, B. Putignano, C. Colazzo. In questa occasione MotoContrario ensemble si presenta con la formazione composta da: B. Graf (clarinetti), E. Dalmaso (sassofoni), R. Terrin  (tromba), A. Mattevi (viola), C. Colazzo (pianoforte).

L’ingresso ai concerti e agli eventi del festival Contrasti è libero.


Di seguito, in dettaglio, i vari programmi di concerto.


Sabato 16 marzo – Trento – Sala Fondazione Caritro (V. Calepini 1)

ore 17.30 – MotoContrario ensemble Terzo concerto dei brani finalisti della Call for Scores (3) internazionale organizzata da MotoContrario.

ore 19 – Musicisti oggi. Incontro culturale.

ore 20 – Suono Giallo ensembleGenerazioni a confronto.


Domenica 17 marzo – Trento – Sala Fondazione Caritro (V. Calepini 1)

ore 16.30 – Ricerca artistica e società. Incontro culturale.

ore 17.30 – MotoContrario ensemble Plurale. Concerto con musiche di autori contemporanei


Sabato 16 marzoSala Fondazione Caritro Trento


ore 17.30

MotoContrario ensemble – Call for scores (3)

Terzo concerto dei brani finalisti della Call for Scores internazionale organizzata da MotoContrario

Orestis Papaioannou (1993) – Grecia – Mnemography (2018) per clarinetto basso solo

Robert Lemay (1960) – Canada – Tie-Break 2 per violino e sassofono contralto

Francisco del Pino (1980) – Argentina – estar (2011) per clarinetto in sib, vibrafono e pianoforte

Paul Novak (1998) – USA – blackout poetry per violino e pianoforte

Douglas Hedwig (1951) – USA – Its soul of music shed (2016) per flicorno soprano e narratore

Gilberto Agostinho (1986) – Brasile – Cartography #9 (2018) per clarinetto in sib, viola, vibrafono e pianoforte*

Baldwin Giang (1992) – USA – you in me, me in you (2018) per clarinetto in sib, viola e pianoforte

MotoContrario ensemble: Beatrix Graf, clarinetti – Emanuele Dalmaso, sassofoni – Riccardo Terrin, tromba – Marianne Campenhout, violino – Andrea Mattevi, viola – Federico Agnello, vibrafono – Cosimo Colazzo, pianoforte – Marco Longo, pianoforte*


ore 19

Musicisti oggi

Incontro culturale


ore 20.00

Suono Giallo ensemble – Generazioni a confronto

Nuño Fernández Ezquerra (1992) – Invocazione all’ignoto (2018)* per flauto, sassofono, pianoforte e percussioni

Vittorio Montalti (1967) – Berceuse (2013) per pianoforte solo

Ann Cleare (1983) – Luna (the eye that opens the other eye) (2014) per sassofono contralto

Ivan Fedele (1953)  – Imaginary Islands (1992-2018)** per flauto, sassofono e pianoforte

Giacinto Scelsi (1905-1988) – Ko-tha (1962) per chitarra come strumento a percussione

Sofia Avramidou (1988) – Scène Sixième (2016)* per flauto

Theocharis Papatrechas (1988)  – doomed to its paralysed eternity (2016)* per flauto, sassofono, pianoforte e percussioni

* brani scritti per l’Ensemble Suono Giallo

** prima esecuzione della versione per flauto, sassofono e pianoforte. Adattamento autorizzato dall’autore dall’originale per flauto, clarinetto e pianoforte a cura dell’Ensemble Suono Giallo.

Suono Giallo ensemble: Andrea Biagini, flauti – Laura Mancini, percussioni – Michele Bianchini, sassofoni – Simone Nocchi, pianoforte


Domenica 17 marzoSala Fondazione Caritro Trento


ore 16.30

Ricerca artistica e società.

Incontro culturale


ore 17.30

MotoContrario ensembleIdentità aperte.

Concerto con autori della SIMC – Società Italiana Musica Contemporanea

Andrea Mannucci (1960) – Suite (2018) per clarinetto, sassofono baritono, tromba e pianoforte -Prima esecuzione assoluta

Andrea Nicoli (1960) – dimmi della notte (2018) per clarinetto in sib e viola – Prima esecuzione assoluta

Pippo Molino (1947) – Annunciazione 2 (2018) per clarinetto basso, sassofono soprano, tromba e pianoforte – Prima esecuzione assoluta

Biagio Putignano (1960) – Three small imaginary sinopias (2019) per clarinetto, sassofono soprano e clarinetto – Prima esecuzione assoluta

Cosimo Colazzo (1964) – Tenzone (2016) per sassofono baritono e pianoforte

Gilberto Bosco (1946) – È inquieta questa calma (2018-19) per tromba in sib, sassofono contralto, viola e pianoforte – Prima esecuzione assoluta

MotoContrario ensemble: Beatrix Graf, clarinetti – Emanuele Dalmaso, sassofoni – Riccardo Terrin, tromba – Andrea Mattevi, viola – Cosimo Colazzo, pianoforte

Cosimo Colazzo in un concerto a Cagliari organizzato da Salute Donna, per la Giornata internazionale delle donne

8 marzo 2019
19:00a20:30

Venerdì 8 marzo 2019, alle ore 19.00 a Palazzo Siotto in via dei Genovesi 14, a Cagliari, si terrà il recital del pianista Cosimo Colazzo, dal titolo Gioco e Malinconia. Intorno a Gioachino Rossini in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il recital è organizzato dalla sezione Sardegna della Onlus Salute Donna, Associazione per la Prevenzione e Lotta ai Tumori Femminili  con la collaborazione di Fondazione Siotto e dell’associazione culturale Piazza del Mondo.

La giornata della Festa delle Donne appare ideale per realizzare questa iniziativa di beneficenza che invita il pubblico presente a contribuire all’acquisto di materiale terapeutico volto ad aiutare le pazienti nella loro battaglia quotidiana contro la malattia. Note dilettevoli, ma anche uno stimolo per pensare, attraverso la musica, al travaglio della malattia e del processo, spesso doloroso della cura. Di fronte a questi momenti emergono sentimenti diversi e c’è bisogno di  serietà e leggerezza, melanconia e gioco.

Il programma – della durata di un’ora circa –  messo a punto da Colazzo (docente di Composizione al Conservatorio Bonporti di Trento di cui è stato direttore) evoca tutto questo impaginando le musiche di Rossini, Rieti, Schulhoff, Colazzo. Tocchi ironici si alternano a momenti di incanto timbrico, mentre prepotente il ritmo, spesso, invade il campo.

La serata sarà aperta da una breve presentazione della Presidente Onoraria della Sezione Sardegna di Salute Donna, dott.ssa Maria Luisa Adamo. Il concerto sarà seguito da un aperitivo. Si tratta di un evento che festeggia le donne omaggiandole e  agendo per aiutarle.

Per informazioni: salutedonnasardegna@gmail.com – cell. 333.8888247.

Qui per il programma di sala

Interpretazione, composizione, analisi. Una tre giorni di seminari e concerti organizzata dal Conservatorio Bonporti di Trento in collaborazione con l’Università di Trento

7 febbraio 2019
17:30a22:00

L’interpretazione, in musica, è concetto complesso. Dove sono implicate molto esperienze, che tutte si definiscono in un fitto intreccio di relazioni, dalla composizione all’interpretazione-esecuzione, all’ascolto, all’analisi, alle operazioni di revisione, trascrizione, curatela, ecc. ecc.

Di interpretazione, in un senso così co-implicato, si parla nell’ambito del  Seminario interdisciplinare Tradire, tradurre, trasformare (seconda edizione di Interpretazione. Reti di relazioni generate da un’opera d’arte), che si svolgerà dal 6 all’8 febbraio, organizzato dal Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento in collaborazione con il Dipartimento di Lettere Filosofia dell’Università degli Studi di Trento.

Il programma è vasto e di sicuro interessa.

Cosimo Colazzo è interessato, nell’ambito del Seminario, da due impegni.

  • giovedì 7 febbraio, presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Trento, Laboratorio di Filologia musicale, Aula Musica (Via Tommaso Gar 14), ore 17.30-18: Scritture dell’Altro, relatore Cosimo Colazzo
  • giovedì 7 febbraio, presso la Sala Filarmonica di Trento (Via Verdi 30), ore 20.30, in concerto: Cosimo Colazzo, La tenzone
  • (2016); Voiles englouties par Ondine (1988); pianista Cosimo Colazzo.

A questo link il programma dell’intero Seminario.

Un incontro e un concerto dedicati al tema della memoria. Contro razzismo, violenza, degenerazioni antidemocratiche. Ricordando la Shoa.

3 febbraio 2019
16:30a19:00

Parlare di memoria, di come essa sia costitutiva dell’umanità e guida contro razzismo, violenza e degenerazioni, è lo scopo dell’incontro e del concerto organizzati dall’Associazione culturale MotoContrario nell’ambito del Festival “Contrasti”, sesta edizione 2019.

Giuliana Adamo, docente di Italianistica presso il Trinity College di Dublino, parlerà delle esperienze di Primo Levi e di Vittore Bocchetta, internati in lager nazisti, il primo per l’appartenenza ebraica, il secondo per l’attività di antifascista. Per entrambi la memoria è fattore di riscatto e resistenza, e passa anche attraverso la letteratura.

Il successivo concerto, tenuto dal duo Emanuele Dalmaso (sassofono) e Cosimo Colazzo (pianoforte), dà rappresentazione alle musiche di autori ebrei perseguitati dal nazismo.

Di seguito il dettaglio del programma.

Domenica 3 febbraio 2019, Sala Conferenze Fondazione CARITRO Trento – Via Calepina 1.

ore 16.30 – Memoria: dovere e impegno
Incontro con Giuliana Adamo (Trinity College Dublin)

ore 17.30 – Duo Dalmaso-Colazzo
Identità aperte. Concerto con brani per sassofoni e pianoforte. Musiche per la Giornata della memoria.

Paul Dessau (1894-1979) – Suite (1935)

Bernhard Heiden (1910-2000) – Sonata (1937)

Paul Ben-Haim (1897-1984) – Three songs without words (1952)

Erwin Schulhoff (1894-1942)  – Hot-Sonate (Jazz-Sonate) (1930)

Darius Milhaud (1892-1974) – Scaramauche (1930)

Emanuele Dalmaso, sassofoni
Cosimo Colazzo, pianoforte

http://www.motocontrario.it/i-weekend-2-3-febbraio

Cosimo Colazzo in un concerto a Chicago per l’Istituto Italiano di Cultura

24 gennaio 2019
18:00a20:00

Luigi Meneghello in un suo libro del 1994 dal titolo Il dispatrio, raccontava della sua doppia cultura, inglese e italiana, e di come questa condizione strutturasse e innervasse la sua scrittura.  Essere in un luogo che non è il proprio delle origini: lo spaesamento che ne deriva, ma anche le occasioni che si determinano, gli incroci culturali, gli incontri inattesi che diversamente non sarebbero accaduti. E lentamente il crearsi di una doppia appartenenza: le radici antiche innestate con quelle più giovani.

Di questo si può riflettere anche in musica. E lo fa Cosimo Colazzo, compositore, pianista, di origini pugliesi, salentine, trapiantato in Trentino dove è artista e docente di Composizione al Conservatorio di Trento. Lo fa in un concerto pianistico che tiene a Chicago, per l’Istituto Italiano di Cultura, giovedì 24 gennaio alle 18 presso Pianoforte Foundation.

Già così, nella sequela dei luoghi che abbiamo nominato, abbiamo il senso di un nomadismo culturale. Che Colazzo indaga con il suo concerto, significativamente dal titolo: “Il dispatrio, le doppie culture”, con musiche dello stesso Colazzo, Rossini, Esposito, Casella, Rieti.

Il concerto reca in programma due opere recenti di Cosimo Colazzo: Le terre rosse, il mare obliquo (2014) e La tenzone (2016). Il titolo della prima veicola l’immagine della terra d’origine, il Salento. Scrive il compositore: “il rosso delle zolle smosse e il mare obliquo in uno specifico luogo della costa. Anche in tempi di globalizzazione, le patrie dell’infanzia sono le più resistenti, quelle che di meno svaporano con il passaggio del tempo e il cambio di latitudine”. Il secondo pezzo, La tenzone (2016), è idealmente dedicato alla poesia di Emilio Villa (1914-2003). “Villa – scrive Colazzo – è poeta delle mescolanze linguistiche, funambolo della parola, che scava, analizza, sollecita a innesti e reinvenzioni, unendo arcaismi e futurismi.” Identità molteplici si inseguono al ritmo di derive e latenze imprevedibili. Nella musica si ritrovano analoghi giochi linguistici. Seguiamo ancora le parole di Colazzo: “qualcosa di arcaico è proposto in stratificazioni poliritmiche. Il tempo musicale è provocato, sollecitato, inciso e ridisegnato continuamente. A volte la ripetizione, estenuata al limite ed estrema, ne cambia il volto, quasi lo dissolve.”

Il concerto naviga il tema del dispatrio e delle doppie culture nell’arco di due secoli. A partire da Gioacchino Rossini (1792-1868), che si autoesilia a Parigi quando smette di scrivere per l’opera. Qui è autore di musiche da camera, brani vocali con pianoforte o per solo pianoforte, con cui ha riempito cospicui quaderni. Sono pagine eccentriche, sin dai titoli, che trasmettono il distanziamento ironico con cui Rossini tiene a distanza la cultura romantica coeva che gli sembra troppo carica di enfasi e retorica. Nel concerto un dittico: L’innocence italienne, la candeur française.

Nel concerto sono in programma Three Pieces di Michele Esposito (1855-1929). Di cultura napoletana, formatosi al Conservatorio di Napoli alla scuola di Beniamino Cesi e Paolo Serrao (collega, negli studi, del più noto Giuseppe Martucci), Michele Esposito si ritrova in Irlanda, a capeggiare un movimento di ampliamento degli orizzonti culturali per la musica classica nella nuova patria. Fu compositore e pianista di grande valore, fautore di iniziative culturali ancor oggi ritenute fondamentali per lo sviluppo della cultura musicale nel paese d’adozione.

Alfredo Casella (1883-1947), francese di formazione, rientrato in Italia si pone a capo di un movimento che spinge affinché l’Italia si apra allo spirito delle avanguardie d’inizio secolo. La sua doppia cultura di appartenenza è all’origine di questa sua scelta. Della sua propensione alla sperimentazione sonora  è testimoniana Alla notte, opera del 2017, di straordinaria potenza evocativa e profetica di nuove sonorità, tra materismo e desiderio del silenzio.

Vittorio Rieti (1898-1994), allievo di Casella, stratifica in sé molte culture. Italiano nato ad Alessandria d’Egitto, dov’era presente una vasta comunità d’italiani, nel contempo di famiglia ebrea laica, si trasferisce poco più che adolescente in Italia per proseguire i suoi studi. Vive tra Parigi e l’Italia. Infine è profugo dall’Italia, per sfuggire alle leggi razziali e alle persecuzioni (ad Auschwitz saranno deportati la madre e due zii). Esiliatosi negli Stati Uniti, qui trova la sua nuova patria, autore tra i più acclamati. Nel concerto, Contrasts, un’opera del 1967.

A questo link, l’informazione del concerto sul sito dell’Istituto Italiano di Cultura a Chicago.

Qui il sito dell’artista: www.cosimocolazzo.it