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Ethnos è il titolo del quinto concerto del festival Contrasti. Alla Sala Grande del Buonconsiglio a Trento, venerdì 30 Maggio. Alle ore 20.00 un incontro con Cosimo Colazzo sul tema del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il Novecento. Poi, dalle 20.45, un concerto del Motocontrario ensemble: un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze che hanno vissuto le periferie come luoghi di rinnovamento dei linguaggi

30 maggio 2014
20:00a22:00

Lopes-Graça2Lopes-Graça1“Ethnos” è il titolo del quinto concerto del festival “Contrasti”, organizzato dal Motocontrario ensembe e dal Castello del Buonconsiglio. Alla Sala Grande del Castello, a Trento,  venerdì 30 maggio, a partire dalle 20.00. Prima un incontro culturale con Cosimo Colazzo sul tema del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il Novecento, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze,  dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. E poi, dalle 20.45, un concerto del Motocontrario ensemble (con Margherita Franceschini, Andrea Mattevi, Marco Longo, Emanuele Dalmaso, Cosimo Colazzo, Maria Rosa Corbolini), che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Nel ‘900 musicale è complessa la vicenda di come si è sviluppato l’interesse dei compositori per i patrimoni popolari. Vi confluiscono, dapprima, istanze nazionaliste, volte a recuperare il senso delle identità specifiche, contro i linguaggi dominanti, dei paesi culturalmente più forti. Russia, Ungheria, Spagna, Finlandia: l’Europa periferica è attraversata da quest’interesse. In alcuni autori la ricerca sui patrimoni popolari si è legato a un’istanza sociale, se non politica, di rivendicazione delle culture più marginalizzate: in questo senso, ad esempio, si è sviluppato l’interesse di ricerca per i repertori musicali contadini. Di questo tratta il quinto appuntamento del festival “Contrasti”, che si svolge alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio, organizzato dallo stesso Castello e dal Motocontrario Ensemble. Venerdì 30 maggio, alle ore 20:00 Cosimo Colazzo tiene un incontro dal titolo “Musiche tra ricerca, mito e politica del folclore” sul tema dei del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il ‘900, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze,  dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. Di seguito a quest’incontro, alle ore 20:45, si tiene il concerto del Motocontrario ensemble, dal titolo “Ethnos”, che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály, Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Il ‘900 ha sviluppato un interesse per le culture popolari e contadine perseguendo un metodo nuovo, maggiormente rispettoso degli stessi oggetti di ricerca. Si è trattato di recuperarli in una dimensione originaria, senza interventi volti ad adattarli dentro confezioni accette e piacevoli. L’etnomusicologia ha sostenuto un interesse di questo tipo, che ha riguardato anche i compositori, in certo rapporto creativo, di segno innovativo, che hanno voluto tessere con i repertori popolari. Un compositore come Béla Bartók è esemplare in questo senso, perché ha raccolto e registrato una grande vastità di repertori, nel suo paese, più ampiamente nell’Europa centro-orientale, ma poi anche in altri luoghi, in Turchia, ad esempio, e sino in Algeria. Ha legato questo interesse scientifico per i patrimoni popolari a un interesse artistico, che ha colto i materiali popolari nella loro carica di novità, capace di stimolare il superamento dei linguaggi tradizionali colti. In questo stesso senso si è mosso un altro compositore ungherese, come Zoltán Kodály (1882-1967), del quale Margherità Franceschini interpreta la Sonata op. 8 (1915) per violoncello solo. Più in generale tutta la cultura musicale ungherese ha vissuto intensamente questa linea di ricerca musicale. E’ da lì che prende le mosse György  Ligeti (1923-2006), del quale viene eseguita nel concerto, la Sonata (1948/1953) per violoncello solo, per poi sviluppare un linguaggio personale e fortemente sperimentale circa le possibilità del suono e dei variabili aggregati che può generare. In Portogallo Fernando Lopes-Graça (1906-1994) ha determinato parte della propria ricerca compositiva nel segno del rapporto con i repertori popolari contadini, rivissuti nel segno di un linguaggio post-tonale capace di innestare sistemi sonori avanzati nel rapporto con le melodie popolari, come accade nelle Melodias rústicas portuguesas, di cui nel concerto Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, in duo pianistico, pianoforte a quattro mani, propongono 3° Quaderno, del 1979. Questa dei rapporti con i repertori popolari è un’esperienza che molto coinvolge anche autori brasiliani, tesi in senso nazionalista o di riscatto sociale a dare dignità di presenza artistica ai repertori delle zone più autentiche del Brasile. In questo senso va letta l’esperienza di Caesar Guerra Peixe (1914-1993) – che ebbe rapporti di scambio culturale con Lopes-Graça -, rilevabile nel concerto con la sua Suite Nordestina (1947) per viola e pianoforte, che sarà interpretata da Andrea Mattevi (viola) e Marco Longo (pinaoforte). E in tempi più recenti, una parte della produzione di Ricardo Tacuchian (1939), del quale Cosimo Colazzo esegue Leblon à tarde (2003) per pianoforte. Dimitri Nicolau (1946-2008), compositore greco, ha incrociato il suo senso di un’arte politicamente impegnata, contro il regime dei colonnelli, con un interesse al recupero dei tratti più autentici della cultura musicale greca, che vive all’incrocio tra mondo orientale e occidentale dell’Europa.  Di Nicolau il sassofonista Emanuele Dalmaso interpreta, nel concerto, due brani da Dissidence (2003) per sassofono solo. Qui per il programma PDF del concerto ———————— Info: press@buonconsiglio.it    –    motocontrarioensemble@gmail.com web: www.motocontrario.it     –     facebook: https://www.facebook.com/motocontrarioensemble.

Apertura del festival “Contrasti” al Castello del Buonconsiglio con il Motocontrario Ensemble. Due concerti. Il primo, giovedì 24, sulla Russia musicale del ‘900, stretta nella morsa dello stalinismo e del regime, eppure creativa, con autori di grande interesse, come Ustvolskaya e Denisov. E il secondo, il 25 aprile, su musica e resistenza, su autori che in Europa hanno sofferto le persecuzioni dei vari fascismi.

24 aprile 2014
20:00a22:00
25 aprile 2014
20:00a22:00

 Due concerti aprono il festival “Contrasti” al Castello del Buonconsiglio, il 24 e il 25 aprile. Un primo concerto, il 24 aprile (a partire dalle ore 20.00 alla Sala Grande del Castello), sulla Russia musicale del ‘900, stretta nella morsa dello stalinismo eppure creativa, nelle forme del plurilinguismo ironico o anche di personalissime fughe in paesaggi vuoti e ridotti, dove la voce del potere non può arrivare. Il secondo concerto, il 25 aprile (sempre dalle 20.00 alla Sala Grande), per la Festa della Liberazione, dedicato ai temi della Resistenza e dei fascismi in Europa. I due concerti sono tenuti dal Motocontrario ensemble, che organizza il festival insieme al Castello del Buonconsiglio.

Apre il Festival “Contrasti”, che si svolge al Castello del Buonconsiglio dal 24 aprile al 19 giugno, con due eventi di particolare interesse. Il primo concerto, quello inaugurale, è dedicato ad autori russi del ‘900, e apre una finestra ricca, intensa sui linguaggi compositivi che attraversano il secolo in Russia, nel condizionamento forte del potere sovietico, e dei ferrei indirizzi di politica culturale. In un tale contesto le creatività individuali devono trovare la strada di una soluzione creativa. Agli inizi rivoluzionaria e trasgressiva, poi deve conformarsi a certi tratti richiesti dal potere per l’arte. L’opera assume così delle maschere e registra la sua originalità attraverso lo strumento dell’ironia, come accade in Dmitri Schostakovich. Oppure, più seriamente, avanza radicalmente l’intenzione di soffocare ogni istanza dell’io espressivo, con un linguaggio ridotto, arcaico, nudo e quasi vuoto, come nella Ustvolskaya dei Preludi per pianoforte. Anche l’ultimo Schostakovich, come nell’ultima sua opera, la Sonata per viola e pianoforte, si farà meditativo e introflesso, contemplativo di paesaggi nudi, senza indulgenze espressive. C’è anche, nel concerto, la generazione più giovane, rappresentata da Edison Denisov, che si ritrova attiva negli anni stagnanti di Breznev, e avanza le richieste di voci nuove, con azioni forti di pressione culturale. Da qui una musica densa di forza sonora, di aspirazioni sperimentali, come accade in Denisov e nella sua Sonata del 1970 per sax e pianoforte.  Il Motocontrario ensemble offre questo concerto giovedì 24 giugno  a partire dalle ore 20.00, alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio. Il concerto è preceduto da una conversazione con Cosimo Colazzo, sulle sorprese e gli spiazzamenti del linguaggio compositivo di Galina Ustvolskaya, capace di dire, nella sua forma, l’orrore senza redenzione dello stalinismo.

Il giorno successivo, 25 aprile, per la Festa della Liberazione, sempre a partire dalle ore 20.00, e sempre alla Sala Grande del Castello, un concerto dedicato ai temi della Resistenza e della musica. Non solo la resistenza italiana, ma le resistenze europee contro il nazismo e il fascismo. Dall’italiano Vittorio Rieti riparato negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni razziali, al cecoslovacco ebreo e comunista Erwin Schulhoff, morto in Germania in un campo di concentramento, al greco Dimitri Nicolau fuggito in Italia e fiero oppositore della dittatura dei colonnelli, al portoghese Fernando Lopes-Graça oppositore irriducibile del regime fascista di Salazar. Anche in questo caso un incontro culturale precede il concerto, con Cosimo Colazzo, sui temi di musica e resistenza, musica e regimi dittatoriali, musica e censura.

L’ingresso, per tutti gli eventi, è libero.

A partire da questo link, il Programma di sala degli eventi del 24 aprile 2014.

Da questo altro link, il Programma di sala degli eventi del 25 aprile 2014.

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Info:

press@buonconsiglio.it

motocontrarioensemble@gmail.com

Notizie anche su facebook: https://www.facebook.com/motocontrarioensemble

“Contrasti”, nuovo festival, giovane e pieno di curiosità musicali. Percorsi e viaggi personali, dei musicisti e del pubblico, attraverso le letterature musicali del ‘900, le musiche nuove, le sperimentazioni e l’improvvisazione. Un Novecento aperto, ad ampio orizzonte, e tante musiche nuove in prima assoluta. A Trento, al Castello del Buonconsiglio, dal 24 aprile al 19 giugno. Con il Motocontrario ensemble.

24 aprile 2014 20:00a19 giugno 2014 22:00

“Contrasti”, nuovo festival, giovane e pieno di curiosità musicali, viaggia attraverso le musiche nuove, le sperimentazioni e l’improvvisazione,  e le letterature musicali del ‘900, che intende scoprire e far scoprire fuori dalle rotte e dalle mappe riconosciute. Percorsi e viaggi personali. Dei musicisti e del pubblico, chiamato a partecipare in una nuova formula di rapporto con la musica e con gli artisti. Un Novecento aperto e ad ampio orizzonte. E tante musiche nuove in prima assoluta. Organizzato dal Motocontrario ensemble e dal Castello del Buonconsiglio, il festival “Contrasti” si svolge a Trento, nella Sala Grande del Castello, dal 24 aprile al 19 giugno. Otto incontri culturali e altrettanti concerti.

Mettete un gruppo giovane di compositori e interpreti, per lo più tra i venti e i trent’anni, tutti di grande qualità, cresciuti al Conservatorio di Trento (alla scuola, soprattutto, di Cosimo Colazzo, docente di Composizione al Conservatorio, e per un periodo significativo, direttore dello stesso). Tutti giovani con esperienze poliedriche, un respiro ampio delle conoscenze e del lavoro professionale. Insieme un paio di artisti un po’ meno giovani cui piace lavorare su progetti nuovi. Ecco nascere allora Motocontrario ensemble, un collettivo di compositori e interpreti che si occupa di musiche nuove e del ‘900, secondo geometrie variabili e nell’idea di un insieme aperto, che vuole aggregare risorse e idee, per sviluppare un discorso di animazione culturale, che porti a pensare la musica come qualcosa di dinamico, una realizzazione che si forma attraverso lo sviluppo di esperienze concrete. Non monumenti, non repertori, non confezioni già fatte. Ma esperienze, dialogo, confronti.

E nasce così, ideato e organizzato dal Motocontrario ensemble, insieme con il Castello del Buonconsiglio, “Contrasti”, festival di musiche nuove e del ‘900, che si svolge a Trento, alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio, dal 24 aprile al 19 giugno 2014. Linee tematiche del massimo interesse, e un dialogo di creatività e personalità, che solleva attenzione anche verso autori poco frequentati in Italia. Un Novecento ad ampio orizzonte, aperto, che si sostanzia di personalità diverse e anche di contrasti. E tantissima musica nuova, in prima esecuzione assoluta.

Il festival adotta la formula della combinazione di incontri culturali e concerti. In programma, infatti, una conversazione conduce, ogni volta, al successivo concerto. Si aprono così squarci di esperienza sonora musicale e di ascolto, come anche di riflessione, stando nel vivo della realizzazione artistica. Qui non importano i quadri accademici, ma comprendere come l’arte sia questione costantemente aperta e da scoprire in risvolti sempre nuovi. E tutti si è partecipi di questo, in quanto tutti si è coautori di un’opera e dei significati che essa può produrre nel rapporto. Le opere sono questo spazio dell’interrogazione e della scoperta. Così intende proporsi il festival e così vuole coinvolgere il pubblico in un’esperienza comune.

La rassegna si svolge secondo cadenza prevalente settimanale, sempre alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio a Trento. In tutti i concerti sono protagonisti musicisti del Motocontrario ensemble. Si parte con il concerto inaugurale, giovedì 24 aprile, alle ore 20.45, su autori russi del ‘900, che contiene pagine di rarissima esecuzione, di Ustvolskaya, Denisov, Shostakovich, Miaskovsky, Tcherepnin. In questi autori si evidenziando poetiche estreme, che passano da processi di riduzione al vuoto, nell’annullamento delle articolazioni (come in Ustvolskaya e nell’ultimo Shostakovich), verso partiture, invece, sature di materia sonora (si veda Denisov), da ricerche timbricamente e armonicamente molto raffinate (Miaskovksy), sino a giochi parodici e grotteschi (come in Tcherepnin). Questo concerto si collega, per risonanze tematiche, alla mostra “Paesaggi lontani e meravigliosi. L’antica Russia nelle stampe tesine del Museo Puskin di Mosca”, in svolgimento al Castello del Buonconsiglio dal 20 dicembre 2013 al 4 maggio 2014.

Il concerto inaugurale è preceduto (stesso giorno, ore 20:00) da un incontro con Cosimo Colazzo, sulla musica della Ustvolskaya, vissuta nell’ossessione della solitudine sonora, del silenzio, della riduzione e della sottrazione del sé. La musica di Galina Ustvolskaya è estrema nella sua idea di esplorazione del suono in una dimensione basica, con articolazioni ridotte e poco variate, nutrite di ripetizioni ossessive, a volte silenti, a volte lancinanti nell’esplosione sonora dissonante.

Il giorno successivo, venerdì 25 aprile, Festa della Liberazione, alle ore 20:45, è in programma un concerto che ha forte correlazione con il tema della Resistenza, contro le dittature, i regimi, la censura, con compositori che hanno sofferto persecuzioni e oppressione politica, come il portoghese Lopes-Graça, perseguitato dalla dittatura salazarista, o il greco Nicolau, fuggito dalla Grecia dei colonnelli, o come l’italiano Vittorio Rieti, costretto a fuggire negli Stati Uniti per evitare le deportazioni, contro gli ebrei, di fascisti e nazisti, o come il ceco Schulhoff, morto in un campo di concentramento nazista, o l’ebreo Ernest Bloch, salvo solo per essere fuggito negli Stati Uniti.

Anche in questo caso, a precedere il concerto, alle ore 20:00, una conversazione con Cosimo Colazzo, sui temi della musica e della resistenza al fascismo, più in generale dei rapporti tra musica, regimi totalitari, censura.

Per il venerdì successivo, 2 maggio (ore 20:45), troviamo un concerto tematizzato intorno ai rapporti tra suono e parola, tra musica e poesia, con musiche nuove, dei compositori del collettivo di Motocontrario ensemble (di Raul Masu, Valentina Massetti, Marco Longo, Andrea Mattevi, Cosimo Colazzo). In questo concerto l’Ensemble interviene anche con improvvisazioni, nell’interazione di strumenti acustici e live electronics, su testi poetici.

Il concerto è preceduto, alle ore 20.00 dello stesso giorno, da un incontro con Marco Longo, che tratta della sperimentazione sonora, che tende a penetrare le identità date, riconosciute, per proporle a trasformazioni, così che i territori dei suoni, delle identità degli strumenti o delle voci, possono fluidificarsi, mescolarsi, tentare nuovi innesti.

Il concerto successivo, venerdì 23 maggio,  alle ore 20:45, tratta delle tematiche della sperimentazione sonora, che può investire gli strumenti nel rapporto con la tecnologia, oggi resasi versatile e duttile, capace di intervenire nel tempo reale del concerto, nello spazio dell’esperienza d’ascolto. Il concerto ha in programma musiche di  Maderna, Biasioni, Riley, Essl, Masu, Colazzo, Scherzinger.

Precede il concerto un incontro, alle ore 20:00, con Andrea Mattevi, dedicato all’opera di Bruno Maderna. E’ un’opera capace di sperimentazioni ardue, nei campi del suono, come anche dell’organizzazione del pensiero, che in lui apre spazi di rapporto con il caso e l’improvvisazione. Ma capace anche di una comunicazione viva e coinvolgente.

Si toccano i temi delle esperienze artistiche che hanno coltivato un vivificante rapporto con la dimensione etnica dei patrimoni popolari, nel concerto del 30 maggio (ore 20:45), con musiche di Kodaly, Ligeti, Guerra-Peixe, Lopes-Graça, Nicolau.

Precede il concerto, alle ore 20:00, una conversazione con Cosimo Colazzo, sui temi dei rapporti tra musica e repertori popolari, nell’evoluzione che la relazione incontra lungo il ‘900, sino ad un oggi che è segnato dalle condizioni della globalizzazione.

Si affronta il tema complesso della ragione strutturante e della flessibilità, da sempre portante nella ricerca artistica, nel concerto di venerdì 6 giugno (ore 20:45), che significativamente è intitolato “Rinascimenti eccentrici”. Il concerto si collega idealmente alla mostra, che si aprirà in luglio al Castello del Buonconsiglio, dedicata a Dosso Dossi, dal titolo “Rinascimenti eccentrici. Dosso Dossi al Castello del Buonconsiglio” – al Castello del Buonconsiglio dal 12 luglio al 2 novembre 2014. Sono in programma musiche di Britten, Hindemith, Masu, Colazzo, Massetti, Mattevi, Longo.

In questo caso l’incontro preliminare, alle ore 20:00, è con Valentina Massetti, che parlerà dell’educazione al suono per i bimbi da 0 a 3 anni. Un percorso affascinante di scoperta della sensibilità sonora, che si avvia già in età pre-natale, e può diventare una delle tracce importanti della relazione con i genitori e con il mondo.

Il successivo concerto in programma nel festival, venerdì 13 giugno (ore 20:45), tratta dell’improvvisazione e dell’apertura al caso, ritrovando le suggestive tracce di un rapporto tra gli Area e John Cage. Motocontrario ensemble ripercorrerà quanto realizzato dagli Area e proporrà improvvisazioni proprie nell’interazione di strumenti e live electronics.

Raul Masu, alle 20:00 dello stesso giorno, parlerà dell’improvvisazione, degli strumenti di quest’attitudine esplorativa e compositiva, che investe la musica e i musicisti, nel rapporto con il suono e con l’azione musicale.

Il festival si chiude giovedì 19 giugno, con un concerto tutto di musiche in prima esecuzione, di Colazzo, Masu, Longo, Mattevi, Massetti, che sarà preceduto, alle ore 20:00, da una tavola rotonda, sui temi dei rapporti tra interpretazione e composizione, nel panorama odierno delle creatività musicali.

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Info:

Castello del Buonconsiglio – 0461233770 – press@buonconsiglio.it

Motocontrario ensemble  – 3803207730 – motocontrarioensemble@gmail.comhttps://www.facebook.com/motocontrarioensemble

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Programma dettagliato del Festival

CONTRASTI

Rassegna di musiche nuove e del ‘900 – Concerti e Incontri culturali

Giovedì 24.04.2014 In collegamento con la mostra  “Paesaggi lontani e meravigliosi. L’antica Russia nelle stampe tesine del Museo Puskin di Mosca”, in svolgimento al Castello del Buonconsiglio dal 20.12.2013 al 4.5.2014

ore 20:00 > Paesaggi lontani. Silenzi ossessivi e fortissimi. La musica di Galina Ustvolskaya, compositrice di San Pietroburgo. Incontro con Cosimo Colazzo

ore 20:45 > Concerto inaugurale della rassegna. Paesaggi lontani e bianchi. Concerto del Motocontrario Ensemble. Musiche di Ustvolskaya, Shostakovich, Mjaskovskij, Denisov, Tcherepnine

Venerdì 25.04.2014 Festa della Liberazione

ore 20:00 > Musica, dittatura, regimi, censura. Incontro con Cosimo Colazzo

ore 20:45 > Musiche di resistenza e opposizione. Concerto del Motocontrario Ensemble. Musiche di Bloch, Lopes-Graça, Rieti, Nicolau, Schulhoff

Venerdì 02.05.2014

ore 20:00 > Trasformazione e confluenza delle identità sonore. Alcune esperienze. Incontro con Marco Longo

ore 20:45 > Territori del suono e della parola. Esplorazioni. Concerto del Motocontrario Ensemble. Musiche di Colazzo, Masu, Mattevi, Longo, Massetti e improvvisazioni del Motocontrario ensemble.

Venerdì 23.05.2014

ore 20:00 > Maderna. Ricerca e comunicazione. Confronti e opportunità. Incontro con Andrea Mattevi

ore 20:45 > Blow and Electricity. Dialoghi del soffio e dell’altoparlante. Concerto del Motocontrario Ensemble. Musiche di Maderna, Biasioni, Riley, Essl, Masu, Colazzo, Scherzinger

Venerdì 30.05.2014

ore 20:00 > Musiche tra ricerca, mito e politica del folclore. Incontro con Cosimo Colazzo

ore 20:45 > Ethnos ‘900. Concerto del Motocontrario Ensemble. Musiche di Lopes-Graça, Ligeti,  Kodaly, Guerra-Peixe, Nicolau

Venerdì 06.06.2014 In collegamento ideale con la mostra  “Rinascimenti eccentrici. Dosso Dossi al Castello del Buonconsiglio”, che si svolgerà al Castello del Buonconsiglio dal 12.7.2014 al 2.11.2014

ore 20:00 > Nascere e rinascere al suono. Nei primi mesi di vita e al nido: ricerche ed esperienze di educazione al suono. Incontro con Valentina Massetti

ore 20:45 > Rinascimenti eccentrici. Ragione, flessibilità, furiose espansioni. Concerto del Motocontrario Ensemble. Musiche di Britten, Hindemith, Masu, Colazzo, Massetti, Mattevi, Longo

Venerdì 13.06.2014

ore 20:00 > Strumenti dell’improvvisazione. Come sentire creativamente il caso. Incontro con Raul Masu

ore 20:45 > Il naviglio imbarca a caso. Concerto interattivo improvvisativo. Caos (parte II, parte III…) (Cage, gli Area…). Concerto del Motocontrario Ensemble

Giovedì 19.06.2014

ore 20:00 > Composizione e interpretazione. Un dialogo. Tavola rotonda con Emanuele Dalmaso, Marco Longo, Valentina Massetti, Raul Masu, Andrea Mattevi, Riccardo Terrin, Maria Rosa Corbolini, Cosimo Colazzo

ore 20:45 > Nuove dinamiche. Concerto del Motocontrario Ensemble. Musiche di Masu, Massetti, Longo, Mattevi, Colazzo

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Una breve scheda sul Motocontrario Ensemble

Motocontrario ensemble è un collettivo di compositori e interpreti che concentra il proprio interesse artistico e di ricerca sulla musica del ‘900 e sulle musiche contemporanee. Realizza concerti in cui solleva interesse per queste letterature, portando, sul ‘900, uno sguardo critico, problematizzando le prospettive canoniche e ufficiali. Tiene in forte relazione e costante confronto le dimensioni artistiche e della ricerca. Accanto ai concerti, mira a realizzare laboratori, seminari aperti su tematiche importanti e stringenti nell’odierna complessità culturale. È interessato alle prospettive che emergono nel rapporto tra musica, arte, scienza, tecnologia, società e politica. Attualmente sono partecipi del progetto, come musicisti, il compositore, pianista e direttore d’orchestra Cosimo Colazzo, la pianista Maria Rosa Corbolini, il compositore, violinista e violista Andrea Mattevi, la compositrice, contrabbassista e musicologa Valentina Massetti, il compositore e pianista Marco Longo, il compositore e interprete di musica elettronica Raul Masu, il sassofonista Emanuele Dalmaso, il trombista Riccardo Terrin. È un ensemble a geometrie variabili e aperto a contributi plurali.

Motocontrario Ensemble cura e realizza artisticamente il festival “Contrasti”, che organizza in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio di Trento. Il festival consiste di incontri culturali e di concerti, dedicati alle musiche nuove e del ‘900, e si svolge presso il Castello del Buonconsiglio a Trento, nella splendida, cinquecentesca Sala Grande; per il 2014 dal 24 aprile al 19 giugno.

Un editoriale di Cosimo Colazzo sul quotidiano “Trentino”. Sui temi di musica e razzismo, musica, nazismo e fascismi

Sul quotidiano “Trentino” del 27.01.14 è apparso un editoriale di Cosimo Colazzo, che tratta di musica e razzismo, musica, nazismo e fascismi. Si fa riferimento anche ad alcuni autori nel programma del concerto che Colazzo tiene, con il Motocontrario ensemble, al MUSE Museo delle Scienze di Trento, in ocasione della GIornata della Memoria,  il 27 gennaio  a partire dalle ore 20.00. Il concerto comprende musiche di Masu, di Lopes-Graça (resistente contro il Portogallo fascista di Salazar), Nicolau (esule in Italia contro il regime dei colonnelli in Grecia), Schulhoff (morto in un campo di concentramento nazista).

Qui per l’editoriale, dalla pubblicazione del giornale, in formato PDF

Qui il file di immagine.

Musiche contro il nazismo e i fascismi in Europa. Un concerto del Motocontrario ensemble al MUSE di Trento nella Giornata della Memoria

27 gennaio 2014
20:00a22:00
Un'immagine giovanile di Erwin Schulhoff
Un’immagine giovanile di Erwin Schulhoff

Nella Giornata della Memoria, lunedì 27 gennaio, al MUSE, Museo delle Scienze, a partire dalle ore 20.00, un incontro e un concerto, sul tema di musica, dittatura, fascismi e censura, tenuto dal Motocontrario ensemble, un collettivo di compositori e artisti, impegnato sulle letterature musicali del ‘900. Dalla musica di Schulhof (autore morto in un campo di concentramento nazista), presa nel gusto della dissonanza e del ritmo jazz, alla musica di Lopes-Graça (perseguitato nel Portogallo fascista, per un’intera vita), ricca di sensibilità nel suo gusto post-tonale e nel recupero del patrimonio etnico contadino, alla musica di Nicolau (fuggito dalla Grecia della dittatura dei colonnelli), anch’essa alimentata dell’idea di una Grecia diversa, in partiture che riprendono elementi del tessuto culturale profondo del Paese. Sino a un’opera nuova di Raul Masu, che riflette oggi, negli occhi di un giovane, sulla memoria dell’olocausto. I pianisti Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, il sassofonista Emanuele Dalmaso, l’interprete all’elettronica Raul Masu, danno rappresentazione a un panorama intenso di valori poetici, artistici e di significato sociale. Come indica il titolo del concerto, sono “musiche per non dimenticare l’orrore del nazismo e dei fascismi in Europa”.

La musica, come altre espressioni della cultura, è fatta oggetto di censura sotto i regimi dittatoriali. Questi regimi hanno i loro codici, richiedono adesione a un’ideologia, agli orientamenti imposti. L’apparato stabilisce i linguaggi accetti per  l’arte, che hanno a che fare con la propaganda. L’arte deve piegarsi a veicolare espressioni non problematiche e a fornire un’immagine positiva del potere.

Il nazismo ha pienamente incarnato una tale idea dell’arte, come ambito della propaganda, che deve respingere ogni spinta profondamente creativa, e restare alla superficie, riprodurre modelli noti e accetti al potere come alla società che lo sostiene. La musica d’avanguardia era arte degenerata, per il nazismo. Da rigettare, perché malata, lontana dalla sanità di valori della razza ariana.

Il nazismo ha sterminato quanti costituivano un intralcio al progetto folle di dare posto al nuovo uomo ariano. Lo sterminio degli ebrei, che in Germania costituivano una minoranza, ma nello stesso tempo un’ossatura fondamentale della cultura tedesca, ha costituito, per l’Europa , un atto criminale rivolto verso se stessa. Si pensi a quanti intellettuali, artisti, scienziati, nel pieno della loro creatività e capacità inventiva e di produzione artistica e intellettuale, sono stati ammazzati nei lager. Un capitale di cultura, saperi, potenzialità creative è stato incenerito.

Di questo, dei regimi dittatoriali e della musica, del nazismo e dei fascismi in Europa nel secolo scorso, si occupa, con opere significative, un concerto che si tiene al MUSE, Museo delle Scienze a Trento (Corso del Lavoro e della Scienza 3), lunedì 27 gennaio, in rapporto alla Giornata della Memoria. Il concerto è organizzato dal MUSE e da Motocontrario Ensemble, un collettivo di compositori e interpreti, impegnato su tematiche di ricerca musicale, sul Novecento e sulla musica contemporanea.

Alle ore 20.00, Cosimo Colazzo, pianista, compositore, direttore d’orchestra, docente al Conservatorio di Trento e negli Stati Uniti,  membro dell’équipe di ricerca del CESEM  (Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical) dell’Universidade Nova di Lisboa, tiene un breve incontro sui temi della censura e della musica, delle politiche ideologiche e dittatoriali e dei riflessi prodotti sui linguaggi compositivi degli artisti.

L’incontro costituisce anche un’introduzione al concerto che si tiene di seguito, alle ore 20.30. Il concerto propone musiche di Erwin Schulhoff, Fernando Lopes-Graça, Dmitri Nicolau, Raul Masu. Interpreti sono i pianisti Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, il sassofonista Emanuele Dalmaso, l’interprete all’elettronica  Raul Masu.

Erwin Schulhoff (1894-1942), di cui si propone Hot-Sonata (1929) per sassofono contralto e pianoforte (interpreti Dalmaso e Colazzo), è autore ebreo, di genitori tedeschi, vissuto in Cecoslovacchia. E’ un autore di straordinaria capacità creativa, che nella sua opera genera un contatto molto originale e personale verso il jazz, e questo già negli anni ’20. E’ autore di pezzi che sanno tenere insieme i linguaggi più avanzati, nel segno della dissonanza, con costruzioni ritmiche molto complesse, che ricava dal jazz. Alla fine degli anni ’30 aderisce al comunismo e assume la cittadinanza sovietica. Ma i nazisti, invasa la Cecoslovacchia, lo fanno prigioniero e lo internano in un campo di concentramento in Baviera, dove muore di tisi.

Fernando Lopes-Graça (1906-1994) è un autore portoghese, che ha sofferto la persecuzione da parte del regime fascista dell’Estado Novo, che ha oppresso il Portogallo dalla fine degli anni ’20 sino alla rivoluzione dei Garofani nel 1974. Lopes-Graça è impegnato politicamente contro il regime e viene estromesso dagli incarichi pubblici, tenuto in carcere. E’ autore di una musica che sa integrare, in soluzioni di grande qualità espressiva, le risorse di un linguaggio che è decisamente post-tonale, con il recupero di aspetti del patrimonio etnico contadino del Paese. Questo è parte consistente di un impegno politico, che si declina in ambito artistico e in contesti concreti di protesta e resistenza. Nel concerto sono interpretati alcuni dei Preludi (1950-55), eseguiti dalla pianista Maria Rosa Corbolini, Cinco Nocturnos (1959), interpretati da Cosimo Colazzo, e Melodias rusticas portuguesas per pianoforte a quattro mani (1979), nell’interpretazione di Corbolini e Colazzo.

Dimitri Nicolau (1946-2008) è fuggito dalla Grecia dei colonnelli, che è stata feroce contro gli artisti dissidenti. Anche nella sua opera risalta il rapporto con una dimensione popolare e etnica, che deve costituire tessuto di un discorso musicale nuovo, che sia in contatto con la cultura viva della critica e contro la cultura di morte del regime e della propaganda. Colazzo e Dalmaso propongono una delle ultime pagine prodotte, dal titolo Cantilena, del 2007, meditativa, riflessiva, malinconica.

Il brano di Raul Masu (1992), dal titolo Momenti d’inciampo (2013), per elettronica con sassofono baritono (interpreti Dalmaso e Masu), riflette sul concetto della memoria, dei segnali della memoria, che devono costituire inciampo, contro l’abbandono della vigilanza critica.

Per concludere alcune note su Motocontrario ensemble che realizza il concerto. Motocontrario ensemble è un collettivo di compositori e interpreti che concentra il proprio interesse artistico e di ricerca sulla musica del ‘900 e sulle musiche contemporanee. Realizza concerti in cui solleva interesse per queste letterature, portando, sul ‘900, uno sguardo critico, problematizzando le prospettive canoniche e ufficiali. Tiene in forte relazione e costante confronto le dimensioni artistiche e della ricerca. Accanto ai concerti, mira a realizzare laboratori, seminari aperti su tematiche importanti e stringenti nell’odierna complessità culturale. È interessato alle prospettive che emergono nel rapporto tra musica, arte, scienza, tecnologia, società e politica.

Attualmente sono partecipi del progetto, come musicisti, il compositore, pianista e direttore d’orchestra Cosimo Colazzo, la pianista Maria Rosa Corbolini, il compositore, violinista e violista Andrea Mattevi, la compositrice, contrabbassista e musicologa Valentina Massetti, il compositore e pianista Marco Longo, il compositore e interprete di musica elettronica Raul Masu, il sassofonista Emanuele Dalmaso, il trombista Riccardo Terrin. È un ensemble a geomatrie variabili e aperto a contributi plurali.

Di seguito alcune note sugli interpreti nel concerto per la Giornata della Memoria:

Cosimo Colazzo è docente di Composizione al Conservatorio di musica di Trento, del quale è stato direttore dal 2005 al 2011. Insegna anche alla Italian School del Middlebury College, negli Stati Uniti. È membro dell’équipe di ricerca del CESEM, Centro de Estudos Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical della Universidade Nova di Lisbona.

Maria Rosa Corbolini è docente di Pianoforte al Conservatorio di musica di Trento. È stata premiata in Concorsi pianistici e di musica da camera, nazionali e internazionali. Svolge attività nel campo della musica da camera, in varie formazioni, anche su repertori poco frequentati, tenendo concerti per importanti società e festival musicali italiani ed esteri.

Emanuele Dalmaso si è diplomato in Sassofono, con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, nel 2013, al Conservatorio di musica di Trento, sotto la guida di Armando Ghidoni. Ha studiato anche con il sassofonista Pepito Ros, e ha seguito diversi corsi di perfezionamento con David Brutti. Insegna presso la Scuola Musicale “Il Diapason” di Trento.

Raul Masu studia Composizione, al Conservatorio di musica di Trento, sotto la guida di Cosimo Colazzo. Nello stesso Conservatorio studia Musica elettronica con Mauro Graziani. Collabora come musicista ricercatore con l’Experiential Music Lab dell’Università di Trento.

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Trasmissione radiofonica, concerto duo pianistico Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, RTP (Rádio e Televisão de Portugal), Antena 2, trasmissione “Concerto Aberto”

27 novembre 2013 20:00a29 novembre 2013 20:30

Il duo pianistico composto da Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini ha tenuto un concerto al Museu da Música Portuguesa, a Estoril, in Portogallo, il 23 maggio del 2012. Si è trattato di un evento molto atteso, per il programma proposto e per la presenza di un’opera di rilievo del compositore portoghese Fernando Lopes-Graça.

Il concerto è stato registrato da RTP (Rádio e Televisão de Portugal), che è la radio-televisione nazionale portoghese, per il secondo canale della radio nazionale, Antena 2. Ora il concerto viene trasmesso nell’ambito della trasmissione radiofonica “Concerto Aberto” (condotta dalla musicologa e regista Andrea Lupi), che trasmette lungo l’anno gli appuntamenti musicali più importanti che si tengono in Portogallo, con artisti prestigiosi e di livello internazionale.

Il concerto viene proposto in tre puntate, ciascuna di 20 minuti, trasmessa nelle giornate di 27, 28 e 29 novembre 2013, sempre a partire dalle ore 19.00 (orario del Portogallo; ore 20.00 in Italia).

E’ possibile seguire la trasmissione a quest’indirizzo: http://www.rtp.pt/antena2/. Clicando su ‘ouvir emissão’.

Il concerto del duo pianistico Cosimo Colazzo-Maria Rosa Corbolini ha proposto musiche del ’900, a disegnare un percorso di particolare interesse nel campo delle letterature per duo pianistico a quattro mani. Dalle preziose e delicate Berceuses (1905) di Reynaldo Hahn (1874-1947), si passa al sorprendente Parade (1917) di Erik Satie (1866-1925), con il biancore dei suoi suoni, privi di indulgenze sentimentali, che raccontano molto la loro propria forma, le ripetizioni, i gesti, i movimenti cui sono sottoposti, con un gusto tipico, per l’ironia e lo spiazzamento che sorprende. Quindi Alfredo Casella (1883-1947), con due opere del 1915 – Pagine di guerra e Pupazzetti -, che sono di un suo periodo creativo dove si evidenzia il piacere del trattamento ritmico e dissonante, dello sforzo timbrico, come anche delle suadenti mescolanze sonore. Al centro del programma, troviamo le Melodias Rústicas Portuguesas (1979) di Fernando Lopes-Graça (1906-1994), autore portoghese, che ha espresso un’opera consistente, densa, pregna di valori artistici, articolando un certo interesse per il patrimonio folclorico portoghese con ricerche linguistiche che attingono a tutte le risorse post-tonali. Egli tesse un dialogo tra quel mondo, che per lui è esempio di impegno, esaltazione dei valori del lavoro e della terra, e una ricerca che spinge nel senso dell’apertura della conoscenza e dell’esperienza, dell’innovazione, delle conquiste di consapevolezza e socialità. Ottorino Respighi (1879-1936) è presente con Sei piccoli pezzi (1926), un’opera raffinata per le ricercate armonie, come anche per soluzioni timbriche evocate dalla tastiera. Infine Gyorgy Ligeti (1923-2006), con Cinque pezzi (1942-50), il suo piacere per la materialità del suono, anche certe sue riprese di sapore folclorico ungarico, il tutto inquadrato in pagine perfettamente scolpite e incise.

Tra i prossimi impegni di Cosimo Colazzo, un intervento di concerto a Palacio Foz, uno dei più bei palazzi storici di Lisbona. E una conferenza all’Universidade Nova di Lisbona.

7 novembre 2013
21:30a22:30
8 novembre 2013
16:00a17:30

  Cosimo Colazzo è a Lisbona, dove giovedì 7 novembre, alle ore 21,30, terrà un intervento di concerto, nell’ambito di un programma con musiche di autori portoghesi e brasiliani, a Palacio Foz. Colazzo eseguirà musiche di Fernando Lopes-Graça, un autore portoghese del ‘900, del quale va indagando approfonditamente l’opera, sia nel senso della ricerca musicologica che della produzione in forma di concerto.

Terrà, inoltre, il giorno successivo, venerdì 8 novembre, una conferenza all’Universidade Nova di Lisbona, su Lopes Graça, nell’ambito di un congresso dedicato ai rapporti tra Portogallo e Brasile, osservati nel punto di vista musicologico.

Lopes-Graça esprime la via di un impegno estetico, che guarda al rinnovamento del linguaggio musicale, in senso anti-retorico, nella prospettiva di costruzioni di tipo post-tonale. Nello stesso tempo trova essenziale l’apertura al patrimonio folclorico rurale e contadino. Lì si tesse una relazione strutturata tra i linguaggi post-tonali, su cui indaga, e il pensiero musicale arcaico contadino. Si danno risonanze forti che la musica di Lopes-Graça raccoglie. In questa prospettiva Lopes-Graça si propone come una traccia del massimo interesse per un gruppo di compositori brasiliani di talento (Guerra Peixe, Claudio Santoro, Camargo Guarnieri, e altri), che provengono da una formazione di tipo seriale e dodecafonico, ma che vogliono superare questa fase. Ci sono anche spinte di tipo ideologico, nel rifiuto del formalismo della tecnica dodecafonica, che agisce che si costituisce come un universo a sé, separato dal mondo. Comunque risulta chiaro quali prospettive apra il rapporto con Lopes-Graça, e il suo modo di attivare il rapporto con il patrimonio folclorico portoghese.

La relazione di Colazzo approfondisce tutti questi aspetti: di come si articoli la posizione estetica e la posizione politica di Lopes-Graça, e di come si attivi un interesse che riguarda il Brasile. E’ un interesse reciproco, che evidenzia alcuni temi, che diventano cruciali nel dibattito culturale e politico, nonché musicale, degli anni ’50.

Programma del concerto

Programma del Congresso

File audio del concerto pianistico di Cosimo Colazzo a MCA Concert Hall Middlebury College, con musiche di Casella, Colazzo, Mompou, Lopes-Graça, Nin-Culmell

E’ disponibile sul sito www.cosimocolazzo.it la serie di file audio relativa al concerto pianistico tenuto da Cosimo Colazzo alla MCA Concert Hall del Middlebury College, Vermont, Stati Uniti. Il programma del concerto ha compreso vari brani di Cosimo Colazzo (Voiles englouties par Ondine; Stanze; La piega il respiro), A notte alta di Alfredo Casella, Preludi di Federoco Mompou, Cinco Nocturnos di Fernando Lopes-Graça e Tonadas di Joaquin Nin-Culmell.

Di seguito i file per l’ascolto.

  • Registrazione live Concerto Middlebury College – Italian School, MCA Concert Hall, Mercoledì 31 luglio 2013, ore 21.00. Mediterraneo notturno meridiano, Recital pianistico di Cosimo Colazzo. Musiche di Casella, Colazzo, Mompou, Lopes-Graça, Nin-Culmell

Alfredo Casella (1883-1947), A notte alta (1917) poema musicale per pianoforte op. 30 [File MP3] [23:39] 

Cosimo Colazzo (1964), Voiles englouties par Ondine (1988) per pianoforte [File MP3] [05:24] 

Federico Mompou (1893-1987)da Preludes (1928) pour piano (Dans le style romance – Energiquement – Lentement et très espressif – [4] – Moderato, pour la main gauche) [File MP3] [20:00] 

Cosimo Colazzo (1964)Stanze (1997) per pianoforte [File MP3] [o9:00] 

Fernando Lopes-Graça (1906-1994)Cinco nocturnos (1959) per pianoforte (Tranquilo – Misterioso – Lusingando – Sostenuto – Lamentoso) [File MP3] [14:34] 

Cosimo Colazzo (1964)La piega il respiro (2013) per pianoforte (prima esecuzione assoluta) [File MP3] [12:36] 

Joaquin Nin-Culmell (1908-2004)da Tonadas – Vol. I (1956) per pianoforte (Saratarra naizela  – Jota castellana – Cancion de labrador  – Arada de Salamanca – Diferencia sobre la arada de Salamanca  – Charrada de Salamanca  – Baile de Burgos) [File MP3] [09:39] 

Alla seguente pagina è possibile ascoltare altre interpretazioni pianistiche di Cosimo Colazzo: http://www.cosimocolazzo.it/interprete/mp3-interprete

Per ascoltare le composizioni di Cosimo Colazzo, a questa pagina: http://www.cosimocolazzo.it/compositore/mp3

A questo link il programma di sala del Concerto alla MCA Concert Hall del Middlebury College, del 31 luglio 2013.

Qui di seguito un commento ai brani nel programma del Concerto.

Un viaggio attraverso un’idea particolare di Mediterraneo, visto nella chiave delle immagini della notte, o del sole meridiano.

Nella notte è l’idea della figura che si sfalda in risonanza, in un colore scuro che dilaga. E’ paesaggio silente, che si anima di suoni inediti, legandosi a una coscienza incerta, fluida, aperta al possibile. Così in Alfredo Casella (1883-1947), autore nel 1917 di un poema musicale per pianoforte, A notte alta, dove emerge il Casella che sperimenta una timbrica profetica, rivolta verso la dimensione della macchia sonora, del rumore, insieme con un’idea di forma e di temporalità, molto innovativa, dove vale il senso della risonanza.

Ed è l’idea della notte che emerge anche in un’opera del 1959 di Fernando Lopes-Graça (1906-1994). Si tratta degli splendidi Cinco Nocturnos, con il loro senso profondo dello scavo, dell’essenzialità figurale, insieme con certi scarti improvvisativi, che costituiscono come una piegatura della forma, dentro una dimensione di molta concentrazione e rigore.

Contemplazione, senso della risonanza, apertura dei materiali a un tempo che si allarga e li induce a respirare, senso della piega, della linea curva, si ritrovano nelle composizioni di Cosimo Colazzo: da Voiles englouties par Ondine (1988), con un gioco tecnico molto sottile su certi richiami a Debussy, a Stanze (1997), ripiegato su sonorità in ombra e anche densamente risonanti, al più recente La piega il respiro (2013) che viene presentato in prima esecuzione assoluta nel concerto.

C’è poi la luce mediterranea di Federico Mompou (1893-1987), anch’egli autore di una musica che è risonanza e piegatura del tempo, apertura al notturno, ma anche a una luce meridiana, stupefatta e fissa, nella sua esposizione pura dell’angolo retto. Così nel ciclo dei Preludes (1928).

E poi l’Iberia sognata di Joaquín Nin-Culmell (1908-2004), che dalla Spagna si trasferì negli Stati Uniti, nel 1939, con la madre e la sorella scrittrice Anaïs Nin (per i cui celebri Diari ha scritto le prefazioni) -, insegnando dapprima proprio al Middlebury College, dove Colazzo tiene il concerto. Un omaggio particolare, quindi, anche per questo motivo, a quest’autore, con il concerto. Successivamente Nin-Culmell avrebbe insegnato la Composizione alla University of California di Berkeley. Nelle Tonadas (1956), troviamo una Spagna sognata nel ricordo di una bellezza che è fatta di pochi gesti, di sottili disegni che emergono dentro lo sfumato della memoria.

 

Cosimo Colazzo negli Stati Uniti per alcuni concerti. Docente alla Italian School del Middlebury College, in Vermont, Colazzo dedica un primo concerto pianistico a musiche del ‘900 e proprie, nel tema della mediterraneità. Notturni e atmosfere contemplative. Un viaggio attraverso il bacino del mare nostrum, la penisola iberica, la Francia, l’Italia.

31 luglio 2013
21:00a23:00

Cosimo Colazzo, docente al Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, è compositore e interprete che indaga soprattutto il Novecento musicale. Dal 2012 è docente al Middlebury College, negli Stati Uniti, dove tiene corsi e laboratori sulla musica e la cultura italiana. Tra luglio e agosto terrà una serie di concerti, presso la splendida cornice dalla Concert Hall del Mahaney Center for the Arts del Middlebury College. Il primo è un concerto pianistico, che tiene mercoledì 31 luglio alle ore 21:00. Nel concerto, che reca il titolo “Mediterraneo notturno meridiano”, Colazzo propone un programma con musiche proprie e di autori del ‘900, quali Alfredo Casella, Federico Mompou, Fernando Lopes-Graça, Joaquin Nin-Culmell. E’ un viaggio attraverso un’idea particolare di Mediterraneo, visto nel chiave delle immagini della notte, o del sole meridiano.

Nella notte è l’idea della figura che si sfalda in risonanza, in un colore scuro che dilaga. E’ paesaggio silente, che si anima di suoni inediti, legandosi a una coscienza incerta, fluida, aperta al possibile. Così in Alfredo Casella (1883-1947), autore nel 1917 di un poema musicale per pianoforte, A notte alta, dove emerge il Casella che sperimenta una timbrica profetica, rivolta verso la dimensione della macchia sonora, del rumore, insieme con un’idea di forma e di temporalità, molto innovativa, dove vale il senso della risonanza.

Ed è l’idea della notte che emerge anche in un’opera del 1959 di Fernando Lopes-Graça (1906-1994) che viene presentata nel concerto. Si tratta degli splendidi Cinco Nocturnos, con il loro senso profondo dello scavo, dell’essenzialità figurale, insieme con certi scarti improvvisativi, che costituiscono come una piegatura della forma, dentro una dimensione di molta concentrazione e rigore.

Contemplazione, senso della risonanza, apertura dei materiali a un tempo che si allarga e li induce a respirare, senso della piega, della linea curva, si ritrovano nelle composizioni di Cosimo Colazzo: da Voiles englouties par Ondine (1988), con un gioco tecnico molto sottile su certi richiami a Debussy, a Stanze (1997), ripiegato su sonorità in ombra e anche densamente risonanti, al più recente La piega il respiro (2013) che, nella versione per pianoforte solo, viene presentato in prima esecuzione assoluta nel concerto.

C’è poi la luce mediterranea di Federico Mompou (1893-1987), anch’egli autore di una musica che è risonanza e piegatura del tempo, apertura al notturno, ma anche a una luce meridiana, stupefatta e fissa, nella sua esposizione pura dell’angolo retto. Così nel ciclo dei Preludes (1928), di cui Colazzo presenta i primi sei brani.

E poi l’Iberia sognata di Joaquin Nin-Culmell (1908-2004), che dalla Spagna si trasferì con la famiglia  – anche con la sorella scrittrice, Anaïs Nin (per i cui celebri Diari ha scritto le prefazioni) – negli Stati Uniti, nel 1939, insegnando dapprima proprio al Middlebury College, dove Colazzo tiene il concerto. Un omaggio particolare, quindi, anche per questo motivo, a quest’autore, con il concerto. Successivamente Nin-Culmell avrebbe insegnato la Composizione alla University of California di Berkeley. Nelle Tonadas, di cui Colazzo esegue sette brani dal primo volume (del 1956), troviamo una Spagna sognata nel ricordo di una bellezza che è fatta di pochi gesti, di sottili disegni che emergono dentro lo sfumato della memoria.

Qui il programma del concerto

Qui il sito del Middlebury College

Qui il sito del Mahaney Center for the Arts presso il Middlebury College.

Un’immagine della Concert Hall

Comunicato stampa

Un concerto del duo pianistico Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini al Festival Eterotopie di Mantova. Domenica 23 giugno alle 11.30 al Palazzo di San Sebastiano.

23 giugno 2013
11:30a13:00

Il concerto si tiene nell’ambito di un festival, come Eterotopie, curioso di aprire prospettive e letture intorno ad alcuni spunti tematici, e di intrecciare rapporti tra musica e altre dimensioni artistiche. Nell’edizione 2013 il tema rilevante del festival (che si svolge a Mantova dal 21 al 30 giugno) è quello del mito. Il concerto di Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, docenti al Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, reca il titolo “Il mito oscuro meridiano”. Si tiene domenica 23 giugno alle ore 11.30 al Palazzo di San Sebastiano a Mantova. Attraverso le musiche di Massetti, Colazzo, Lopes-Graça, Casella e Ligeti, il concerto del duo indaga ricerche del ‘900 e attuali volte ad allargare il senso del suono e del tempo musicale, verso dimensioni altre, fatte di una materialità scura e profonda, o anche di visioni trasparenti e lucide, o del senso dell’attesa e dell’incanto.

Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini sono protagonisti nella forma del duo pianistico per pianoforte a quattro mani e per due pianoforti, al Festival “Eterotopie | altri luoghi”, che si svolge a Mantova (dal 21 al 30 giugno), in un concerto che reca il titolo “Il mito oscuro meridiano” e si inquadra in un più ampio interesse del festival, nell’edizione 2013, rivolto al tema del mito.

Mito oscuro, come richiamo alla dimensione ctonia e profonda del mito, inesauribile e originaria, attrattiva come abisso indistinto. Mito anche come visione meridiana e trasparente delle cose. Il mito può essere altalenante tra opposte polarità. E il programma del concerto vuole proprio dare rappresentazione di uno spettro di significati che si propone nel senso dello scuro profondo, della materialità che avvolge tutto nelle sue spire, o anche della trasparenza, della lucidità, dell’angolo retto, della sospensione e dell’incanto.

Il programma del concerto, che si tiene domenica prossima 23 giugno alle ore 11.30 a Palazzo San Sebastiano, propone musiche del ‘900 e contemporanee. Sono proposte, con il programma, alcune opere di Valentina Massetti e di Cosimo Colazzo. Insieme con opere di Alfredo Casella, Fernando Lopes-Graça, Gyorgy Ligeti.

Di Valentina Massetti (1984), il duo propone un’opera fatta di atmosfere silenti e sospese, di un gioco percettivo che si rivolge alle possibilità evocative del vuoto. Massetti, di cui viene eseguito il brano dal titolo Linee sospese (2013) per pianoforte a quattro mani, è una giovane compositrice trentina. Diplomata in Contrabbasso al Conservatorio di Trento, in Didattica della musica al Conservatorio di Venezia, laureata in Musicologia all’Università Ca’ Foscari, attualmente sta concludendo gli studi di composizione al Conservatorio di Trento. Ha sviluppato un suo linguaggio, che si distingue nel senso dell’uso di materiali estremamente ridotti ed essenziali, atti a generare, insieme con il silenzio che li circonda, un senso intimo dell’espressività.

Di Cosimo Colazzo (1964) sono in programma alcune opere che esprimono il gusto, che è proprio del compositore, per una forma che può deviare, differire il suo corso, evidenziando il momento, l’evento nella sua propria liricità, nella  sua risonanza. Nelle opere comprese nel programma, da Stanze (1997/2013) per pianoforte a quattro mani, a Preludes (1988/2011) per due pianoforti, al più recente La piega il respiro (opera del 2013, nell’occasione in prima assoluta) per pianoforte a quattro mani, si produce il senso dello stare incantati nell’attesa, nel trascorrere del tempo, che è risonanza, memoria. Il tempo non è misura ordinata, è piega e deviazione, flusso, deflusso e respiro.

Il concerto propone, inoltre, la figura significativa di Alfredo Casella (1983-1947), autore di forte personalità, che rivela un infallibile gusto per la dissonanza, il trattamento espressivo dei materiali e la passione per la ritmica incisiva.  La musica di Alfredo Casella, con Pagine di guerra (1915), parla in termini duri e dissonanti, della materia orribile della guerra. Certo indulgere al tratto d’immagine è subito compensato da un senso asciutto della dissonanza e del ritmo. Come in Pupazzetti (1915), che asciuga, con il senso del gioco e dell’ironia, ogni retorica sentimentale. Forme e geometrie in evidenza. Il tutto netto, trasparente, preciso, meridiano nella misura precisa di ogni relazione.

Gyorgy Ligeti (1923-2006) è molto persuasivo, con i suoi Cinque pezzi (1942-1950), nella volontà di trovare un linguaggio preciso e articolato, che propone alcuni richiami, in certi casi, rispetto al senso della musica popolare ungherese, con il suo senso acceso del ritmo, con la sua modalità così eccentrica. Si tratta di una serie di opere brevi, che fanno parte della produzione giovanile di Ligeti, e che sono rivelative di una passione dell’autore per i materiali fatti di tagli formali recisi, di atmosfere nette, del piacere per il gioco ritmico spiazzante.

Nel programma sono infine presenti due opere per due pianoforti di Fernando Lopes-Graça (1906-1994), autore portoghese che ha realizzato una vasta opera, tutta rivolta all’Europa della ricerca e dell’impegno per il rinnovamento dei linguaggi.  Lopes-Graça ha subito la persecuzione del regime fascista  salazariano. E’ un autore che troviamo da subito fortemente proiettato in direzione europea, con il suo linguaggio compositivo, che può richiamare in certi aspetti Bartók, o Stravinskij, o Hindemith. Nella sua musica ritroviamo talento, cultura, tecnica e metodo. Il concerto propone Prelúdio, Cena e Dança (1929/1973) un’opera che evidenzia un profilo sempre molto geometrico. E Paris 1937 (1937/1968), dove c’è il senso percussivo del pianoforte, il gusto della dissonanza materica, insieme con il gioco che apre all’intrusione del leggero, del suono corrente, del jazz, del charleston, del valzer, sempre deformati, virati verso la dissonanza e la stratificazione politonale.

Qui il programma del concerto.

Qui il programma del festival Eterotopie nell’edizione 2013.

Inoltre, il sito di Eterotopie | altri luoghi.