Archivi categoria: Studi e saggi, pubblicazioni

Paesaggi dell’antichità. Prima sessione delle Giornate di studio dedicate a Carlo Belli.

11 ottobre 2018
10:00a13:00

MONDI PLURIVERSI. MUSICA E CULTURA IN CARLO BELLI, ROVERETANO IN MAGNA GRECIA

GIORNATE DI STUDIO E CONCERTI – Rovereto 11-12-13 ottobre 2018

Giovedì 11 ottobre 2018 ore 10  – Rovereto, Sala Belli, Palazzo Alberti Poja

Prima sessione dell Giornate di studioPaesaggi dell’antichità

Modera Sergio Poggianella (FSP Fondazione Sergio Poggianella)

Franco Nicolis (direttore Ufficio Beni Archeologici, Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia autonoma di Trento). Carlo Belli tra storia, archeologia e immaginazione poetica

Maria Costanza Lentini (direttrice Polo Regionale di Catania per i Siti Culturali Parchi Archeologici). Carlo Belli, Paolo Orsi e la Sicilia

Aldo Siciliano (professore ordinario Numismatica Greca, Università del Salento). Carlo Belli a Taranto

Giuliana Adamo (docente di Italianistica, Trinity College, Dublin). Passeggiate nella Magna Grecia. Una rilettura odierna dell’opera di Carlo Belli

Eleonora Zen (Responsabile sito, Fondazione Museo Civico Rovereto). Carlo Belli e il mondo del web: un sito internet per lo studio e la conservazione dell’archivio

Carlo Belli, intellettuale roveretano protagonista del discorso sulle arti nel ‘900 e teorico dell’arte astratta. Due giornate di studio e due concerti. A Rovereto dall’11 al 13 ottobre 2018. Per iniziativa dell’Associazione “Piazza del Mondo”

11 ottobre 2018 10:00a13 ottobre 2018 20:00

Giovedì 11 Ottobre, alle ore 10.00, nella “Sala Belli” del Palazzo Alberti Poja a Rovereto, si apre una manifestazione organizzata dall’Associazione culturale Piazza del Mondo dal titolo Mondi pluriversi: musica e cultura in Carlo Belli, roveretano in Magna Grecia. Giornate di studio e concerti. 11-12-13 ottobre 2018. L’iniziativa – volta a celebrare la mente rinascimentale del grande intellettuale roveretano del ‘900, la sua attività in riferimento a varie arti (musica, architettura, arti visive, archeologia) e la sua eredità culturale -, è stata resa possibile grazie a: la collaborazione con Comune di Rovereto, Mart (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), Fondazione Museo Civico Rovereto, Associazione Filarmonica Rovereto, Associazione culturale MotoContrario; il sostegno di Provincia autonoma di Trento, Regione autonoma Trentino Alto Adige, Comune di Rovereto, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto; e  il patrocinio dell’ Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici. Aprono l’incontro i saluti di Maurizio Tomazzoni, assessore alla cultura, e di Alessandra Cattoi, direttrice del Museo Civico.  A seguire il benvenuto di Giuliana Adamo, Presidente di Piazza del Mondo. Le due giornate di studio, intitolate, rispettivamente,  Paesaggi dell’antichità (modera Sergio Poggianella) e  Il futuro delle arti (modera Ugo Morelli), prevedono gli interventi di esperti e cultori delle  arti amate e/o praticate dal Belli: studiosi, archeologi, architetti, mucisisti, numismatici, critici letterari archivisti, direttori di musei etc. si alterneranno in un dialogo plurivoco che evochi e possa rendere la complessità e l’attualità dell’universo belliano. Saranno presenti, nella prima sessione di giovedì 11 ottobre: Franco Nicolis (Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia autonoma di Trento), Maria Costanza Lentini (Polo Regionale di Catania per i Siti Culturali Parchi Archeologici), Aldo Siciliano (Università del Salento), Giuliana Adamo (Trinity College Dublino), Eleonora Zen (Museo Civico Rovereto). Nella seconda sessione di venerdì 12 ottobre: Paola Pizzamano (Museo Civico di Rovereto), Mauro De Luca (Università di Camerino), Cosimo Colazzo (Conservatorio di musica di Trento), Nicoletta Boschiero (Mart) Paola Pettenella (Archivi storici, Mart).

Le giornate prevedono due concerti serali. Il primo – giovedì 11 ottobre, alle 20.45, alla Sala Filarmonica di Rovereto -, Il mondo musicale di Carlo Belli. Sax e pianoforte, con Emanuele Dalmaso (sassofono) e Cosimo Colazzo (pianoforte), musiche di Carlo Belli, Alfredo Casella, Igor Stavinskij, Alexandre Tcherepnine, Ervin Schulhoff, Darius Milhaud. Il secondo, sabato 13 ottobre 2018 alle 17.30, alla Biblioteca Civica di Rovereto, Palazzo dell’Annona, Il mondo musicale di Carlo BelliVoce e pianoforte, con Roberto Abbondanza (baritono) e Cosimo Colazzo (pianoforte), musiche di Francis Poulenc, Maurice Ravel, Goffredo Petrassi, Cosimo Colazzo.

Si tratta di un’opportunità di grande arricchimento culturale e musicale in nome di un grande roveretano capace di far dialogare fra loro le arti e il mondo, il Nord e il Sud in nome della misura e della bellezza. Notizie anche sul sito dell’Associazione Culturale “Piazza del Mondo”: www.piazzadelmondo.it. In particolare alla pagina: http://www.piazzadelmondo.it/wp/mondi-pluriversi.

Ingresso libero a tutti gli eventi.

Ulteriori Materiali:

Locandina

Programma di sala generale

Programma di sala concerti

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Per informazioni:

Associazione culturale “Piazza del Mondo”, www.piazzadelmondo.it, tel. +39 3803207730

Fondazione Museo Civico di Rovereto, +39 0464 452800

Servizio Istruzione, Cultura e Sport, Comune di Rovereto, tel. +39 0464 452256

Il futuro delle arti. Seconda sessione delle Giornate di studio dedicate a Carlo Belli

12 ottobre 2018
10:00a13:00

MONDI PLURIVERSI. MUSICA E CULTURA IN CARLO BELLI, ROVERETANO IN MAGNA GRECIA

GIORNATE DI STUDIO E CONCERTI – Rovereto 11-12-13 ottobre 2018

Giovedì 12 ottobre 2018 ore 10 – Rovereto, Sala Belli, Palazzo Alberti Poja

Giornate di studio. Seconda sessione. Il futuro delle arti

Modera Ugo Morelli (Università di Bergamo)

Paola Pizzamano (responsabile Sezione Arte, Fondazione Museo Civico di Rovereto). Lo scultore Carlo Fait e il nipote Carlo Belli, due generazioni a confronto

Mauro De Luca (professore Emerito, Facoltà di Architettura e Design, Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno). Carlo Belli e l’architettura del XX secolo

Cosimo Colazzo (docente di Composizione, Conservatorio di musica di Trento). Carlo Belli, la musica, la composizione

Nicoletta Boschiero (responsabile Casa d’Arte Futurista Depero, Mart). Fuori dal Novecento. Carlo Belli tra astrazione e primitivismo

Paola Pettenella (responsabile Archivi storici, Mart). “Migliaia di lettere a me indirizzate”. Carlo Belli costruttore del suo archivio

Pubblicata la voce dedicata a Lopes-Graça, a cura di Cosimo Colazzo, compresa nel Dicionario Biografico Caravelas. Con uno studio analitico-musicologico sul linguaggio compositivo dell’autore portoghese e sulle relazioni che vengono a intessersi in direzione del Brasile e con compositori brasiliani

Il “Dicionario Biografico Caravelas”, a cura di Caravelas Núcleo, centro di ricerca della Universidade Nova di Lisbona, pubblica la voce “Lopes-Graça” curata da Cosimo Leonardo Colazzo. A partire da questo link –http://caravelas.com.pt/dicionario_biografico_caravelas.html – è possibile navigare online l’intero Dicionario, che si configura come un lavoro in progress, dedicato a repertoriare autori e opere portoghesi e brasiliani nell’arco della storia della musica. Lopes-Graça è autore portoghese del Novecento, che nella propria opera include l’interesse per il folclore contadino, tuttavia trasceso in forme di linguaggio post-tonale, insieme con una spiccata sensibilità per le risorse sonore, per le piegature del tempo, che in alcuni momenti aprono a momenti di pronunce libere e flessibili. Questo link – http://193.136.113.20:8020/…/dicionario_caravelas/139a… – conduce al saggio di Cosimo Colazzo  (nella versione originale in lingua italiana, e in portoghese, nella traduzione di Alberto Pacheco,), che costituisce l’approfondimento analitico-musicologico della voce dedicata a Lopes-Graça, nella forma di uno studio, pubblicato online dal Dicionario, che approfondisce il linguaggio compositivo di Lopes-Graça, insieme con le relazioni che vengono a tessersi tra il compositore portoghese e alcuni compositori brasiliani.

Link correlati:

Dicionario Biografico Caravelas, online

Il saggio di Cosimo Colazzo, in formato PDF

Ethnos è il titolo del quinto concerto del festival Contrasti. Alla Sala Grande del Buonconsiglio a Trento, venerdì 30 Maggio. Alle ore 20.00 un incontro con Cosimo Colazzo sul tema del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il Novecento. Poi, dalle 20.45, un concerto del Motocontrario ensemble: un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze che hanno vissuto le periferie come luoghi di rinnovamento dei linguaggi

30 maggio 2014
20:00a22:00

Lopes-Graça2Lopes-Graça1“Ethnos” è il titolo del quinto concerto del festival “Contrasti”, organizzato dal Motocontrario ensembe e dal Castello del Buonconsiglio. Alla Sala Grande del Castello, a Trento,  venerdì 30 maggio, a partire dalle 20.00. Prima un incontro culturale con Cosimo Colazzo sul tema del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il Novecento, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze,  dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. E poi, dalle 20.45, un concerto del Motocontrario ensemble (con Margherita Franceschini, Andrea Mattevi, Marco Longo, Emanuele Dalmaso, Cosimo Colazzo, Maria Rosa Corbolini), che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Nel ‘900 musicale è complessa la vicenda di come si è sviluppato l’interesse dei compositori per i patrimoni popolari. Vi confluiscono, dapprima, istanze nazionaliste, volte a recuperare il senso delle identità specifiche, contro i linguaggi dominanti, dei paesi culturalmente più forti. Russia, Ungheria, Spagna, Finlandia: l’Europa periferica è attraversata da quest’interesse. In alcuni autori la ricerca sui patrimoni popolari si è legato a un’istanza sociale, se non politica, di rivendicazione delle culture più marginalizzate: in questo senso, ad esempio, si è sviluppato l’interesse di ricerca per i repertori musicali contadini. Di questo tratta il quinto appuntamento del festival “Contrasti”, che si svolge alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio, organizzato dallo stesso Castello e dal Motocontrario Ensemble. Venerdì 30 maggio, alle ore 20:00 Cosimo Colazzo tiene un incontro dal titolo “Musiche tra ricerca, mito e politica del folclore” sul tema dei del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il ‘900, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze,  dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. Di seguito a quest’incontro, alle ore 20:45, si tiene il concerto del Motocontrario ensemble, dal titolo “Ethnos”, che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály, Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Il ‘900 ha sviluppato un interesse per le culture popolari e contadine perseguendo un metodo nuovo, maggiormente rispettoso degli stessi oggetti di ricerca. Si è trattato di recuperarli in una dimensione originaria, senza interventi volti ad adattarli dentro confezioni accette e piacevoli. L’etnomusicologia ha sostenuto un interesse di questo tipo, che ha riguardato anche i compositori, in certo rapporto creativo, di segno innovativo, che hanno voluto tessere con i repertori popolari. Un compositore come Béla Bartók è esemplare in questo senso, perché ha raccolto e registrato una grande vastità di repertori, nel suo paese, più ampiamente nell’Europa centro-orientale, ma poi anche in altri luoghi, in Turchia, ad esempio, e sino in Algeria. Ha legato questo interesse scientifico per i patrimoni popolari a un interesse artistico, che ha colto i materiali popolari nella loro carica di novità, capace di stimolare il superamento dei linguaggi tradizionali colti. In questo stesso senso si è mosso un altro compositore ungherese, come Zoltán Kodály (1882-1967), del quale Margherità Franceschini interpreta la Sonata op. 8 (1915) per violoncello solo. Più in generale tutta la cultura musicale ungherese ha vissuto intensamente questa linea di ricerca musicale. E’ da lì che prende le mosse György  Ligeti (1923-2006), del quale viene eseguita nel concerto, la Sonata (1948/1953) per violoncello solo, per poi sviluppare un linguaggio personale e fortemente sperimentale circa le possibilità del suono e dei variabili aggregati che può generare. In Portogallo Fernando Lopes-Graça (1906-1994) ha determinato parte della propria ricerca compositiva nel segno del rapporto con i repertori popolari contadini, rivissuti nel segno di un linguaggio post-tonale capace di innestare sistemi sonori avanzati nel rapporto con le melodie popolari, come accade nelle Melodias rústicas portuguesas, di cui nel concerto Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, in duo pianistico, pianoforte a quattro mani, propongono 3° Quaderno, del 1979. Questa dei rapporti con i repertori popolari è un’esperienza che molto coinvolge anche autori brasiliani, tesi in senso nazionalista o di riscatto sociale a dare dignità di presenza artistica ai repertori delle zone più autentiche del Brasile. In questo senso va letta l’esperienza di Caesar Guerra Peixe (1914-1993) – che ebbe rapporti di scambio culturale con Lopes-Graça -, rilevabile nel concerto con la sua Suite Nordestina (1947) per viola e pianoforte, che sarà interpretata da Andrea Mattevi (viola) e Marco Longo (pinaoforte). E in tempi più recenti, una parte della produzione di Ricardo Tacuchian (1939), del quale Cosimo Colazzo esegue Leblon à tarde (2003) per pianoforte. Dimitri Nicolau (1946-2008), compositore greco, ha incrociato il suo senso di un’arte politicamente impegnata, contro il regime dei colonnelli, con un interesse al recupero dei tratti più autentici della cultura musicale greca, che vive all’incrocio tra mondo orientale e occidentale dell’Europa.  Di Nicolau il sassofonista Emanuele Dalmaso interpreta, nel concerto, due brani da Dissidence (2003) per sassofono solo. Qui per il programma PDF del concerto ———————— Info: press@buonconsiglio.it    –    motocontrarioensemble@gmail.com web: www.motocontrario.it     –     facebook: https://www.facebook.com/motocontrarioensemble.

Apertura del festival “Contrasti” al Castello del Buonconsiglio con il Motocontrario Ensemble. Due concerti. Il primo, giovedì 24, sulla Russia musicale del ‘900, stretta nella morsa dello stalinismo e del regime, eppure creativa, con autori di grande interesse, come Ustvolskaya e Denisov. E il secondo, il 25 aprile, su musica e resistenza, su autori che in Europa hanno sofferto le persecuzioni dei vari fascismi.

24 aprile 2014
20:00a22:00
25 aprile 2014
20:00a22:00

 Due concerti aprono il festival “Contrasti” al Castello del Buonconsiglio, il 24 e il 25 aprile. Un primo concerto, il 24 aprile (a partire dalle ore 20.00 alla Sala Grande del Castello), sulla Russia musicale del ‘900, stretta nella morsa dello stalinismo eppure creativa, nelle forme del plurilinguismo ironico o anche di personalissime fughe in paesaggi vuoti e ridotti, dove la voce del potere non può arrivare. Il secondo concerto, il 25 aprile (sempre dalle 20.00 alla Sala Grande), per la Festa della Liberazione, dedicato ai temi della Resistenza e dei fascismi in Europa. I due concerti sono tenuti dal Motocontrario ensemble, che organizza il festival insieme al Castello del Buonconsiglio.

Apre il Festival “Contrasti”, che si svolge al Castello del Buonconsiglio dal 24 aprile al 19 giugno, con due eventi di particolare interesse. Il primo concerto, quello inaugurale, è dedicato ad autori russi del ‘900, e apre una finestra ricca, intensa sui linguaggi compositivi che attraversano il secolo in Russia, nel condizionamento forte del potere sovietico, e dei ferrei indirizzi di politica culturale. In un tale contesto le creatività individuali devono trovare la strada di una soluzione creativa. Agli inizi rivoluzionaria e trasgressiva, poi deve conformarsi a certi tratti richiesti dal potere per l’arte. L’opera assume così delle maschere e registra la sua originalità attraverso lo strumento dell’ironia, come accade in Dmitri Schostakovich. Oppure, più seriamente, avanza radicalmente l’intenzione di soffocare ogni istanza dell’io espressivo, con un linguaggio ridotto, arcaico, nudo e quasi vuoto, come nella Ustvolskaya dei Preludi per pianoforte. Anche l’ultimo Schostakovich, come nell’ultima sua opera, la Sonata per viola e pianoforte, si farà meditativo e introflesso, contemplativo di paesaggi nudi, senza indulgenze espressive. C’è anche, nel concerto, la generazione più giovane, rappresentata da Edison Denisov, che si ritrova attiva negli anni stagnanti di Breznev, e avanza le richieste di voci nuove, con azioni forti di pressione culturale. Da qui una musica densa di forza sonora, di aspirazioni sperimentali, come accade in Denisov e nella sua Sonata del 1970 per sax e pianoforte.  Il Motocontrario ensemble offre questo concerto giovedì 24 giugno  a partire dalle ore 20.00, alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio. Il concerto è preceduto da una conversazione con Cosimo Colazzo, sulle sorprese e gli spiazzamenti del linguaggio compositivo di Galina Ustvolskaya, capace di dire, nella sua forma, l’orrore senza redenzione dello stalinismo.

Il giorno successivo, 25 aprile, per la Festa della Liberazione, sempre a partire dalle ore 20.00, e sempre alla Sala Grande del Castello, un concerto dedicato ai temi della Resistenza e della musica. Non solo la resistenza italiana, ma le resistenze europee contro il nazismo e il fascismo. Dall’italiano Vittorio Rieti riparato negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni razziali, al cecoslovacco ebreo e comunista Erwin Schulhoff, morto in Germania in un campo di concentramento, al greco Dimitri Nicolau fuggito in Italia e fiero oppositore della dittatura dei colonnelli, al portoghese Fernando Lopes-Graça oppositore irriducibile del regime fascista di Salazar. Anche in questo caso un incontro culturale precede il concerto, con Cosimo Colazzo, sui temi di musica e resistenza, musica e regimi dittatoriali, musica e censura.

L’ingresso, per tutti gli eventi, è libero.

A partire da questo link, il Programma di sala degli eventi del 24 aprile 2014.

Da questo altro link, il Programma di sala degli eventi del 25 aprile 2014.

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Info:

press@buonconsiglio.it

motocontrarioensemble@gmail.com

Notizie anche su facebook: https://www.facebook.com/motocontrarioensemble

Un saggio di Cosimo Colazzo sul linguaggio compositivo di Federico Mompou, in un volume per i tipi della casa editrice inglese Cambridge Scholars Publishing

E’ recente la pubblicazione di un saggio che Cosimo Colazzo ha dedicato all’analisi musicale dell’opera di Federico Mompou, dal titolo La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou. Il saggio è compreso in un volume collettaneo, che raccoglie vari saggi sul tema dell’alterità per come si sviluppa e si individua nei contesti culturali ispanici, nel ‘900 e anche nel mondo contemporaneo, a cura di Teresa Fernández Ulloa, dal titolo Otherness in Hispanic culture, appena pubblicato dalla casa editrice inglese Cambridge Scholars Publishing (pp. 603, £ 69). Il libro è acquistabile sul sito della casa editrice (http://www.cambridgescholars.com/) e presso Amazon USA e Amazon UK.

Il tema dell’alterità, nel volume, è indagato in riferimento all’opera poetica, al linguaggio cinematografico, alla musica, alla letteratura, ed è osservato in rapporto alle questioni di genere e del femminile. Un ampio affresco, un panorama articolatato che osserva la Spagna nella sua produzione culturale, in varie fasi della storia recente, dalla lunga ombra della dittatura franchista, al passaggio verso la democrazia e alle evoluzioni di essa.

Federico Mompou (1893-1987), autore catalano del ’900, è stato fatto oggetto di studio, in diverse occasioni, da parte di Cosimo Colazzo, compositore, docente al Conservatorio “Bonporti” di Trento. La ricerca di Colazzo si è portata soprattutto agli aspetti del linguaggio compositivo di Mompou, che si individua sulla base di alcuni criteri prediletti, che costituiscono una sorta di metodo nella composizione. Tutto questo ha riferimento in precise scelte di poetica musicale, e si riflette anche sul piano dell’interpretazione musicale, rispetto a cui Mompou ha impegnato alcune personali considerazioni.

Mompou appare, secondo il saggio di Colazzo, come un autore particolarmente votato alla ricerca sul suono, che è colto in dimensioni sottili di ascolto, apprezzato negli aspetti trasformativi della dinamica e di un’agogica flessibile ed elastica. Non è un’entità puntuale, è composto di silenzio e di risonanza. Per questo è compromesso costitutivamente con il tempo.

Mompou vive in una dimensione sua propria, come di fuga della realtà, votato a una missione di cura per il suono. Scrive poche partiture, in cui distilla una sensibilità che vuole rendersi molto affinata e non si contenta di semplicemente produrre. Deve pervenire a un risultato originale, frutto di un filtro costante dell’ascolto.

Contro la realtà, anche di oppressione, che la Spagna vive con il franchismo, opta, di fatto, per l’esilio interiore. Le sue scelte di vita sono state come di un evitamento del conflitto, di una sospensione della realtà, dell’assunzione del quotidiano in una dimensione sospesa e atemporale, fatta di frammenti, e questi come silenti e irrelati.

Una dimensione della sospensione, del differimento della scelta, dell’attesa, che si riverbera nelle dimensioni, probabilmente, del politico come dell’arte. E’ qui, nella sua musica, così personale, che troviamo il senso di un esistenzialismo, che può dirsi cifra del sonoro ricercato e dell’organizzazione compositiva.

C’è il senso che l’intervento compositivo non può corrispondere a piani preordinati, a una presa forte e ordinante del soggetto che sceglie e organizza. C’è l’idea che la composizione deve integrarsi radicalmente con la dimensione dell’ascolto, la scrittura deve confrontarsi con l’oralità, con l’attesa di una suggestione ricercata anche in una dimensione di passività. Mompou non sviluppa, piuttosto ripete, o traspone.

Esiste un metodo compositivo, che è proprio della musica di Mompou, e che lo studio di Colazzo indaga e rileva, individuandolo negli aspetti più pregnanti. L’analisi musicale svolta si concentra intorno ai quattro quaderni di Musica callada. Rileva alcuni criteri maggiormente attivi. Innanzitutto Mompou agisce molto nel segno della ripetizione e della traslazione. Evita un processo compositivo che si fondi sull’idea di sviluppo. Per lui gli eventi devono stare in una condizione di abbandono risonante, perciò è da prediligere la scelta della ripetizione e della trasposizione, in senso anti-evolutivo. Mompou predilige le figure della semplicità, e opera per sottrazione, piuttosto che per stratificazione e addizione di elementi. Può adottare vari sistemi sonori, da quello della modalità, alla tonalità allargata, a escursioni verso l’atonalità. Si rileva la disponibilità a scarti laterali inattesi, ma di grande suggestione espressiva e timbrica, da un sistema all’altro, in alcuni brani. Lo studio di Colazzo, inoltre, si sofferma sulle considerazioni che Mompou svolge in riferimento all’interpretazione della propria opera, che risultano fortemente coerenti, rispetto al piano del metodo compositivo come della poetica musicale espressa.

L’ideale di Mompou è quello dell’attesa e del silenzio, della solitudine, del margine. Tutto si svolge come su una soglia porosa, che può far trapassare ciò che invece è tenuto distinto e separato. L’alterità può rendersi presente. Mompou si propone come in attesa dell’alterità, che lo raggiunga, come in una relazione medianica.  Bisogna che l’io riduca il suo spessore, si faccia trasparente, verso l’alterità, verso l’oltre del suono-nota, verso la risonanza che galleggia nel silenzio.

Il suono non è funzione, è esperienza. Qualcosa che vive in se stesso il senso di un universo mobile e in trasformazione. Il suono di Mompou è così affinato, così ricercato, che si è reso trasparente al silenzio. La sua forma non ha nulla degli archi narrativi ampi e dialettici. E’ fatta dei confini del dilagare di un suono e di una risonanza. Si svolge lenta perché ha bisogno che il suono riveli tutta la sua dimensione intorno, le sue prospettive di fughe e lontananza. Anche le dinamiche si rivolgono al nulla, al quasi-niente. La soglia di suono e silenzio, di io e alterità, intende farsi incerta, confondersi, in una liquidità desiderante.

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Ulteriori notizie ed estratti dal libro, a partire da questo indirizzo: http://www.cambridgescholars.com/otherness-in-hispanic-culture-10

Dettagli bibliografici relativi al saggio di Cosimo Colazzo:

Cosimo Colazzo, La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou, in Teresa Fernández Ulloa (ed.), Otherness in Hispanic Culture, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle, 2014. pp. 580-603.

Per acquistare il libro

Title: Otherness in Hispanic

Editor: Teresa Fernández Ulloa

Subject: Cultural Studies

Publisher: Cambridge Scholars Publishing

City: Newcastle

ISBN-13: 978-1-4438-5389-7

ISBN-10: 1-4438-5389-5

Year of Publication: 2014

Price: £ 69.99

http://www.cambridgescholars.com/otherness-in-hispanic-culture-10

A questo collegamento si trovano informazioni su libri e saggi pubblicati da Cosimo Colazzo: http://www.cosimocolazzo.it/ricerca/libri. In alcuni casi è possibile effettuare download di testi o di estratti di testi.

Cosimo Colazzo alla Indiana University, negli Stati Uniti. Per un concerto con proprie musiche e per tenere una conferenza: rispettivamente giovedì 27 e sabato 29 marzo. Il lunedì successivo 31 marzo, è alla Stony Brook University, a New York, per una conferenza sulla musica italiana del ‘900

27 marzo 2014 19:00a31 marzo 2014 18:00

Cosimo Colazzo visita gli Stati Uniti, come compositore e come docente, da alcuni anni. Tra i prossimi appuntamenti, giovedì prossimo 27 marzo, tiene un concerto alla Indiana University, a Bloomington, alle ore 19.00 presso la Ford-Crawford Hall della Music School, interamente dedicato alla propria musica. L’evento rientra nel contesto di un Simposio, che è organizzato dalla Indiana University, con il suo College Arts and Humanities e il Department of French and Italian diretto da Andrea Ciccarelli. Il Simposio, dal titolo “Aspect of Contemporary Italian Culture: Poetry, Non fiction-Prose, and Music”, si svolge nel giorni 26 e 27 marzo, e ruota intorno a tre figure di artisti e studiosi, di cui si approfondiranno opere e orientamenti di ricerca: per la poesia si tratta di Ernesto Livorni, poeta e studioso di letteratura italiana docente alla University of Wisconsin-Madison; per la saggistica di Antonio Nicaso, che ha scritto numerosi libri, alcuni dei veri e propri best-sellers internazionali, dedicati al tema della mafia, della ‘ndrangheta, in prospettiva storica, o rispetto alle condizioni attuali, nelle ramificazioni che possono riguardare la politica e la dimensione internazionale dei traffici e della finanza; per la musica, appunto, di Cosimo Colazzo, compositore, pianista, direttore d’orchestra, docente di Composizione al Conservatorio di Trento.

Cosimo Colazzo sarà protagonista, con la sua musica, in un concerto monografico, che darà l’opportunità di cogliere il senso di una ricerca artistica, che ha trovato alcune cifre di linguaggio molto personale. L’evento del concerto di giovedì 27 marzo è importante, per il contesto della Indiana University, che è una delle università statunitensi più rinomate e prestigiose, con docenti di grande reputazione e un’utenza internazionale, e per la struttura monografica del concerto, che consisterà di una serie di pezzi per pianoforte, che Colazzo ha composto dal 1997 sino al 2014. Si tratta di una campionatura importante e significativa della produzione compositiva di Cosimo Colazzo, colta nell’arco di quasi vent’anni, capace di disegnare un itinerario della ricerca artistica, nei suoi tratti di continuità, negli elementi di approfondimento e di sviluppo. Al pianoforte, per il concerto, sarà lo stesso compositore.

E’ da rilevare, inoltre, come in quest’occasione vengano presentate due nuove opere, scritte appositamente da Colazzo per quest’occasione di grande rilievo. Si tratterà di Sospeso nell’aria, che prevede anche l’intervento di alcuni momenti di poesia, insieme con il pianoforte, ripresi da versi di Ernesto Livorni (nel caso sarà lo stesso poeta a recitarli nei luoghi del brano che la stessa composizione indica), e di  Le terre rosse e il mare obliquo. Le due opere saranno date, quindi, in prima assoluta.

Il concerto ha nel suo programma, inoltre, Stanze, opera del 1997, che è fatta soprattutto di strutture di accordi risonanti e implicite linearità, secondo una situazione sonora molto stabile e con colori crepuscolari. Viene presentata, inoltre, Disteso a Oriente, una vasta opera dello stesso anno, che sviluppa un pianismo esteso, ricco di colori e di possibilità timbriche, variegato nelle sue possibilità, dallo sfumato verso il più lontano piano e il silenzio risonante, a esplosioni sonore, macchie, grane brillanti. La piega il respiro, del 2013, è un’opera che si fa molto silente, che pratica il vuoto. Gli eventi sono trattenuti, l’ascolto viene introdotto come a una dimensione altra, di abbandono a un tempo che non è quello ordinato e raccolto in proporzioni, ma il tempo degli eventi, di ciò che accade. Non diverso il clima sonoro e d’ascolto cui si accede con Sospeso nell’aria, una partitura poetica e evocativa, fatta di risonanze, di una temporalità sospesa e aperta, di eventi minimi che stanno dentro il tempo, lo abitano con le loro presenze e lo contemplano. L’ultima partitura in programma, Le terre rosse e il mare obliquo è partitura che presenta una certa forza sonora e ritmica. E’ più densa rispetto alla precedente, con un maggior tratto di articolazioni, e con ritmiche pronunciate nelle loro studiate asimmetrie. Ma è anche fatta di soste e di risonanze, di svuotamenti, di improvvisi stati stupefatti. Qui c’è il possibile anche nella forma dell’irrompere di gesti di forza.

Sempre alla Indiana University, il sabato successivo, 29 marzo, Cosimo Colazzo tiene una conferenza, che dedica al tema del rapporto, nella musica del ‘900 e di oggi, rispetto alla dimensione delle musiche etniche, dal titolo Musiche locali e globalizzate. Dal Novecento ad oggi tra marketing culturale, world music e nuove identità, all’interno di una Giornata di studi incentrata sul tema “Italian Pop Music and Lyrics”  Il rapporto di attenzione che si è determinato, a vario livello, rispetto alla musica popolare è andato trasformandosi nel tempo. Dall’idea di unità culturali definite, da rispettare nella loro autonomia, e a cui i compositori hanno potuto riferirsi per sviluppare un discorso nuovo e di ricerca anche dal punto di vista artistico, si è arrivati alla condizione attuale, segnata da una sensibilità che possiamo dire postmoderna. Le identità si sono sfilacciate, mescolate, sfrangiate, così che le unità culturali vengono a corrispondere sempre più e semplicemente a delle etichette, quelle della world music. Non hanno una profondità vitale, in strutture comunitarie e sociali. Sono molto spesso frutto del marketing, e sono allestite per il consumo odierno, segnato dai mezzi tecnologici. Devono potersi mostrare diverse mentre corrispondono a standard accetti di confezionamento.

Il lunedì successivo, 31 marzo, Cosimo Colazzo si sposta a New York, dove, presso la Stony Brook University, altra importante e prestigiosa università, tiene una conferenza – alle ore 16.00 presso la “Melville Library” del “Center for Italian Studies” – dedicata alla musica italiana del ‘900. L’evento si colloca all’interno delle Spring 2014 Lecture Series, che l’Università organizza come eventi della “The Alfonse D’amato Chair in Italian and Italian American Studies”. Si tratta di un ciclo di conferenze, dedicate alla cultura italiana, anche negli aspetti di rapporto con gli Stati Uniti, che prevedono la presenza di importanti studiosi e di artisti. La conferenza di Colazzo traccia un panorama degli sviluppi della cultura musicale e compositiva in Italia, dalla Generazione dell’Ottanta, attraverso le figure e le esperienze di Goffredo Petrassi e Luigi Dallapiccola, sino agli esiti personali quanto profondi, nelle diverse sensibilità, di Luciano Berio e Luigi Nono.

A questi link:

Poster Web del Simposio Aspect of Contemporary Italian Culture: Poetry, Non fiction-Prose, and Music Indiana University

Programma del concerto di Cosimo Colazzo alla Crawford-Hall della Indiana University

Alcune note di Cosimo Colazzo al programma del concerto alla Crawford-Hall della Indiana University

Poster Web della Giornata di Studi Italian Pop Music and Lyrics Indiana University

Poster Web della Lecture Musica italiana del Novecento: tra invenzione e re-invenzione a Stony Brook University

Un editoriale di Cosimo Colazzo sul quotidiano “Trentino”. Sui temi di musica e razzismo, musica, nazismo e fascismi

Sul quotidiano “Trentino” del 27.01.14 è apparso un editoriale di Cosimo Colazzo, che tratta di musica e razzismo, musica, nazismo e fascismi. Si fa riferimento anche ad alcuni autori nel programma del concerto che Colazzo tiene, con il Motocontrario ensemble, al MUSE Museo delle Scienze di Trento, in ocasione della GIornata della Memoria,  il 27 gennaio  a partire dalle ore 20.00. Il concerto comprende musiche di Masu, di Lopes-Graça (resistente contro il Portogallo fascista di Salazar), Nicolau (esule in Italia contro il regime dei colonnelli in Grecia), Schulhoff (morto in un campo di concentramento nazista).

Qui per l’editoriale, dalla pubblicazione del giornale, in formato PDF

Qui il file di immagine.

Lopes-Graça e il Brasile. Un saggio di Cosimo Colazzo all’interno di un volume, a cura di Alberto Pachecho, che disegna un panorama storico della musica nello spazio culturale luso-brasiliano.

Pubblicati gli Atti del Congresso Internazionale “A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico”, tenutosi a Lisbona dal 7 al 9 novembre 2013. Il volume, a cura di Alberto Pacheco, è pubblicato dal CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical della Universidade Nova di Lisbona e da  Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-Brasileira attivo all’interno del CESEM (Lisbona, 2013. ISBN: 978-989-97732-4-0).

All’interno del volume, un saggio di Cosimo Colazzo dal titolo “Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil” (pp. 161-189).

Sul sito di “Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-Brasileira”, attivo all’interno del CESEM, è possibile consultare e scaricare il volume. In particolare a questo indirizzo: http://www.caravelas.com.pt/home.html.

Clicca qui per scaricare direttamente, dal sito di Caravelas, l’intero volume in formato PDF.

Clicca qui, invece, per scaricare l’estratto, dal volume, del saggio di Cosimo Colazzo 

Riferimenti bibliografici:

Cosimo Colazzo, Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil. In Alberto José Vieira Pacheco (ed.), Atas do Congresso Internacional ‘A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico’, CESEM, Lisboa, 2013. pp. 161-189.

CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, Universidade Nova de Lisboa, Lisboa, 2013. pp. 922. ISBN: 978-989-97732-4-0