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Gli incroci creativi di suono e parola, musica e poesia, nel prossimo appuntamento del festival Contrasti. Con musiche nuove su testi anche inediti. Sabato 11 aprile, a partire dalle ore 16.00, alla Sala della Fondazione Caritro a Trento

11 aprile 2015
16:00a20:00

Suono e parola, musica e poesia. Uno spazio ampio e storie millenarie. Eppure luogo inesausto di esercizio della creatività, di prove e sperimentazioni. Su questo, un progetto dell’Associazione Culturale MotoContrario di Trento, in collaborazione con la rivista di ricerca poetica Anterem, che ha sede a Verona. Che viene proposto all’interno del Festival Contrasti, sulle musiche del ‘900 e contemporanee, organizzato dall’Associazione MotoContrario. Il progetto assume ora la forma pubblica di una serie di eventi che si svolgerà nel pomeriggio di sabato 11 aprile alla Sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, a Trento (v. Calepina 1). Alle ore 16.00 si svolgerà una tavola rotonda che prevede il dialogo tra i compositori del collettivo Motocontario Ensemble e alcuni poeti e ricercatori di poesia, in particolare Flavio Ermini, Mauro Caselli e Ranieri Teti, sul tema del comporre poetico e del comporre musicale, e delle specificità creative che si determinano nell’incrocio delle due dimensioni, come anche più in generale dell’apertura dei linguaggi artistici verso altre dimensioni dell’esperienza e del pensiero creativi. Dopo un intermezzo enogastronomico, alle ore 18 il concerto, con nuove opere dei compositori Marco Longo, Raul Masu, Valentina Massetti, Cosimo Colazzo e Andrea Mattevi, su testi poetici nuovi, in alcuni casi inediti, scelti dalla rivista Anterem.

Da una parte un’associazione culturale, dedita alla ricerca artistica e creativa sulle musiche del ‘900 e alla produzione musicale contemporanea, e dall’altra una rivista di ricerca poetica di prestigio e ormai con un retroterra lungo di attività, riconosciuta internazionalmente. Da una parte l’Associazione Culturale MotoContrario, cui fa capo il MotoContrario ensemble, con musicisti giovani ma di grande spessore artistico, che ha sede a Trento, operativa da circa un anno, ma già con rilevante attività: il festival “Contrasti” che organizza a Trento, la produzione di propri progetti sperimentali selezionati per festival, collaborazioni con altri soggetti culturali anche fuori dal territorio regionale, una Call internazionale emanata, che ha trovato risposta in compositori da 41 paesi diversi, per un complesso di 460 partiture, e che presto avrà esito in un concerto con le partiture selezionate e premiate. Dall’altra la rivista di ricerca poetica e letteraria Anterem, tra le più importanti riviste di poesia a livello internazionale, che ha sede a Verona, e a Verona organizza annualmente un festival di poesia e un importante Premio di poesia, dedicato a Lorenzo Montano, giunto alla ventisettesima edizione.

I due soggetti hanno collaborato a realizzare l’evento che si svolgerà a Trento sabato 11 aprile 2015 a partire dalle ore 16.00, presso la Sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (V. Calepina 1) nell’ambito del festival Contrasti 2015, organizzato dall’Associazione culturale MotoContrario. Due gli eventi in programma nel pomeriggio di sabato prossimo. Alle ore 16.00 una tavola rotonda con i compositori del collettivo MotoContrario e un gruppo di poeti e ricercatori di letteratura, in particolare Flavio Ermini, Ranieri Teti e Mauro Caselli. Di seguito un intermezzo enogastronomico e quindi, alle ore 18.00, il concerto con musiche originali del collettivo di compositori e interpreti Motocontrario ensemble su testi poetici e filosofici selezionati dalla rivista “Anterem”.

L’importanza dell’evento è che sui testi poetici raccolti dalla rivista si è esercitata la creatività di un gruppo di compositori che ha scavato, dal suo punto di vista, soprattutto sonoro-musicale, il testo poetico, con intento sperimentale, il che significa la possibilità di destrutturarlo, ristrutturarlo, in un rapporto di forte co-implicazione di suono e parola.

Quindi, per come si proporrà con il concerto, la relazione si fa decisamente sperimentale e diventa spazio di confronto tra musica e poesia, tra musicisti e poeti. Ciò che nasce da questo confronto è qualcosa di altro e diverso rispetto ai singoli e separati messaggi. Gli intrecci determinano riconfigurazioni, altre enfasi, un senso diverso del tempo.

Il concerto propone composizioni di Marco Longo, Raul Masu, Valentina Massetti, Cosimo Colazzo, Andrea Mattevi, rispettivamente su testi di Viviana Scarinci,  Lou Reed, Massimo Donà, Luigi Reitani, Silvia Tripodi. Inoltre un’improvvisazione, di Massetti, Dalmaso, Masu su testo di Mauro Caselli.

Il Motocontrario ensemble interviene in una formazione ampia con Giovanni Todaro (baritono e voce recitante), Valentina Massetti (contrabbasso e voce recitante), Emanuele Dalmaso (sassofoni), Riccardo Terrin (tromba), Marco Longo e Mariarosa Corbolini (pianoforte), Andrea Mattevi (viola), Raul Masu (live electronics), mentre Cosimo Colazzo coordina e dirige l’ensemble.

Marco Longo (1979), nel suo Estensioni (2015) traduce il sentire poetico di una trasmutazione molto prossima di senso e silenzio, come anche delle singolarità e delle differenze, in una materia sonora che tende a sciogliere i limiti identitari di viola e sassofono in un continuo sperimentale del timbro.

Raul Masu (1992) in Storia di un omicidio (New York) (2014) cerca di esprimere da una prospettiva contemporanea il clima culturale di New York degli anni Sessanta. Ripensa Lou Reed (autore del testo messo in musica) che nel rapporto con John Cale, quindi indirettamente con La Monte Young e con l’esperienza del primo minimalismo in musica. Da qui l’adozione, nella composizione, di alcuni gesti musicali derivati dalla musica ripetitiva e minimale, che si coniugano alla voce sintetica di un computer, come è recuperabile dagli spazi più frequentati di internet, proponendo in questa veste sonora e timbrica un aggiornamento dell’oggetto quotidiano, per ricordare la dimensione estetica della Pop Art.

Valentina Massetti (1984), con Ridere l’impossible (2014), su un testo di Massimo Donà, propone un intersecarsi di parole e suoni, generato attraverso la sottrazione, la diminuzione delle articolazioni e delle dinamiche. Nel vuoto cercato, scavato si aprono spazi di un respiro diverso per le parole e per i suoni.

Cosimo Colazzo (1964) in Eresie fragili ponti (2014) tratta un testo, di Luigi Reitani, che parla della traduzione, di questo passaggio del senso che è sempre critico, problematico, che prevede un testo primo, ma anche richiede un allontanamento: la capacità di gettare ponti, ma come su un abisso, e quindi un rapporto “eretico” rispetto all’originale. Il testo è stato riformulato dal compositore in un’ideale polifonia testuale che ha generato ramificazioni, connessioni e associazioni altre, reso evidenti latenti richiami, o scosso l’originale, allentando le catene prime dei rapporti. Anche qui tradimenti, derive, allontanamenti, eresie. Nella musica galleggiano le derive, materiali che s’intersecano, materiali che prendono il largo, autonomi, E poi fragili ponti, suoni lunghi, incantati. Un’intera partitura, che dice la fragilità della relazione, la fragilità di una comunicazione interamente trasparente.

Forma doppia (2014) di Andrea Mattevi (1986) è una sorta di estensione ideale o approfondimento di un frammento di testo di Silvia Tripodi, inizialmente recitato, quindi inglobato gradualmente dalla musica, che ne genera riverberazioni e rifrazioni. La scrittura, estremamente accurata, vuole mimare un decorso quasi improvvisativo, Evidenzia il rientro di alcuni gesti, che determinano come un riavvolgersi periodico del tempo, che tuttavia viene a inscriversi, secondo un altro sguardo, in una forma doppia e binaria.

La improvvisazione in programma (di Massetti-Dalmaso-Masu su testo di Mauro Caselli) sperimenta una diversa formula della creatività, dove i percorsi si determinano non in virtù della capacità e volontà strutturante della scrittura, ma attraverso un’altra dimensione dell’immaginazione compositiva, maggiormente orale, più informale: nondimeno costruttiva, dove vale anche il rapporto di impulsi reciproci che attraversa il gruppo dei musicisti coinvolti.

I nuovi formati del suono e della performance. Per Mondi Sonori Dalmaso, Terrin, Longo e Mattevi, con prime assolute e musiche nuovissime

29 ottobre 2014
20:30a22:00

Le nuove dimensioni della sperimentazione compositiva hanno comportato nuove visioni delle identità strumentali, delle correlazioni degli strumenti, come anche degli spazi per la musica e del rapporto con il pubblico.

Un concerto, compreso nel festival Mondi Sonori (che si sta svolgendo a Trento, organizzato dal Conservatorio, dal 14 al 31 ottobre) indaga questi aspetti, con diverse opere in prima assoluta e comunque recentissime.

Il concerto si tiene mercoledì 29 ottobre alle ore 20.30 all’Auditorium  del Conservatorio di Trento. Ne sono interpreti Emanuele Dalmaso ai sassofoni, Riccardo Terrin alla tromba, Marco Longo al pianoforte, Andrea Mattevi alla viola.

Sono giovani musicisti, di solida formazione, proiettati nella dimensione professionale con un interesse peculiare per le musiche del ‘900 e contemporanee.

Interpreteranno un’opera di Cosimo Colazzo, I gesti silenzio (2005) per tromba e pianoforte, che promuove un’idea di suono mobile, flessibile, risonante, da cui emergono talora pronunce jazz. Inoltre, due opere per viola e pianoforte:  di Marco Longo Studio sul buio (2012) che proietta i due strumenti verso inusuali territori timbrici e tecnici, fortemente sovversivi; di Andrea Mattevi, Sessanta lune: i petali di un haiku,  dove si evidenzia, in quadri aforistici, la predilezioni dell’autore alla ricerca timbrica che trasfonde le identità strumentali l’una nell’altra, e apre a dimensione temporale estatica.  In Pensiero (2014) di Valentina Massetti , per tromba e viola si evidenzia la caratteristica della compositore ad aprire alla poesia del suono e del tempo attraverso processi di forte riduzione del materiale. Combustione Zen (2014), di Raul Masu, prospetta il fronte di interesse del compositore, per gli oggetti ritmici ritagliati, anche nella forma di ostinati, che si producono in complesse proposizioni poliritmiche. Inoltre, di Roger Zare Kugelblitz (2013) per viola e sassofono, un pezzo di gestualità strumenali virtuosistiche e tuttavia formalmente controllato. E di Baljinder Sekhon , Gradient (2008) per sassofono e pianoforte, caratterizzato da un costante tentativo di emulazione reciproca da parte dei due strumenti coinvolti.

Qui per il programma del concerto

Al via la diciassettesima edizione di Mondi Sonori, festival sulle musiche del ‘900 e contemporanee del Conservatorio di Trento.

14 ottobre 2014a31 ottobre 2014

Mondi Sonori, festival longevo del Conservatorio di Trento, giunge con il 2014 alla 17.a edizione. Dedicato alle musiche del ‘900 e contemporanee, anche quest’anno presenta appuntamenti interessanti, con prime assolute, musiche giovani, temi d’indagine particolari e curiosi. Prospetta una duplice via di realizzazione, con una serie di 1o concerti e, in parallelo a questo, 5 seminari-laboratori. Il tutto si svolge al Conservatorio Bonporti di Trento (Palazzo Consolati in v. S. Maria Maddalena 1) dal 14 al 31 ottobre. I concerti si svolgono in serata alle 20.30. I seminari nel pomeriggio o nell’arco della giornata.L’ingresso è libero. L’ingresso è libero.

Il Festival – coordinato sin dalla sua nascita da Cosimo Colazzo, docente di Composizione al “Bonporti” – vede da sempre il coinvolgimento delle forze interne del Conservatorio, di docenti artisti, interpreti e compositori, e di studiosi, insieme con contributi esterni. Importante anche l’integrazione nelle iniziative di interventi da parte di studenti. Nell’edizione di quest’anno, il festival si svolge alla sede del Conservatorio, dal 14 al 31 ottobre.

Si individuano alcune linee principali di interesse nel programma dei concerti e dei seminari. Una linea riguarda la musica italiana, a partire da due punti nevralgici del Novecento italiano, Dallapiccola e Petrassi, accomunati dall’appartenenza alla medesima generazione. Così i concerti del duo Giovannini-Bruni (21 ottobre), e dei duo Company-Fogliardi e Costa-Fogliardi (30 ottobre).

Un altro punto indagato è quello della musica in rapporto alla dimensione spirituale, attraverso l’esperienza molto personale di Giacinto Scelsi, che è interessato anche alle culture orientali. In questo senso si esprime il concerto del pianista Francesco Schweizer (17 ottobre)

Un concerto (22 ottobre) con molte musiche in prima assoluta e il coinvolgimento all’interno del programma di giovani compositori attivi sul territorio, formatisi al Conservatorio di Trento, è tenuto dall’Ensemble L’arsenale, che si segnala per il carattere sperimentale dell’esperienza, a partire da un organico particolare  che accanto a voce, sax, pianoforte, prevede la presenza di sintetizzatore, chitarra elettrica, e un certo apporto dell’elettronica. Questo concerto viene dedicato alla memoria di Leonardo Polato docente di composizione al Conservatorio di Trento, recentemente scomparso. L’arsenale terrà anche un seminario, nel pomeriggio dello stesso giorno, in cui analizzerà le questioni della ricerca strumentale e compositiva per l’organico dell’ensemble, prevedendo momenti di analisi delle partiture e di incontro con alcuni compositori.

Un altro concerto, del duo Cutroneo- Colazzo (28 ottobre) è monografico, dedicato alla figura e all’opera di Enest Krenek, che, dopo avvii giovanili in clima espressionista, approda alla dodecafonia, letta in termini personali, attraverso un linguaggio che conserva una capacità espressiva e una pluralità di intonazioni.

E’ da segnalare lo spazio che viene aperto a ex studenti del Bonporti, che nella manifestazione intervengono all’interno del ciclo di seminari paralleli dal titolo “Conto aperto” e con due concerti. Mario Mariotti (24 ottobre) tiene un seminario sull’improvvisazione in Stockhausen e realizza una performance, a seguito di laboratorio, con gli studenti del Conservatorio. Valentina Massetti (28 ottobre) tiene un seminario sul suono in età prenatale e post-natale, prospettando possibili interventi di formazione al suono nella fascia di età tra 0 e 5 anni. Marco Longo, Andrea Mattevi, Emanuele Dalmaso tengono un seminario (29 ottobre) sulle sperimentazioni sonore e sui nuovi formati sonori della composizione, per pianoforte, viola, sax e per organici d’ensemble. Tengono, nello stesso giorno, in serata, un concerto in ensemble (Longo-Mattevi-Dalmaso, Terrin), con numerose prime esecuzioni assolute.

Due concerti (23 ottobre e 31 ottobre) riguardano le composizioni di studenti compositori del Conservatorio di Trento, campionatura di quanto si realizza all’interno del Conservatorio in termini di ricerca e sperimentazione, nell’iniziativa degli studenti

Il concerto inaugurale (14 ottobre) riguarda la musica di Frank Zappa, nelle trascrizioni pianistiche effettuate dal compositore Marco Dalpane, che interviene come pianista, insieme con Vincenzo Vasi a voce e theremin.

Tra i seminari, oltre quanto già citato, il seminario di Piero Venturini (30 ottobre) su Jatekok di Kurtag, opera che può costituire riferimento e base per la definizione di una possibile didattica pianistica funzionale ai repertori nuovi.

Ecco di seguito il programma del festival:

MONDI SONORI > CONCERTI

CONSERVATORIO DI MUSICA BONPORTI, AUDITORIUM, ORE 20.30

Martedì 14 ottobre

FRANK ZAPPA, UN EROE AMERICANO

Marco Dalpane (pianoforte) – Vincenzo Vasi (voce e theremin)

Musiche di Zappa

Venerdì 17 ottobre

MUSICA RELIGIONE SPIRITUALITA’. GIACINTO SCELSI

Francesco Schweizer (pianoforte)

Musiche di Scelsi

Martedì 21 ottobre

ITINERARI D’AUTORE. A PARTIRE DA LUIGI DALLAPICCOLA

Duo Cristina Giovannini (violino) – Edoardo Bruni (pianoforte)

Musiche di Respighi, Dallapiccola, Dionisi, Bruni

Mercoledì 22 ottobre

VARIATIONS: LEONARDO POLATO IN MEMORIAM

Ensemble L’arsenale: Livia Rado, soprano; Ilario Morciano, sax;  Lorenzo Tomio, chitarra elettrica e classica; Igor Zobin, fisarmonica; Roberto Durante, pianoforte e synth;  Filippo Perocco, direzione e synth. Con la collaborazione di Andrea Mattevi (viola), Massimiliano Cova (violino), Beatrix Graf (clarinetti), Errico Pavese (chitarra),  Raul Masu (live electronics).

Musiche di Trevisi, Szmytka, Masu, Tomio, Perocco, Mattevi, Longo, Polato

Giovedì 23 ottobre

STUDENTI INTERPRETI E COMPOSITORI I

Musiche di studenti delle Scuole di composizione del Conservatorio di Trento in prima esecuzione assoluta

 Venerdì 24 ottobre

MUSICA INTUITIVA E IMPROVVISAZIONI COLLETTIVE

Mario Mariotti coordina un concerto con studenti del Conservatorio, su musica intuitiva di Stockhausen, con improvvisazioni collettive

Martedì 28 ottobre

AVVENTURE SERIALI. ERNST KRENEK

Duo Aldo Cutroneo (violino) – Cosimo Colazzo (pianoforte)

Musiche di Krenek

Mercoledì 29 ottobre

NUOVI FORMAT PER GLI STRUMENTI E PER IL SUONO

Marco Longo (pianoforte), Andrea Mattevi (viola), Emanuele Dalmaso (sassofoni), Riccardo Terrin (tromba)

Musiche di Colazzo, Sekhon, Masu, Zare, Massetti, Longo, Mattevi

Giovedì 30 ottobre

ITINERARI D’AUTORE. TRA DALLAPICCOLA E PETRASSI

Duo Alina Company (violino) – Stefano Fogliardi (pianoforte). Duo Antonella Costa – Stefano Fogliardi (pianoforte a quattro mani)

Musiche di Dallapiccola, Petrassi, Dapreda, Casella

Venerdì 31 ottobre

STUDENTI INTERPRETI E COMPOSITORI II.

Musiche di studenti delle Scuole di composizione del Conservatorio di Trento in prima esecuzione assoluta

 

MONDI SONORI > CONTO APERTO > INIZIATIVE PARALLELE, CONFERENZE, SEMINARI, LABORATORI

CONSERVATORIO DI MUSICA BONPORTI, AULA 21 (salvo diversa indicazione)

Mercoledì 22 ottobre ore 17 – Auditorium

Seminario-incontro con L’arsenale

Organici sperimentali, nuovi repertori. Analisi del programma del concerto serale. Prova aperta.

Venerdì 24 ottobre ore 10-13; 14-17

Seminario di Mario Mariotti

Spazio ex studenti

Musica intuitiva e Stockhausen

Martedì 28 ottobre ore 10-14

Seminario di Valentina Massetti

Spazio ex studenti

Esplorazioni sonore e identità. Educazione al suono tra 0 e 5 anni

Mercoledì 29 ottobre ore 10-12; 14-18

Seminario di Marco Longo (ore 10-12), sul pianoforte; Andrea Mattevi (ore 14-16), su violino e viola; Emanuele Dalmaso (16-18), su sassofoni

Spazio ex studenti

Sperimentazioni e rivoluzioni sonore. Nuovi linguaggi degli strumenti e della composizione

Giovedì 30 ottobre ore 16

Seminario di Piero Venturini

Gyorgy Kurtag: Jatekok (Giochi). Principi per una nuova didattica del pianoforte tra improvvisazione e composizione

Mondi Sonori. Concerto con musiche di Mattevi, Colazzo, Massetti, Dmitrijeva, Lopes-Graça, Fitkin. Interpreti il duo pianistico Colazzo-Corbolini, il sassofonista Dalmaso, il violista Mattevi, e Masu all’elettronica. Venerdì 18 ottobre, a Palazzo Consolati a Trento, alle ore 20.30.

18 ottobre 2013
20:30a22:00

Nell’ambito del festival Mondi Sonori, organizzato dal Conservatorio di musica di Trento, concerto con musiche del ‘900 e contemporanee, alcune in prima assoluta, venerdì 18 ottobre, a Palazzo Consolati, sede del Conservatorio, a Trento (v. S. Maria Maddalena 1).  Interpreti il duo pianistico (due pianoforti) Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, il sassofonista Emanuele Dalmaso, il violista Andrea Mattevi, e Raul Masu per l’elettronica.

Il programma si apre con un’opera nuova, in prima esecuzione, di Andrea Mattevi (1986), Dell’arco il nome è vita (2013), per sassofono, viola, due pianoforti e live electronics, in cui il compositore indaga le possibilità degli strumenti portandoli verso una fluida e complessa definizione timbrica, che li spinge a inedite relazioni. Segue un altro pezzo in prima esecuzione, La curva del respiro (2013), per sassofono contralto e pianoforte, di Cosimo Colazzo (1964), dove si svolge la poesia di una temporalità aperta, fatta di un dialogo galleggiante tra gli strumenti, di punti di fuga verso il silenzio, o verso l’incanto di inattese produzioni armonico-sonore e di risonanze. Quindi, in programma, due compositrici. Valentina Massetti (1984), con un brano, Linee sospese (2013) per due pianoforti, che intende scoprire il senso di ridotte vibrazioni sonore, di materiali minimi, di aperture precise e geometriche al silenzio. E poi Dianna Dmitrijeva (1969), che propone – in Largo, rubato (2013) per due pianoforti – il recupero, dall’Est da cui proviene, di sonorità, accenti e ritualità, che sono di un mondo arcaico e popolare, che sente forte una religiosità fissa e aspra. Si va nel ‘900, con Fernando Lopes-Graça (1906-1994), autore di Preludio, Cena e Danza (1929/1973), per due pianoforti, un’opera che subito proietta il giovane autore, nel 1929, dentro un mondo di scoperte,  di sonorità, dissonanze, armonie timbriche, ritmiche aggressive. Si conclude con Grahm Fitkin (1963), autore inglese, con il suo Hard Fairy (1994) per sax soprano e due pianoforti, un’opera che  espone il piacere per la dimensione poliritmica, che interessa tutti gli strumenti, e sollecita fortemente l’ascolto.

Programma del concerto:

Festival Mondi Sonori 2013, XVI edizione.

Trento, Conservatorio di musica, Palazzo Consolati, V. S. Maria Maddalena 1

Duo pianistico (due pianoforti) Cosimo Colazzo – Maria Rosa Corbolini. Sassofono (soprano, contralto, tenore) Emanuele Dalmaso. Viola Andrea Mattevi. Elettronica Raul Masu.

Andrea Mattevi (1986), Dell’arco il nome è vita (2013), per sassofono, viola, due pianoforti e live electronics (prima esecuzione assoluta)
Cosimo Colazzo (1964), La curva del respiro (2013), per sassofono contralto e pianoforte (prima esecuzione assoluta)
Valentina Massetti (1984), Linee sospese (2013) per due pianoforti
Dianna Dmitrijeva (1969), Largo, rubato (2013) per due pianoforti
Fernando Lopes-Graça (1906-1994), Preludio, Cena e Danza (1929/1973) per due pianoforti
Grahm Fitkin (1963), Hard Fairy (1994) per sassofono soprano e due pianoforti

Compositori e dittatura, musica e censura. I linguaggi della resistenza possono essere molto diversi, come dimostrano i casi di Fernando Lopes-Graça e Galina Ustvolskaya, rispettivamente nel Portogallo fascista e nell’Unione Sovietica di Stalin

10 ottobre 2013
17:30a19:00

Cosimo Colazzo tiene una conferenza nell’ambito di Mondi Sonori, festival di musica del ‘900 e contemporanea, e dello spazio dedicato a seminari e laboratori dal titolo “Conto aperto”, il tutto organizzato dal Conservatorio di musica di Trento. La conferenza è dedicata al tema di musica e censura, nella chiave di due autori: Fernando Lopes-Graça, resistente nei confronti della dittatura fascista di Salazar in Portogallo; e Galina Ustvolskaya, che introietta – questa un’ipotesi dello studio – nel suo linguaggio massimamente ridotto e compresso, il senso della censura staliniana.

In programma, giovedì 10 ottobre, alle ore 17.30, al Conservatorio di musica di Trento, Palazzo Consolati, V. S. Maria Maddalena 1.
Conferenza, L’arte che resiste. Esperienze compositive in contesti di censura e dittatura. Fernando Lopes-Graça. Galina Ustvolskaya.
Relatore: Cosimo Colazzo

In una trasmissione radiofonica di RADIO DUE della RAI, per la sede regionale di Trento, l’esperienza del festival Mondi Sonori del Conservatorio di Trento, dedicato alle musiche del ‘900 e contemporanee.

7 maggio 2013
15:45a16:15

La sesta puntata della trasmissione radiofonica di Radio Due, condotta da Cosimo Colazzo e Daniele Torresan, dedicata alla storia e al profilo di attività del Conservatorio di musica di Trento, approfondisce l’esperienza del festival Mondi Sonori, per le musiche del ‘900 e contemporanee. Un festival plurale, dove diversi orientamenti culturali e estetici possono venire a confronto. Emanazione diretta del Conservatorio, delle forze di artisti e studiosi, docenti e studenti, la manifestazione ha superato le quindici edizioni. 

Giunge alla sesta puntata la trasmissione radiofonicaIl cammino e l’evoluzione del Conservatorio di Musica di Trento” condotta da Cosimo Colazzo e Daniele Torresan, per la sede Rai regionale di Trento, dedicata, appunto, a tracciare un profilo dell’Istituzione, in senso storico e rispetto alle progettualità attivate, alle realizzazioni prodotte.

L’appuntamento prossimo, con la sesta puntata, è per martedì 7 maggio alle ore 15.45. Su RADIO DUE. La diffusione è di area regionale per il Trentino, sulle frequenze di RADIO DUE (per Trento, MF2 93,7). E’ utile precisare che non è possibile ascoltare la trasmissione in forma podcast via internet.

Nelle prime tre puntate la trasmissione ha tracciato il lungo e articolato percorso di definizione storica del Conservatorio a Trento. Ha, inoltre, individuato quelli che possono essere precisati come gli assi tematici fondamentali rispetto a cui si orientano maggiormente le attività, di segno didattico, come per la ricerca e la produzione artistica.

Nella quarte e nella quinta puntata, attraverso interviste, si è potuta ascoltare la voce degli attuali presidente e direttore del Conservatorio, rispettivamente Danilo Curti e Simonetta Bungaro.

La prossima puntata sarà dedicata integralmente a una delle produzioni di maggior rilievo del Conservatorio, il festival di musiche del ‘900 e contemporanee Mondi Sonori, che ha superato le 15 edizioni. E’ un festival che si connota per un’apertura verso un ‘900 plurale, dove vengono a confronto posizioni diverse, nel solco di una molteplicità di orientamenti culturali ed estetici. Questa è una qualità del festival: la volontà di proporre il contesto di un confronto, piuttosto che un’opzione univoca. Un’altra qualità è l’opzione decisa per far emergere le forze di artisti e studiosi legati all’istituzione. E’ un festival che è emanazione del Conservatorio, attraverso le forze creative e di ideazione degli artisti docenti, come anche degli studenti.

Nella trasmissione si darà conto di questi aspetti, ripercorrendo le scelte operate. Descrizioni e analisi saranno accompagnate da alcuni ascolti, che provengono da edizioni del festival. Sarà possibile, così, ascoltare, un’opera nuova di un giovane compositore, attualmente studente del Biennio specialistico di Composizione, Andrea Mattevi, con Ma tutto governa la folgore (2012) per flauto, violino, violoncello, nell’esecuzione dell’Alter Ego Ensemble (Manuel Zurria, Aldo Campagnari, Francesco Dillon). La trasmissione sarà accompagnata anche dalle nette sonorità, di taglio deciso e radicale, del  Klavierstück n. 1 (1952) di Karlheinz Stockhausen, nell’esecuzione di Marina Cainelli, pianista docente al Bonporti. Incontreremo un Hindemith di raro ascolto, visionario e acceso, con Der Dämon (1923), per orchestra da camera, nella direzione di Giancarlo Guarino (docente di Musica da camera al Conservatorio di Trento). E poi anche Steve Reich, il suo minimalismo dotato di una forte coerenza processuale, che sa generare sonorità e strutture ritmiche avvincenti. Nell’interpretazione di Emilio Galante (docente di Flauto al Conservatorio di Trento), sarà possibile ascoltare, di Steve Reich, Vermont Counterpoint (1982) per flauto con elettronica. L’interpretazione di Mauro Pedron (docente di Clarinetto al Bonporti), ci accompagnerà, invece, con New York Counterpoint (1985), sempre di Reich, per clarinetto con elettronica.

A partire da questo collegamento, il programma delle tredici puntate della trasmissione.

Conferenza di Cosimo Colazzo sulla musica di area ispanica e lusitana, sui rapporti tra ricerche innovative di linguaggio e ripresa del patrimonio folclorico. La figura militante di Fernando Lopes-Graça

17 maggio 2012
17:30a19:30

L’area ispanica e quella lusitana vivono, già alla seconda metà dell’Ottocento, un interesse rivolto ai linguaggi popolari, nell’esigenza di trovare una radice specifica di ispirazione, un profilo identitario proprio, non compromesso rispetto a valori culturali d’importazione. C’è un’Europa prevalente, ma c’è anche un’Europa che vuole riannodare i fili della propria storia, e trovare il senso di una voce autonoma. Con il ‘900, l’interesse per il popolare si precisa: non più generico, rileva la necessità di un rapporto che si renda rispettoso di una voce che reca un proprio mondo di valori, di senso, e proprie strutture linguistiche. Questo si evidenzia nell’opera di artisti particolarmente sensibili e avvertiti. Come Manuel De Falla in Spagna e – d’una successiva generazione – Fernando Lopes-Graça (1906-1994) in Portogallo. Quest’ultimo sente particolarmente la lezione di Béla Bartók. Coniuga un interesse scientifico per le musiche popolari, con tutte le potenzialità di innesco creativo che esse determinano nel contesto delle ricerche artistiche che conduce a livello compositivo. E’ impegnato nella raccolta e nello studio dei patrimoni folclorici delle province rurali portoghesi. Quest’interesse riguarda nel contempo, in senso organico, la sua ricerca compositiva, che apprezza il senso di una musicalità alternativa, dove qualcosa di arcaico si riunisce con il piacere della scoperta del suono materiale, del ritmo piantato nella terra, della dissonanza che tende e sostanzia il tessuto, o che si fa colore aperto, timbro nuovo e sorgivo.

Di questi aspetti parlerà Cosimo Colazzo, in una conferenza dal titolo “Musica di area ispanica e lusitana nel ‘900. L’esperienza compositiva di Fernando Lopes-Graça” che tiene al Conservatorio di musica di Trento, giovedì 17 maggio, alle ore 17.30, nell’ambito del ciclo Conto aperto, che raccoglie eventi paralleli (seminari, laboratori, masterclass), in rapporto al festival Mondi Sonori, dedicato alle musiche del ‘900 e contermporanee.

Un’Europa ricca di bellezza e senso critico. Un concerto del duo pianistico Colazzo-Corbolini

11 maggio 2012
20:30a22:30

Per Mondi Sonori, festival del Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento, giunto alla XV edizione con il 2012, un concerto dedicato a presenze di autori fortemente impegnati, nella ricerca artistica e nel movimento di animazione sociale, giovedì 11 maggio, alle ore 20.30, all’Auditorium del Conservatorio a Palazzo Consolati a Trento. In apertura Erik Satie (1866-1925), con Parade (1917), versione dell’autore per pianoforte a quattro mani, con le sue luci attiche precise, il suo senso del gioco e dell’ironia massimamente concettuale. Poi Alfredo Casella (1883-1947), autore italiano sperimentatore instancabile, con due opere dove troviamo forte il senso dell’emancipazione verso la atonalità (Pagine di guerra e Pupazzetti, opere, entrambe, del 1915, per pianoforte a quattro mani).  Troviamo il portoghese Fernando Lopes-Graça (1904-1996), che innesta la sua conoscenza precisa del patrimonio popolare d’origine contadina delle varie province del Portogallo con una musica che è ricca di idee timbrico-armoniche fortemente innovative: un’immagine del popolo contadino per nulla edulcorata, segnata dal lavoro e dalla terra, dalle dissonanze e dal senso della materia. Così in Melodias rústicas portouguesas, terzo libro (1979). E anche in Paris 1937 (1937/1968) per due pianoforti, dove c’è l’energia del ritmo e della dissonanza, il piacere dello scivolamento nel leggero deformato, del charleston, del jazz band. Ottorino Respighi (1879-1936), invece,cerca le morbidezze del colore massimamente affinato e elaborato, in Sei piccoli pezzi (1926) per pianoforte a quattro mani. Infine Gyorgy Ligeti (1923-2006), che da Bartók estrae un’idea di rapporto con il folclore e il senso delle geometrice precise e nette, degli angoli vivi della musica anche dissonante, e pure del gioco combinatorio e ripetitivo, come ritroviamo nei Cinque pezzi (1942/50) per pianfoorte a quattro mani.

Il programma del concerto

Il programma generale del Festival

Il sito di Mondi Sonori

 

I sogni ispano-lusitani: un ‘900 tra contemplazione e militanza, per il pianoforte di Cosimo Colazzo

16 maggio 2012
20:30a22:30

Cosimo Colazzo al festival Mondi Sonori porta, nell’edizione di quest’anno, che è la quindicesima, un concerto particolare, mercoledì 16 maggio (alle ore 20.30, all’Auditorium del Conservatorio di musica di Trento), incentrato, soprattutto, sulla musica pianistica del ‘900 di area ispanica e lusitana. Di grande rilievo la presenza di Fernando Lopes-Graça (1906-1994), compositore portoghese, che ha espresso una militanza estetica e culturale, volta a integrare l’interesse per i patrimoni popolari, soprattutto rurali, con le ricerche sui nuovi linguaggi musicali, in un percorso che è anche di resistenza rispetto alla dittatura salazariana. Di Lopes Graça saranno presentate le Melodias rústicas portoguesas, il primo libro del 1957, e il secondo libro, di dieci anni successivo, del 1967. Quindi, in programma, Tonadas (vol. I, del 1956) del compositore Joaquin Nin-Culmell (1908-2004), spagnolo per cultura e esperienze, ma poi statunitense d’adozione, opera anch’essa tessuta di richiami al popolare d’area ispanica, anche se con toni diversi che in Lopes-Graça. E quindi il brasiliano Claudio Santoro (1919-1989), del quale sarà possibile ascoltare Preludios (II serie, I libro, 1957-1963). Nello stesso concerto, a chiuderlo, Disteso a Oriente (1997) di Cosimo Colazzzo: un’opera dal pianismo esteso, ma ispirata nel senso di un tempo flessibile, morbido, aperto.

Il programma del concerto

Il programma generale del Festival

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