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Musica e impegno antifascista. L’opera di Fernando Lopes-Graça. In un libro di Cosimo Colazzo, pubblicato da LIM, presentato in anteprima nazionale a Rovereto alla Biblioteca Civica. Sabato 15 alle 11.

Biblioteca Civica “G. Tartarotti”, Palazzo dell’Annona

Rovereto – Sabato 15 giugno 2019 ore 11.00

Presentazione, in anteprima nazionale, del volume

Cosimo Colazzo, Musica e impegno. L’antifascismo e l’opera di Fernando Lopes-Graça, LIM Libreria Musicale Italiana, Lucca, 2019, XVII-272 pp.

Incontro con l’autore e con il testo a cura di Giuseppe Calliari

con un intervento musicale di Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini interpreti al pianoforte di opere di Fernando Lopes-Graça

Il libro

Cosimo Colazzo, Musica e impegno. L’antifascismo e l’opera di Fernando Lopes-Graça, LIM Libreria Musicale Italiana, Lucca, 2019, p. XVII+272, prefazione di Mário Vieira de Carvalho, con 2 CD Audio allegati

Un libro su Fernando Lopes-Graça (1906-1994), grande compositore portoghese che attraversa il ‘900 lusitano: la sua opera vasta, originale e profonda; la sua vita di resistente contro la lunga notte del fascismo di Salazar. Lopes-Graça studia il canto popolare contadino perché lì c’è il nucleo di un’identità nazionale alternativa rispetto a quella che il regime impone attraverso la sua propaganda. Lo integra in forme originali nelle sue composizioni. L’analisi delle Melodias Rústicas Portuguesas individua un metodo compositivo che fa reagire insieme diverse cornici culturali, il pre-tonale delle fonti, il linguaggio post-tonale cui aderisce l’autore. Trova basi comuni, suscita laminazioni e sfrangiature: il confine culturale da barriera si fa membrana. L’analisi dei Cinco Nocturnos descrive un linguaggio essenziale, basato su pochi nuclei intervallari generativi che si inscrivono in una scala ottatonica: espressivo di una meditazione e di una solitudine che talvolta divaga in finestre quasi improvvisative. Testimonianza di un’angoscia per la doppia censura che l’autore vive: la solita del regime che lo opprime con provvedimenti che ne limitano la libertà; ma anche quella del Partito Comunista, di cui è parte, che non ammette un’arte troppo autonoma come la sua, lontana dal realismo socialista.

Un quadro culturale composito e complesso: il regime, l’opposizione culturale e politica che Lopes-Graça vorrebbe riunita in un fronte comune antifascista e un più ampio contesto geopolitico che con gli anni ’50 si struttura nei termini della “guerra fredda”. In una tale situazione diventa interessante seguire i rapporti che Lopes-Graça intrattiene verso l’altra parte del mondo lusitano, il Brasile. Infine, l’analisi del Requiem pelas vitimas do fascismo em Portugal, opera che è di memoria dei compagni di lotta che il potere ha abbattuto; ma anche di prospettiva: per la democrazia finalmente conquistata con la Rivoluzione dei Garofani del 1974, progetto che è sempre da confermare e rilanciare.

Risalta, allora, un’intera vita di resistente contro la dittatura in Portogallo, dalla prima detenzione nel 1931 alle varie interdizioni di cui fu fatto oggetto nel corso della sua vita. Risalta il rigore morale, lo sdegnoso rifiuto di ogni lusinga che pure gli fu fatta balenare: un lavoro alla Emissora Nacional, ad esempio, ricusato perché avrebbe dovuto giurare fedeltà al regime e così ripudiare le sue idee antifasciste. Un gigante, in questo senso, che sarebbe stato esaltato come uno dei padri del nuovo Portogallo con la Rivoluzione dei Garofani nel 1974.

Nondimeno risalta un’opera compositiva vasta, straordinaria, di altissima qualità, per la dimensione creativa, per la profondità della scrittura, per l’immaginazione sonora, per la capacità di controllo tecnico dell’invenzione. Ci troviamo di fronte a un’esperienza che doverosamente va indagata e fatta conoscere più diffusamente. Lopes-Graça è tra i grandi portoghesi del ’900, ma fuori dal suo Paese è poco noto. In Italia è stato sinora pressoché ignorato. Questo libro vuole riempire una grave lacuna perché si tratta di uno tra i maggiori compositori del Novecento.

L’autore

Cosimo Colazzo (1964)è autore di saggi e volumi pubblicati in Italia e all’estero, collaboratore di riviste musicologiche e di filosofia. Docente di Composizione al Conservatorio di Trento, del quale è stato direttore dal 2005 al 2001, dal 2012 è Faculty Member e Artist in Residence della Italian School del Middlebury College negli Stati Uniti. Fa parte dell’équipe di ricerca del CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, Núcleo Caravelas, della Universidade Nova di Lisbona. È autore di una vasta produzione compositiva, premiata in concorsi nazionali e internazionali. Le sue composizioni sono pubblicate da Rai Com.

Gli interventi musicali

Fernando Lopes-Graça (1906-1994), Melodias Rústicas Portuguesas – 3° caderno (1979) – per pianoforte a quattro mani

(Canto do São João – Este ladrão novo – Deus te salve, ó Rosa –  S’nhora da Póvoa – Oração de São José – Pastoril transmontano – A Virgem se confessou – Canção de berço – Ó da Malva, ó da Malvinha! – Martírios – Maragato son)

Duo pianistico quattro mani, Cosimo Colazzo – Maria Rosa Corbolini

Fernando Lopes-Graça, Cinco Nocturnos (1959) per pianoforte

(Tranquillo – Misterioso – Lusingando – Sostenuto – Lamentoso)

Pianista Cosimo Colazzo

Gli interpreti

Gli interpreti, negli interventi musicali di quest’incontro, come per il doppio CD allegato al libro, sono: l’autore del volume, Cosimo Colazzo, e Maria Rosa Corbolini.

Maria Rosa Corbolini, nata a Trento, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio della sua città diplomandosi sotto la guida di Maddalena Giese. Si è perfezionata con Bruno Mezzena all’Accademia di Pescara, con Carlo Zecchi al Mozarteum di Salisburgo e con Franco Scala all’Accademia Pianistica di Imola. Ha frequentato inoltre la Scuola di Musica di Fiesole con Dario De Rosa e Amedeo Baldovino, ottenendo il diploma di specializzazione in musica da camera.

Dopo aver vinto numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali il Primo Premio al Concorso Internazionale di Stresa come solista e in duo violoncello pianoforte, il primo premio al Concorso di Interpretazione Pianistica di Messina, il secondo premio al Concorso di Musica Contemporanea di Lecce e al Cata-Monti di Trieste, si dedica principalmente alla carriera concertistica.

Fin da giovanissima suona in duo con il violoncellista Lorenzo Corbolini, con il quale, oltre a tenere concerti per importanti Società e Festivals musicali italiani ed esteri, ha svolto un’intensa attività di ricerca, riscoperta e valorizzazione di autori italiani poco conosciuti. Ha collaborato con il violoncellista Guido Boselli, lavorando con Siegfried Palm e Paolo Borciani. Con Antonella Costa, Adriano Ambrosini ed Edoardo Lanza, fa parte inoltre del Bonporti Piano Quartet, formazione per due pianoforti a otto mani, che propone pagine inusuali del repertorio pianistico dal ‘700 ad oggi. Suona in duo pianistico (pianoforte a quattro mani e due pianoforti) con Cosimo Colazzo e fa parte del MotoContrario ensemble. Dal 1980 è titolare della cattedra di Pianoforte Principale presso il Conservatorio di Trento.


L’incontro è organizzato da:

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Pubblicata da LIM una monografia di Cosimo Colazzo dedicata al compositore Fernando Lopes-Graça. Con un doppio CD allegato

 

 

 

 

 

Pubblicata da LIM Libreria Musicale Italiana una monografia di Cosimo Colazzo sul compositore portoghese Fernando Lopes-Graça.

Il libro, la ricerca, il lavoro sulle musiche di Lopes-Graça, tutto questo  – commenta l’autore – “è stato una splendida, affascinante avventura, un percorso arricchente dentro un’opera straordinaria per qualità artistica, e dentro una vita di resistente di ammirevole costanza morale, contro il regime dittatoriale di Salazar, Dagli anni ’30 del secolo scorso sino alla fioritura, finalmente, della Rivoluzione dei Garofani del 1974. Che ha salutato in Lopes-Graça un simbolo di riscatto democratico, uno dei padri della Costituzione. Oltre all’impegno civile di Lopes-Graça (che soffrì carcere e persecuzione) nel libro si analizza l’opera di Lopes-Graça, che è consistente per numero di opere – frutto di un lavoro costante – e per la qualità dell’approfondimento espressivo, tecnico, compositivo. Un grande del Novecento musicale.”

Cosimo Colazzo, Musica e impegno. L’antifascismo e l’opera di Fernando Lopes-Graça, LIM, Lucca, 2019, 272 pp. Con un doppio CD allegato. ISBN 978-88-7096-977-1

Pubblicata la voce dedicata a Lopes-Graça, a cura di Cosimo Colazzo, compresa nel Dicionario Biografico Caravelas. Con uno studio analitico-musicologico sul linguaggio compositivo dell’autore portoghese e sulle relazioni che vengono a intessersi in direzione del Brasile e con compositori brasiliani

Il “Dicionario Biografico Caravelas”, a cura di Caravelas Núcleo, centro di ricerca della Universidade Nova di Lisbona, pubblica la voce “Lopes-Graça” curata da Cosimo Leonardo Colazzo. A partire da questo link –http://caravelas.com.pt/dicionario_biografico_caravelas.html – è possibile navigare online l’intero Dicionario, che si configura come un lavoro in progress, dedicato a repertoriare autori e opere portoghesi e brasiliani nell’arco della storia della musica. Lopes-Graça è autore portoghese del Novecento, che nella propria opera include l’interesse per il folclore contadino, tuttavia trasceso in forme di linguaggio post-tonale, insieme con una spiccata sensibilità per le risorse sonore, per le piegature del tempo, che in alcuni momenti aprono a momenti di pronunce libere e flessibili. Questo link – http://193.136.113.20:8020/…/dicionario_caravelas/139a… – conduce al saggio di Cosimo Colazzo  (nella versione originale in lingua italiana, e in portoghese, nella traduzione di Alberto Pacheco,), che costituisce l’approfondimento analitico-musicologico della voce dedicata a Lopes-Graça, nella forma di uno studio, pubblicato online dal Dicionario, che approfondisce il linguaggio compositivo di Lopes-Graça, insieme con le relazioni che vengono a tessersi tra il compositore portoghese e alcuni compositori brasiliani.

Link correlati:

Dicionario Biografico Caravelas, online

Il saggio di Cosimo Colazzo, in formato PDF

Ethnos è il titolo del quinto concerto del festival Contrasti. Alla Sala Grande del Buonconsiglio a Trento, venerdì 30 Maggio. Alle ore 20.00 un incontro con Cosimo Colazzo sul tema del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il Novecento. Poi, dalle 20.45, un concerto del Motocontrario ensemble: un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze che hanno vissuto le periferie come luoghi di rinnovamento dei linguaggi

30 maggio 2014
20:00a22:00

Lopes-Graça2Lopes-Graça1“Ethnos” è il titolo del quinto concerto del festival “Contrasti”, organizzato dal Motocontrario ensembe e dal Castello del Buonconsiglio. Alla Sala Grande del Castello, a Trento,  venerdì 30 maggio, a partire dalle 20.00. Prima un incontro culturale con Cosimo Colazzo sul tema del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il Novecento, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze,  dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. E poi, dalle 20.45, un concerto del Motocontrario ensemble (con Margherita Franceschini, Andrea Mattevi, Marco Longo, Emanuele Dalmaso, Cosimo Colazzo, Maria Rosa Corbolini), che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Nel ‘900 musicale è complessa la vicenda di come si è sviluppato l’interesse dei compositori per i patrimoni popolari. Vi confluiscono, dapprima, istanze nazionaliste, volte a recuperare il senso delle identità specifiche, contro i linguaggi dominanti, dei paesi culturalmente più forti. Russia, Ungheria, Spagna, Finlandia: l’Europa periferica è attraversata da quest’interesse. In alcuni autori la ricerca sui patrimoni popolari si è legato a un’istanza sociale, se non politica, di rivendicazione delle culture più marginalizzate: in questo senso, ad esempio, si è sviluppato l’interesse di ricerca per i repertori musicali contadini. Di questo tratta il quinto appuntamento del festival “Contrasti”, che si svolge alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio, organizzato dallo stesso Castello e dal Motocontrario Ensemble. Venerdì 30 maggio, alle ore 20:00 Cosimo Colazzo tiene un incontro dal titolo “Musiche tra ricerca, mito e politica del folclore” sul tema dei del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il ‘900, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze,  dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. Di seguito a quest’incontro, alle ore 20:45, si tiene il concerto del Motocontrario ensemble, dal titolo “Ethnos”, che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály, Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Il ‘900 ha sviluppato un interesse per le culture popolari e contadine perseguendo un metodo nuovo, maggiormente rispettoso degli stessi oggetti di ricerca. Si è trattato di recuperarli in una dimensione originaria, senza interventi volti ad adattarli dentro confezioni accette e piacevoli. L’etnomusicologia ha sostenuto un interesse di questo tipo, che ha riguardato anche i compositori, in certo rapporto creativo, di segno innovativo, che hanno voluto tessere con i repertori popolari. Un compositore come Béla Bartók è esemplare in questo senso, perché ha raccolto e registrato una grande vastità di repertori, nel suo paese, più ampiamente nell’Europa centro-orientale, ma poi anche in altri luoghi, in Turchia, ad esempio, e sino in Algeria. Ha legato questo interesse scientifico per i patrimoni popolari a un interesse artistico, che ha colto i materiali popolari nella loro carica di novità, capace di stimolare il superamento dei linguaggi tradizionali colti. In questo stesso senso si è mosso un altro compositore ungherese, come Zoltán Kodály (1882-1967), del quale Margherità Franceschini interpreta la Sonata op. 8 (1915) per violoncello solo. Più in generale tutta la cultura musicale ungherese ha vissuto intensamente questa linea di ricerca musicale. E’ da lì che prende le mosse György  Ligeti (1923-2006), del quale viene eseguita nel concerto, la Sonata (1948/1953) per violoncello solo, per poi sviluppare un linguaggio personale e fortemente sperimentale circa le possibilità del suono e dei variabili aggregati che può generare. In Portogallo Fernando Lopes-Graça (1906-1994) ha determinato parte della propria ricerca compositiva nel segno del rapporto con i repertori popolari contadini, rivissuti nel segno di un linguaggio post-tonale capace di innestare sistemi sonori avanzati nel rapporto con le melodie popolari, come accade nelle Melodias rústicas portuguesas, di cui nel concerto Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, in duo pianistico, pianoforte a quattro mani, propongono 3° Quaderno, del 1979. Questa dei rapporti con i repertori popolari è un’esperienza che molto coinvolge anche autori brasiliani, tesi in senso nazionalista o di riscatto sociale a dare dignità di presenza artistica ai repertori delle zone più autentiche del Brasile. In questo senso va letta l’esperienza di Caesar Guerra Peixe (1914-1993) – che ebbe rapporti di scambio culturale con Lopes-Graça -, rilevabile nel concerto con la sua Suite Nordestina (1947) per viola e pianoforte, che sarà interpretata da Andrea Mattevi (viola) e Marco Longo (pinaoforte). E in tempi più recenti, una parte della produzione di Ricardo Tacuchian (1939), del quale Cosimo Colazzo esegue Leblon à tarde (2003) per pianoforte. Dimitri Nicolau (1946-2008), compositore greco, ha incrociato il suo senso di un’arte politicamente impegnata, contro il regime dei colonnelli, con un interesse al recupero dei tratti più autentici della cultura musicale greca, che vive all’incrocio tra mondo orientale e occidentale dell’Europa.  Di Nicolau il sassofonista Emanuele Dalmaso interpreta, nel concerto, due brani da Dissidence (2003) per sassofono solo. Qui per il programma PDF del concerto ———————— Info: press@buonconsiglio.it    –    motocontrarioensemble@gmail.com web: www.motocontrario.it     –     facebook: https://www.facebook.com/motocontrarioensemble.

Un editoriale di Cosimo Colazzo sul quotidiano “Trentino”. Sui temi di musica e razzismo, musica, nazismo e fascismi

Sul quotidiano “Trentino” del 27.01.14 è apparso un editoriale di Cosimo Colazzo, che tratta di musica e razzismo, musica, nazismo e fascismi. Si fa riferimento anche ad alcuni autori nel programma del concerto che Colazzo tiene, con il Motocontrario ensemble, al MUSE Museo delle Scienze di Trento, in ocasione della GIornata della Memoria,  il 27 gennaio  a partire dalle ore 20.00. Il concerto comprende musiche di Masu, di Lopes-Graça (resistente contro il Portogallo fascista di Salazar), Nicolau (esule in Italia contro il regime dei colonnelli in Grecia), Schulhoff (morto in un campo di concentramento nazista).

Qui per l’editoriale, dalla pubblicazione del giornale, in formato PDF

Qui il file di immagine.

Lopes-Graça e il Brasile. Un saggio di Cosimo Colazzo all’interno di un volume, a cura di Alberto Pachecho, che disegna un panorama storico della musica nello spazio culturale luso-brasiliano.

Pubblicati gli Atti del Congresso Internazionale “A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico”, tenutosi a Lisbona dal 7 al 9 novembre 2013. Il volume, a cura di Alberto Pacheco, è pubblicato dal CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical della Universidade Nova di Lisbona e da  Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-Brasileira attivo all’interno del CESEM (Lisbona, 2013. ISBN: 978-989-97732-4-0).

All’interno del volume, un saggio di Cosimo Colazzo dal titolo “Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil” (pp. 161-189).

Sul sito di “Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-Brasileira”, attivo all’interno del CESEM, è possibile consultare e scaricare il volume. In particolare a questo indirizzo: http://www.caravelas.com.pt/home.html.

Clicca qui per scaricare direttamente, dal sito di Caravelas, l’intero volume in formato PDF.

Clicca qui, invece, per scaricare l’estratto, dal volume, del saggio di Cosimo Colazzo 

Riferimenti bibliografici:

Cosimo Colazzo, Un Réquiem por las víctimas del fascismo. Sentido de lo sagrado, tradiciones campesinas, religión laica de la democracia. De Lopes-Graça hacia Brasil. In Alberto José Vieira Pacheco (ed.), Atas do Congresso Internacional ‘A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico’, CESEM, Lisboa, 2013. pp. 161-189.

CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical, Universidade Nova de Lisboa, Lisboa, 2013. pp. 922. ISBN: 978-989-97732-4-0

 

Musiche contro il nazismo e i fascismi in Europa. Un concerto del Motocontrario ensemble al MUSE di Trento nella Giornata della Memoria

27 gennaio 2014
20:00a22:00
Un'immagine giovanile di Erwin Schulhoff
Un’immagine giovanile di Erwin Schulhoff

Nella Giornata della Memoria, lunedì 27 gennaio, al MUSE, Museo delle Scienze, a partire dalle ore 20.00, un incontro e un concerto, sul tema di musica, dittatura, fascismi e censura, tenuto dal Motocontrario ensemble, un collettivo di compositori e artisti, impegnato sulle letterature musicali del ‘900. Dalla musica di Schulhof (autore morto in un campo di concentramento nazista), presa nel gusto della dissonanza e del ritmo jazz, alla musica di Lopes-Graça (perseguitato nel Portogallo fascista, per un’intera vita), ricca di sensibilità nel suo gusto post-tonale e nel recupero del patrimonio etnico contadino, alla musica di Nicolau (fuggito dalla Grecia della dittatura dei colonnelli), anch’essa alimentata dell’idea di una Grecia diversa, in partiture che riprendono elementi del tessuto culturale profondo del Paese. Sino a un’opera nuova di Raul Masu, che riflette oggi, negli occhi di un giovane, sulla memoria dell’olocausto. I pianisti Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, il sassofonista Emanuele Dalmaso, l’interprete all’elettronica Raul Masu, danno rappresentazione a un panorama intenso di valori poetici, artistici e di significato sociale. Come indica il titolo del concerto, sono “musiche per non dimenticare l’orrore del nazismo e dei fascismi in Europa”.

La musica, come altre espressioni della cultura, è fatta oggetto di censura sotto i regimi dittatoriali. Questi regimi hanno i loro codici, richiedono adesione a un’ideologia, agli orientamenti imposti. L’apparato stabilisce i linguaggi accetti per  l’arte, che hanno a che fare con la propaganda. L’arte deve piegarsi a veicolare espressioni non problematiche e a fornire un’immagine positiva del potere.

Il nazismo ha pienamente incarnato una tale idea dell’arte, come ambito della propaganda, che deve respingere ogni spinta profondamente creativa, e restare alla superficie, riprodurre modelli noti e accetti al potere come alla società che lo sostiene. La musica d’avanguardia era arte degenerata, per il nazismo. Da rigettare, perché malata, lontana dalla sanità di valori della razza ariana.

Il nazismo ha sterminato quanti costituivano un intralcio al progetto folle di dare posto al nuovo uomo ariano. Lo sterminio degli ebrei, che in Germania costituivano una minoranza, ma nello stesso tempo un’ossatura fondamentale della cultura tedesca, ha costituito, per l’Europa , un atto criminale rivolto verso se stessa. Si pensi a quanti intellettuali, artisti, scienziati, nel pieno della loro creatività e capacità inventiva e di produzione artistica e intellettuale, sono stati ammazzati nei lager. Un capitale di cultura, saperi, potenzialità creative è stato incenerito.

Di questo, dei regimi dittatoriali e della musica, del nazismo e dei fascismi in Europa nel secolo scorso, si occupa, con opere significative, un concerto che si tiene al MUSE, Museo delle Scienze a Trento (Corso del Lavoro e della Scienza 3), lunedì 27 gennaio, in rapporto alla Giornata della Memoria. Il concerto è organizzato dal MUSE e da Motocontrario Ensemble, un collettivo di compositori e interpreti, impegnato su tematiche di ricerca musicale, sul Novecento e sulla musica contemporanea.

Alle ore 20.00, Cosimo Colazzo, pianista, compositore, direttore d’orchestra, docente al Conservatorio di Trento e negli Stati Uniti,  membro dell’équipe di ricerca del CESEM  (Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical) dell’Universidade Nova di Lisboa, tiene un breve incontro sui temi della censura e della musica, delle politiche ideologiche e dittatoriali e dei riflessi prodotti sui linguaggi compositivi degli artisti.

L’incontro costituisce anche un’introduzione al concerto che si tiene di seguito, alle ore 20.30. Il concerto propone musiche di Erwin Schulhoff, Fernando Lopes-Graça, Dmitri Nicolau, Raul Masu. Interpreti sono i pianisti Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, il sassofonista Emanuele Dalmaso, l’interprete all’elettronica  Raul Masu.

Erwin Schulhoff (1894-1942), di cui si propone Hot-Sonata (1929) per sassofono contralto e pianoforte (interpreti Dalmaso e Colazzo), è autore ebreo, di genitori tedeschi, vissuto in Cecoslovacchia. E’ un autore di straordinaria capacità creativa, che nella sua opera genera un contatto molto originale e personale verso il jazz, e questo già negli anni ’20. E’ autore di pezzi che sanno tenere insieme i linguaggi più avanzati, nel segno della dissonanza, con costruzioni ritmiche molto complesse, che ricava dal jazz. Alla fine degli anni ’30 aderisce al comunismo e assume la cittadinanza sovietica. Ma i nazisti, invasa la Cecoslovacchia, lo fanno prigioniero e lo internano in un campo di concentramento in Baviera, dove muore di tisi.

Fernando Lopes-Graça (1906-1994) è un autore portoghese, che ha sofferto la persecuzione da parte del regime fascista dell’Estado Novo, che ha oppresso il Portogallo dalla fine degli anni ’20 sino alla rivoluzione dei Garofani nel 1974. Lopes-Graça è impegnato politicamente contro il regime e viene estromesso dagli incarichi pubblici, tenuto in carcere. E’ autore di una musica che sa integrare, in soluzioni di grande qualità espressiva, le risorse di un linguaggio che è decisamente post-tonale, con il recupero di aspetti del patrimonio etnico contadino del Paese. Questo è parte consistente di un impegno politico, che si declina in ambito artistico e in contesti concreti di protesta e resistenza. Nel concerto sono interpretati alcuni dei Preludi (1950-55), eseguiti dalla pianista Maria Rosa Corbolini, Cinco Nocturnos (1959), interpretati da Cosimo Colazzo, e Melodias rusticas portuguesas per pianoforte a quattro mani (1979), nell’interpretazione di Corbolini e Colazzo.

Dimitri Nicolau (1946-2008) è fuggito dalla Grecia dei colonnelli, che è stata feroce contro gli artisti dissidenti. Anche nella sua opera risalta il rapporto con una dimensione popolare e etnica, che deve costituire tessuto di un discorso musicale nuovo, che sia in contatto con la cultura viva della critica e contro la cultura di morte del regime e della propaganda. Colazzo e Dalmaso propongono una delle ultime pagine prodotte, dal titolo Cantilena, del 2007, meditativa, riflessiva, malinconica.

Il brano di Raul Masu (1992), dal titolo Momenti d’inciampo (2013), per elettronica con sassofono baritono (interpreti Dalmaso e Masu), riflette sul concetto della memoria, dei segnali della memoria, che devono costituire inciampo, contro l’abbandono della vigilanza critica.

Per concludere alcune note su Motocontrario ensemble che realizza il concerto. Motocontrario ensemble è un collettivo di compositori e interpreti che concentra il proprio interesse artistico e di ricerca sulla musica del ‘900 e sulle musiche contemporanee. Realizza concerti in cui solleva interesse per queste letterature, portando, sul ‘900, uno sguardo critico, problematizzando le prospettive canoniche e ufficiali. Tiene in forte relazione e costante confronto le dimensioni artistiche e della ricerca. Accanto ai concerti, mira a realizzare laboratori, seminari aperti su tematiche importanti e stringenti nell’odierna complessità culturale. È interessato alle prospettive che emergono nel rapporto tra musica, arte, scienza, tecnologia, società e politica.

Attualmente sono partecipi del progetto, come musicisti, il compositore, pianista e direttore d’orchestra Cosimo Colazzo, la pianista Maria Rosa Corbolini, il compositore, violinista e violista Andrea Mattevi, la compositrice, contrabbassista e musicologa Valentina Massetti, il compositore e pianista Marco Longo, il compositore e interprete di musica elettronica Raul Masu, il sassofonista Emanuele Dalmaso, il trombista Riccardo Terrin. È un ensemble a geomatrie variabili e aperto a contributi plurali.

Di seguito alcune note sugli interpreti nel concerto per la Giornata della Memoria:

Cosimo Colazzo è docente di Composizione al Conservatorio di musica di Trento, del quale è stato direttore dal 2005 al 2011. Insegna anche alla Italian School del Middlebury College, negli Stati Uniti. È membro dell’équipe di ricerca del CESEM, Centro de Estudos Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical della Universidade Nova di Lisbona.

Maria Rosa Corbolini è docente di Pianoforte al Conservatorio di musica di Trento. È stata premiata in Concorsi pianistici e di musica da camera, nazionali e internazionali. Svolge attività nel campo della musica da camera, in varie formazioni, anche su repertori poco frequentati, tenendo concerti per importanti società e festival musicali italiani ed esteri.

Emanuele Dalmaso si è diplomato in Sassofono, con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, nel 2013, al Conservatorio di musica di Trento, sotto la guida di Armando Ghidoni. Ha studiato anche con il sassofonista Pepito Ros, e ha seguito diversi corsi di perfezionamento con David Brutti. Insegna presso la Scuola Musicale “Il Diapason” di Trento.

Raul Masu studia Composizione, al Conservatorio di musica di Trento, sotto la guida di Cosimo Colazzo. Nello stesso Conservatorio studia Musica elettronica con Mauro Graziani. Collabora come musicista ricercatore con l’Experiential Music Lab dell’Università di Trento.

Qui per il Programma dell’incontro e del concerto

Qui per il Programma dettagliato del concerto

Qui per il Comunicato Stampa

Tra i prossimi impegni di Cosimo Colazzo, un intervento di concerto a Palacio Foz, uno dei più bei palazzi storici di Lisbona. E una conferenza all’Universidade Nova di Lisbona.

7 novembre 2013
21:30a22:30
8 novembre 2013
16:00a17:30

  Cosimo Colazzo è a Lisbona, dove giovedì 7 novembre, alle ore 21,30, terrà un intervento di concerto, nell’ambito di un programma con musiche di autori portoghesi e brasiliani, a Palacio Foz. Colazzo eseguirà musiche di Fernando Lopes-Graça, un autore portoghese del ‘900, del quale va indagando approfonditamente l’opera, sia nel senso della ricerca musicologica che della produzione in forma di concerto.

Terrà, inoltre, il giorno successivo, venerdì 8 novembre, una conferenza all’Universidade Nova di Lisbona, su Lopes Graça, nell’ambito di un congresso dedicato ai rapporti tra Portogallo e Brasile, osservati nel punto di vista musicologico.

Lopes-Graça esprime la via di un impegno estetico, che guarda al rinnovamento del linguaggio musicale, in senso anti-retorico, nella prospettiva di costruzioni di tipo post-tonale. Nello stesso tempo trova essenziale l’apertura al patrimonio folclorico rurale e contadino. Lì si tesse una relazione strutturata tra i linguaggi post-tonali, su cui indaga, e il pensiero musicale arcaico contadino. Si danno risonanze forti che la musica di Lopes-Graça raccoglie. In questa prospettiva Lopes-Graça si propone come una traccia del massimo interesse per un gruppo di compositori brasiliani di talento (Guerra Peixe, Claudio Santoro, Camargo Guarnieri, e altri), che provengono da una formazione di tipo seriale e dodecafonico, ma che vogliono superare questa fase. Ci sono anche spinte di tipo ideologico, nel rifiuto del formalismo della tecnica dodecafonica, che agisce che si costituisce come un universo a sé, separato dal mondo. Comunque risulta chiaro quali prospettive apra il rapporto con Lopes-Graça, e il suo modo di attivare il rapporto con il patrimonio folclorico portoghese.

La relazione di Colazzo approfondisce tutti questi aspetti: di come si articoli la posizione estetica e la posizione politica di Lopes-Graça, e di come si attivi un interesse che riguarda il Brasile. E’ un interesse reciproco, che evidenzia alcuni temi, che diventano cruciali nel dibattito culturale e politico, nonché musicale, degli anni ’50.

Programma del concerto

Programma del Congresso

Un concerto del duo pianistico Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini al Festival Eterotopie di Mantova. Domenica 23 giugno alle 11.30 al Palazzo di San Sebastiano.

23 giugno 2013
11:30a13:00

Il concerto si tiene nell’ambito di un festival, come Eterotopie, curioso di aprire prospettive e letture intorno ad alcuni spunti tematici, e di intrecciare rapporti tra musica e altre dimensioni artistiche. Nell’edizione 2013 il tema rilevante del festival (che si svolge a Mantova dal 21 al 30 giugno) è quello del mito. Il concerto di Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, docenti al Conservatorio di musica “Bonporti” di Trento, reca il titolo “Il mito oscuro meridiano”. Si tiene domenica 23 giugno alle ore 11.30 al Palazzo di San Sebastiano a Mantova. Attraverso le musiche di Massetti, Colazzo, Lopes-Graça, Casella e Ligeti, il concerto del duo indaga ricerche del ‘900 e attuali volte ad allargare il senso del suono e del tempo musicale, verso dimensioni altre, fatte di una materialità scura e profonda, o anche di visioni trasparenti e lucide, o del senso dell’attesa e dell’incanto.

Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini sono protagonisti nella forma del duo pianistico per pianoforte a quattro mani e per due pianoforti, al Festival “Eterotopie | altri luoghi”, che si svolge a Mantova (dal 21 al 30 giugno), in un concerto che reca il titolo “Il mito oscuro meridiano” e si inquadra in un più ampio interesse del festival, nell’edizione 2013, rivolto al tema del mito.

Mito oscuro, come richiamo alla dimensione ctonia e profonda del mito, inesauribile e originaria, attrattiva come abisso indistinto. Mito anche come visione meridiana e trasparente delle cose. Il mito può essere altalenante tra opposte polarità. E il programma del concerto vuole proprio dare rappresentazione di uno spettro di significati che si propone nel senso dello scuro profondo, della materialità che avvolge tutto nelle sue spire, o anche della trasparenza, della lucidità, dell’angolo retto, della sospensione e dell’incanto.

Il programma del concerto, che si tiene domenica prossima 23 giugno alle ore 11.30 a Palazzo San Sebastiano, propone musiche del ‘900 e contemporanee. Sono proposte, con il programma, alcune opere di Valentina Massetti e di Cosimo Colazzo. Insieme con opere di Alfredo Casella, Fernando Lopes-Graça, Gyorgy Ligeti.

Di Valentina Massetti (1984), il duo propone un’opera fatta di atmosfere silenti e sospese, di un gioco percettivo che si rivolge alle possibilità evocative del vuoto. Massetti, di cui viene eseguito il brano dal titolo Linee sospese (2013) per pianoforte a quattro mani, è una giovane compositrice trentina. Diplomata in Contrabbasso al Conservatorio di Trento, in Didattica della musica al Conservatorio di Venezia, laureata in Musicologia all’Università Ca’ Foscari, attualmente sta concludendo gli studi di composizione al Conservatorio di Trento. Ha sviluppato un suo linguaggio, che si distingue nel senso dell’uso di materiali estremamente ridotti ed essenziali, atti a generare, insieme con il silenzio che li circonda, un senso intimo dell’espressività.

Di Cosimo Colazzo (1964) sono in programma alcune opere che esprimono il gusto, che è proprio del compositore, per una forma che può deviare, differire il suo corso, evidenziando il momento, l’evento nella sua propria liricità, nella  sua risonanza. Nelle opere comprese nel programma, da Stanze (1997/2013) per pianoforte a quattro mani, a Preludes (1988/2011) per due pianoforti, al più recente La piega il respiro (opera del 2013, nell’occasione in prima assoluta) per pianoforte a quattro mani, si produce il senso dello stare incantati nell’attesa, nel trascorrere del tempo, che è risonanza, memoria. Il tempo non è misura ordinata, è piega e deviazione, flusso, deflusso e respiro.

Il concerto propone, inoltre, la figura significativa di Alfredo Casella (1983-1947), autore di forte personalità, che rivela un infallibile gusto per la dissonanza, il trattamento espressivo dei materiali e la passione per la ritmica incisiva.  La musica di Alfredo Casella, con Pagine di guerra (1915), parla in termini duri e dissonanti, della materia orribile della guerra. Certo indulgere al tratto d’immagine è subito compensato da un senso asciutto della dissonanza e del ritmo. Come in Pupazzetti (1915), che asciuga, con il senso del gioco e dell’ironia, ogni retorica sentimentale. Forme e geometrie in evidenza. Il tutto netto, trasparente, preciso, meridiano nella misura precisa di ogni relazione.

Gyorgy Ligeti (1923-2006) è molto persuasivo, con i suoi Cinque pezzi (1942-1950), nella volontà di trovare un linguaggio preciso e articolato, che propone alcuni richiami, in certi casi, rispetto al senso della musica popolare ungherese, con il suo senso acceso del ritmo, con la sua modalità così eccentrica. Si tratta di una serie di opere brevi, che fanno parte della produzione giovanile di Ligeti, e che sono rivelative di una passione dell’autore per i materiali fatti di tagli formali recisi, di atmosfere nette, del piacere per il gioco ritmico spiazzante.

Nel programma sono infine presenti due opere per due pianoforti di Fernando Lopes-Graça (1906-1994), autore portoghese che ha realizzato una vasta opera, tutta rivolta all’Europa della ricerca e dell’impegno per il rinnovamento dei linguaggi.  Lopes-Graça ha subito la persecuzione del regime fascista  salazariano. E’ un autore che troviamo da subito fortemente proiettato in direzione europea, con il suo linguaggio compositivo, che può richiamare in certi aspetti Bartók, o Stravinskij, o Hindemith. Nella sua musica ritroviamo talento, cultura, tecnica e metodo. Il concerto propone Prelúdio, Cena e Dança (1929/1973) un’opera che evidenzia un profilo sempre molto geometrico. E Paris 1937 (1937/1968), dove c’è il senso percussivo del pianoforte, il gusto della dissonanza materica, insieme con il gioco che apre all’intrusione del leggero, del suono corrente, del jazz, del charleston, del valzer, sempre deformati, virati verso la dissonanza e la stratificazione politonale.

Qui il programma del concerto.

Qui il programma del festival Eterotopie nell’edizione 2013.

Inoltre, il sito di Eterotopie | altri luoghi.

Una conferenza, di Cosimo Colazzo, al Conservatorio di Vigo, in Spagna, sulla musica ispano-lusitana, nelle figure rappresentative di Fernando Lopes-Graça e Federico Mompou. Nella settimana, tiene, al Conservatorio di Vigo, un concerto, e inoltre una masterclass di composizione.

9 aprile 2013
19:00a21:00

Cosimo Colazzo al Conservatorio di Vigo, per una serie di eventi. Un concerto lunedì 8 aprile, con musiche proprie, di Casella e Lopes-Graça, in duo pianistico con Maria Rosa Corbolini. Quindi, martedì 9 aprile una conferenza, dedicata alla musica ispano-lusitana e alle figure, molto rappresentative nel ‘900, di Fernando Lopes-Graça e Federico Mompou. Inoltre una masterclass di composizione.

Cosimo Colazzo tiene una conferenza, al Conservatorio Superior de Musica di Vigo, in Spagna, dedicata alla musica ispano-lusitana del ‘900, con un particolare riferimento a due figure esemplari, di cui analizza il linguaggio compositivo e le idealità poetiche. Si tratta, in particolare, del portoghese Fernando Lopes-Graça e del catalano Federico Mompou. La conferenza sarà tenuta martedì 9 aprile, alle ore 19.00, presso la Sala de Orquesta del Conservatorio di Vigo.

Cosimo Colazzo in questa settimana sviluppa alcuni impegni di tipo artistico, formativi, di divulgazione culturale al Conservatorio di Vigo. Lunedì 8 aprile, all’Auditorium del Conservatorio di Vigo, tiene un concerto, per duo pianistico (insieme con la collega del Conservatorio di Trento, Maria Rosa Corbolini), con musiche proprie, di Alfredo Casella e di Fernando Lopes-Graça. Quindi, il giorno successivo, la conferenza, e nei giorni a venire della settimana una masterclass di composizione.

La conferenza è dedicata a due figure di capitale importanza, nel ‘900, nella penisola iberica, che hanno espresso due profili dell’esperienza creativo-compositiva. E’ di questi che tratterà la conferenza, indagando il linguaggio e il metodo compositivo nell’opera di Fernando Lopes-Graça e Federico Mompou.

Fernando Lopes-Graça (1906-1994) rappresenta una figura di grande spessore artistico-musicale e culturale. Apre ai linguaggi musicali post-tonali, in un dialogo di livello europeo, che si realizza attraverso una forma estremamente controllata, lucidamente organizzata, e nel contempo con una sensibilità rinnovata per il dato timbrico, per il trattamento ritmico, per l’utilizzo liberato della dissonanza. Si tessono correlazioni con autori come Bartók, Stravinskij, Hindemith. Inoltre si segnala un interesse per la radice dell’espressione popolare contadina. Qui si evidenzia un rapporto con l’esperienza culturale di Bartók. Egli studia il repertorio etnico-musicale del Portogallo, soprattutto delle zone rurali e contadine. Lo immette, in alcuni casi, nella sua opera, attraverso una sensibilità che tende a rispettarlo nella sua integrità di un preciso soggetto culturale, ma anche ad aprirlo a rapporti, innesti e risonanze, con una sensibilità allargata, nuova, che è oltre la tonalità.

Lopes-Graça fu intellettuale militante, contro la dittatura salazariana, che ha tenuto oppresso il Portogallo per lunghi decenni, dagli anni ’30 sino agli anni ’70 del secolo scorso. Soffrì il carcere, come l’isolamento e l’emarginazione imposti dal potere.  Nonostante questo ha continuato la sua militanza artistica, componendo nel tempo un catalogo molto vasto, che si segnala per la portata di una coerenza di sviluppo di una creatività potente e ricca di implicazioni.

L’altro autore che Colazzo tratta nella conferenza è Federico Mompou (1893-1987). Diversa la pronunzia della sua posizione estetica. Vive come uno stato di introversione dell’esperienza musicale. E’ alla ricerca di un linguaggio massimamente distillato, che deve essere, per lui, ridotto, verso la linea semplice, verso un contatto fluido con il silenzio. E’ questo che risalta nella sua produzione musicale. Il senso del messaggio ridotto, della forma concisa, il rifiuto dello sviluppo, della grande forma. Bisogna radicalizzare la ricerca sul suono, entrare dentro le pieghe del suono, che è soprattutto risonanza. Anche qui un’esperienza molto radicale e originale. Il discorso si fa estremamente affinato, nella ricerca di un suono che non ha una confezione fissa, ma va individuato costantemente, come evento sonoro.

Qui il programma della conferenza sulla musica ispano-lusitana.