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Cosimo Colazzo al Conservatorio di Como per un concerto e un seminario sulla musica ispano-lusitana del ‘900. Con un particolare riferimento alla musica del catalano Federico Mompou e del portoghese Fernando Lopes-Graça.

8 marzo 2013a9 marzo 2013

Nel contesto delle ricerche che Cosimo Colazzo, docente di Composizione al Conservatorio di Trento, conduce sulle letterature musicali del ‘900 di area ispano-lusitana, si inscrivono alcuni appuntamenti organizzati dal Conservatorio di musica di Como, che su questi temi ha voluto proporre un seminario e un concerto.

Colazzo tiene il seminario venerdì 8 marzo 2013, con il titolo “Musica ispano-lusitana del ‘900. Seminario di analisi musicale”, presso il Conservatorio di Como, a partire dalle ore 11.00.

Il seminario svilupperà il suo approfondimento intorno al Novecento musicale, che, in Spagna e in Portogallo, assume declinazioni particolari, anche nel rapporto con le particolari vicende storiche che hanno riguardato, nel secolo, la penisola iberica. Si pensi, in Spagna, al trauma della Guerra Civile, che comporta l’insorgere della dittatura franchista. La Guerra Civile coinvolge fortemente gli intellettuali, che in molti casi esprimono attivamente il proprio impegno politico. A seguito del consolidamento della dittatura si assisterà a una diaspora, secondo percorsi di esilio che potranno riguardare l’Europa o l’America latina. Si pensi, in campo musicale, a Roberto Gerhard, che ripara in Gran Bretagna, o a Rodolfo Halffter che raggiunge il Messico. Altri musicisti invece sono in patria. Alcuni in una posizione supina rispetto al regime, altri in una dimensione di ritiro ed esilio interiore, come, ad esempio, Federico Mompou.

Anche il Portogallo, nel ‘900, vive un percorso storico e politico particolare. Dagli anni ’30 emerge un regime autoritario, in cui riveste un ruolo chiave Antonio Oliveira Salazar, che instaura una dittatura (che durerà decenni, sino alla Rivoluzione dei Garofani del 1974), che comprime fortemente gli spazi di libertà, e censura tutti gli oppositori. Ci sono musicisti che tengono un rapporto collaborativo rispetto al regime: come Rui Coelho, ad esempio, un musicista di solida formazione, che aveva studiato in Germania, entrando in contatto anche con Schönberg. Mentre altri sviluppano una resistenza militante, che li porta allo scontro diretto con il potere. E’ il caso di Fernando Lopes-Graça, che presto viene individuato come un oppositore da reprimere e isolare. Verrà privato, durante la sua vita, infatti, della possibilità di insegnare, pur vincitore di una cattedra al Conservatorio di Lisbona. Lo raggiungerà, addirittura, un decreto che gli inibisce di insegnare anche presso strutture private. Viene anche incarcerato.

Il seminario oltre che delineare il panorama delle vicende culturali e musicali che riguardano la penisola iberica nel ‘900, si concentrerà sull’opera del catalano Federico Mompou (1893-1987) e del portoghese Fernando Lopes-Graça (1906-1994), enucleando i tratti dei rispettivi linguaggi compositivi. Si sviluppano percorsi di grande fascino, per due personalità artistiche di massimo rilievo, che hanno dato luogo a opere che in entrambi i casi espongono il senso dell’assoluta dedizione all’arte e alla ricerca artistica. E questo sempre con tratti personalissimi.

Accanto al seminario Cosimo Colazzo propone un concerto, sabato 9 marzo alle ore 17.30, all’Auditorium del Conservatorio di Como, in duo pianistico (quattro mani e due pianoforti) con Maria Rosa Corbolini (docente di Pianoforte al Conservatorio di Trento), in cui saranno rappresentate importanti opere di Mompou e Lopes-Graça, accanto a opere di Alfredo Casella e Colazzo.

Di Lopes-Graça saranno eseguiti il Terzo Quaderno delle Melodias Rústicas Portuguesas, del 1979, per pianoforte a quattro mani, Paris 1937 (1937-1968) per due pianoforti, Prelúdio, Cena e Dança  (1929-1973). In questi pezzi emerge, da una parte, l’interesse per il patrimonio folclorico contadino del Portogallo, che Lopes-Graça innesta in contesti di ricerca avanzati, post-tonali, e dall’altra l’interesse per i linguaggi dissonanti, per le figurazioni asciutte e geometriche, per l’esposizione in rilievo delle strutture ritmiche.

Di Mompou Cosimo Colazzo eseguirà il Quarto Quaderno di Música Callada(1967), per pianoforte. Qui siamo nella dimensione di una ricerca che tende a individuare il suono in una dimensione sorgiva, in rapporto di risonanza con il silenzio, mentre le forme sono concise e lontane da ogni retorica dello sviluppo.

Di seguito, a partire dai seguenti link, è possibile prendere visione dei materiali che riguardano il Seminario e il Concerto.

–          Il programma del Seminario

–          Il programma del Concerto

ULTIM’ORA

Maria Rosa Corbolini non è potuta intervenire per il concerto in duo pianistico, in quanto ammalata.

Il concerto in questa forma è stato sostituito, nello stesso giorno e orario, da un concerto per pianoforte solo, tenuto da Cosimo Colazzo come pianista solista, con musiche di Mompou e Lopes-Graça. In particolare, Cosimo Colazzo ha interpretato l’integrale di Musica callada di Mompou, che consta di quattro quaderni, e Cinco Nocturnos di Lopes-Graça.

Di seguito, a partire dal seguente link, il programma del Concerto

Cosimo Colazzo per Performa 2013 alla Universidade do Rio Grande do Sul, a Porto Alegre, in Brasile

Performa è uno degli eventi più attesi, a livello internazionale, nell’ambito della ricerca intorno alle culture dell’interpretazione musicale. Vi convengono artisti, studiosi di varie discipline per confrontarsi sulle questioni di maggior rilievo, rispetto all’interpretazione musicale, nella relazione con le letterature storiche, come rispetto a oggi, dove la musica appare in una condizione costantemente interrogativa, anche rispetto ai rapporti tra composizione, interpretazione, pubblico, nuovi media.

Performa intende presentare prospettive innovative nella ricerca che riguarda la performance musicale, incentivando il dialogo interdisciplinare.  L’evento si svolge a cadenza biennale, e quest’anno si tiene in Brasile, ospite della Universidade Federal do Rio Grande do Sul, a Porto Alegre,, dal 31 maggio al 2 giugno 2013. La edizione 2013 di Performa privilegia la tematica della ricerca artistica nella performance musicale.  Collaborano all’evento, oltre all’Università ospitante, la Associação Brasileira de Performance Musical (ABRAPEM), la Universidade de Aveiro, in Portogallo, e INET-MD (Instituto de Etnomusicologia – Centro de Estudos em Música e Dança).

Cosimo Colazzo, docente di composizione al Conservatorio di musica di Trento, nonché pianista, impegnato su repertori specifici del ‘900, è stato chiamato a partecipare a Performa 2013, con un recital e una conferenza dedicati alla musica di Federico Mompou, compositore catalano del ‘900, autore di un’opera non vasta, dove il pianoforte risulta privilegiato, che costituisce il distillato di una ricerca estremamente concentrata, rivolta ai valori del silenzio, della meditazione, dell’ascolto. Sono valori che Mompou esprime con un linguaggio molto sottile e sensibile, dove vale il senso del timbro, della risonanza, del suono ricercato. Non è tanto la macchina narrativa che interessa, la produzione dello sviluppo e della forma ampia e compiuta. L’inverso, invece, la presenza sonora risonante, il suono che si effonde nell’aperto, nell’aria, che ha una sua dinamica di definizione-individuazione e di estinzione, che va seguita in tutta questa vita mobile, diversa, flessibile e fluida. Il suono non è un’entità fissa e definita. E’ qualcosa che si compie, che si trova stando in una condizione di apertura e di ascolto. In questa condizione di flessibilità, che si nutre molto di passività, il suono non va elaborato, trattato dalla macchina narrativa. Va dato in una sua presenza abbandonata, in un tempo largo e dilatato. Non analizzato, non elaborato, ripetuto o trasposto

Lo studio di Colazzo precisa propriamente questo metodo della composizione in Mompou, che ritrova in costanti della costruzione, attraverso l’intera opera.

Su Mompou Colazzo ha svolto diversi studi, che approdano ora alla veste di pubblicazione, a livello internazionale. Tra le prossime pubblicazioni, un saggio in un volume della Cambridge Scholars Publishing, e un saggio per la rivista Lineas della Université de Pau in Francia.

Per Performa Colazzo interpreterà Musica callada, una vasta opera in quattro libri, scritta da Mompou nell’arco di circa dieci anni, tra il 1959 e il 1967. Un’opera che si ispira ai temi del  silenzio, come suggerisce lo stesso titolo, e di un rapporto diverso con il suono. Nel seminario che accompagna il concerto, Colazzo propone a confronto ciò che può precisarsi in un metodo della costruzione compositiva con questioni che riguardano l’interpretazione musicale. Nello studio di Colazzo, emergono, allora, da un lato, i rilievi su un linguaggio musicale e compositivo molto originale, che privilegia le dimensioni del silenzio, della risonanza, della sottrazione, della passività e dell’ascolto; mentre vengono ad evidenza, dall’altro, certe opzioni sull’interpretazione musicale e pianistica che sono esplicitate dallo stesso Mompou in suoi scritti. Né viene trascurato quanto si espone, in diretto rapporto, attraverso le interpretazioni pianistiche dello stesso Mompou, intorno a proprie opere.

Di seguito, l’abstract dell’intervento di Colazzo.

ABSTRACT

Cosimo COLAZZO

Transformar el tiempo musical. Interpretación y composición en Federico Mompou.

 Performa 2013 – Conference on Musical Performance Studies – Porto Alegre (Brasil), Universidade do Rio Grande do Sul – 30 de mayo – 1 de junio de 2013.

 Federico Mompou ha dejado algunos escritos, sus observaciones sobre la interpretación de su música, como también su directas interpretaciones pianísticas. En relación a las cuestiones de la  interpretación de una obra que se propone con caracteres de originalidad, como es la de Mompou, es de gran interés poner en relación las cuestiones y las soluciones propuestas por Mompou para la interpretación de su obra, y su método de composición, identificado a través de una  análisis de la obra, que pueda entender el significado de un camino que tiende a la simplificación y a la reducción del material, que valora la repetición y la traslación en vez de la elaboración evolutiva y del desarrollo , en contextos marcados por la agógica ralentizada, larga, tranquila, y una dinámica vuelta al piano,  fascinada por el sentido de la distancia y del alejamiento. ¿Cómo Mompou realiza el sentido de una música que se propone en un umbral, en un limen, y tiene en una liquida correlación  sonido y silencio, escritura y oralidad, composición y escucha? A nivel compositivo, proponiendo un método de la reducción, de la espera y de la pasividad. A nivel interpretativo, individuando una investigación que tiende a pensar y realizar la figura en su dinámica de trasformación, obtenida a través de la gestión del toque en muchas matices, y de la temporalidad, que se hace móvil junto con el definirse de la figura.

Este estudio, que se propone en la forma de una clase-concierto, entiende poner en evidencia el complejo de las cuestiones que emergen en la investigación compositiva y interpretativa  de la musica de Mompou, a través de sus obras pianísticas, la análisis compositiva de ellas,  y los legados que encontramos por sus interpretaciones y sus notas sobre la interpretación de su musica.

La análisis compositiva e la interpretación se centrará sobre todo en estas obras de Mompou: Cants Màgics (1917/19), Charmes (1920/21), Préludes (1927/60), Souvenirs de l’Exposition (1937), Musica Callada (1959/67), sin desatender aperturas  hacia otras importantes obras y lugares de ellas.

 

Due interventi di Cosimo Colazzo, sul linguaggio compositivo di Federico Mompou, alla Université de Pau et des Pays de l’Adour, in Francia, e alla California State University di Bakersfield

Cosimo Colazzo, compositore, docente al Conservatorio di musica “F.A. Bonporti” di Trento,  interviene in due convegni internazionali, in Francia e negli Stati Uniti, con due studi dedicati all’opera e al linguaggio musicale e compositivo di Federico Mompou.

Federico Mompou (1893-1987),  autore catalano del ’900,  è al centro di due relazioni che Cosimo Colazzo, compositore, docente al Conservatorio “Bonporti” di Trento, tiene in due importanti convegni internazionali, dedicati alla cultura spagnolo del secolo XX. Il primo Convegno, che reca il titolo “El existencialismo en España y en los filósofos del exilio”.  si svolge alla Université di Pau et des Pays de L’Adour, in Francia, dove è attivo un importante centro di ricerca dedicato alla letteratura e alle culture di area ispanica, nei giorni 24 e 25 gennaio 2013. Il Convegno è dedicato al tema dell’esistenzialismo, che in molti intellettuali e artisti si è legato all’esigenza e alla volontà di produrre una resistenza contro il regime franchista instauratosi a partire dagli anni ’30. Questo ha procurato, in molti casi, una diaspora intellettuale, che ha coinvolto le figure più impegnate e artisti di grande levatura.

Ma c’è anche una dimensione non così visibile, di una opzione per l’esilio interiore, di cui troviamo espressione esemplare in un autore come Federico Mompou. Durante la guerra civile è in Francia. Con l’arrivo della seconda guerra mondiale ritorna nella sua Barcellona, e qui rimarrà in seguito, durante tutta la vita. Non assume posizione di contrasto rispetto al regime. Neanche ne è cantore, intellettuale e musicista ufficiale.

Le sue scelte di vita sono state come di un evitamento del conflitto, di una sospensione della realtà, dell’assunzione del quotidiano in una dimensione sospesa e atemporale, fatta di frammenti, e questi come silenti e irrelati.

Una dimensione della sospensione, del differimento della scelta, dell’attesa, che si riverbera nelle dimensioni, probabilmente, del politico come dell’arte. E’ qui, nella sua musica, così personale, che troviamo il senso di un esistenzialismo, che può dirsi cifra del sonoro ricercato e dell’organizzazione compositiva.

C’è il senso che l’intervento compositivo non può corrispondere a piani preordinati, a una presa forte e ordinante del soggetto che sceglie e organizza. C’è l’idea che la composizione deve integrarsi radicalmente con la dimensione dell’ascolto, la scrittura deve confrontarsi con l’oralità, con l’attesa di una suggestione ricercata anche in una dimensione di passività. Mompou non sviluppa, piuttosto ripete, o traspone.

Esiste un metodo compositivo, che è proprio della musica di Mompou, che lo studio di Colazzo, dal titolo Exilio del sujeto, sustracción  del acto compositivo, escrituras musicales y sonoras de la existencia y de lo sagrado en Federico Mompou. indaga e rileva, individuandolo negli aspetti più pregnanti.

L’altro Convegno si tiene alla California State University di Bakersfield, secondo una modalità di svolgimento innovativa, vale a dire con partecipazione in termini virtuali da parte degli studiosi, nella forma di interventi video.  Quest’altro Convegno, dal titolo “Third International Symposium on ideology, politics and demands in Spanish language, literatur ande film. ‘Otherness in hispanic culture” si tiene nei giorni dal 24 al 26 gennaio ed è dedicato al tema dell’alterità, della “otredad” in Spagna.

Quello della “otredad” è un tema con risvolti d’attualità, nella condizione odierna dove sono rilevanti i tratti della multiculturalità, con poderosi flussi migratori, e diventa importante trattare i temi del pluralismo e del riconoscimento delle diversità religiose e di genere. La Spagna ha operato nella direzione di una società che ha voluto rendersi aperta e vivere integralmente il senso della democrazia, dopo i lunghi anni opachi del franchismo. Ma il tema attraversa anche storicamente la cultura spagnola. La poesia, la filosofia spagnola la letteratura, hanno riflettuto notevolmente sul tema della “otredad”.

E’ un tema che Colazzo tratta  nel suo studio, dal titolo La otredad esperada. Reducción del sujeto y del acto compositivo, abertura al silencio y a la resonancia, en la musica de Federico Mompou proponendolo in relazione con l’opera e alla poetica di Federico Mompou.

L’ideale di Mompou è quello dell’attesa e del silenzio, della solitudine, del margine. Tutto si svolge come su una soglia porosa, che può far trapassare ciò che invece è tenuto distinto e separato. L’alterità può rendersi presente. Mompou si propone come in attesa dell’alterità, che lo raggiunga, come in una relazione medianica.  Bisogna che l’io riduca il suo spessore, si faccia trasparente, verso l’alterità, verso l’oltre del suono-nota, verso la risonanza che galleggia nel silenzio.

Il suono non è funzione, è esperienza. Qualcosa che vive in se stesso il senso di un universo mobile e in trasformazione. Il suono di Mompou è così affinato, così ricercato, che si è reso trasparente al silenzio. La sua forma non ha nulla degli archi narrativi ampi e dialettici. E’ fatta dei confini del dilagare di un suono e di una risonanza. Si svolge lenta perché ha bisogno che il suono riveli tutta la sua dimensione intorno, le sue prospettive di fughe e lontananza. Anche le dinamiche si rivolgono al nulla, al quasi-niente. La soglia di suono e silenzio, di io e alterità,  intende farsi incerta, confondersi, in una liquidità desiderante.