| 30 Maggio 2014 | ||
| 20:00 | a | 22:00 |

“Ethnos” è il titolo del quinto concerto del festival “Contrasti”, organizzato dal Motocontrario ensembe e dal Castello del Buonconsiglio. Alla Sala Grande del Castello, a Trento, venerdì 30 maggio, a partire dalle 20.00. Prima un incontro culturale con Cosimo Colazzo sul tema del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il Novecento, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze, dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. E poi, dalle 20.45, un concerto del Motocontrario ensemble (con Margherita Franceschini, Andrea Mattevi, Marco Longo, Emanuele Dalmaso, Cosimo Colazzo, Maria Rosa Corbolini), che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Nel ‘900 musicale è complessa la vicenda di come si è sviluppato l’interesse dei compositori per i patrimoni popolari. Vi confluiscono, dapprima, istanze nazionaliste, volte a recuperare il senso delle identità specifiche, contro i linguaggi dominanti, dei paesi culturalmente più forti. Russia, Ungheria, Spagna, Finlandia: l’Europa periferica è attraversata da quest’interesse. In alcuni autori la ricerca sui patrimoni popolari si è legato a un’istanza sociale, se non politica, di rivendicazione delle culture più marginalizzate: in questo senso, ad esempio, si è sviluppato l’interesse di ricerca per i repertori musicali contadini. Di questo tratta il quinto appuntamento del festival “Contrasti”, che si svolge alla Sala Grande del Castello del Buonconsiglio, organizzato dallo stesso Castello e dal Motocontrario Ensemble. Venerdì 30 maggio, alle ore 20:00 Cosimo Colazzo tiene un incontro dal titolo “Musiche tra ricerca, mito e politica del folclore” sul tema dei del rapporto tra patrimoni folclorici e composizione lungo il ‘900, attraverso vari autori, sino a più recenti esperienze, dove la relazione ha subito una decisa riformulazione nei termini postmoderni della world music. Di seguito a quest’incontro, alle ore 20:45, si tiene il concerto del Motocontrario ensemble, dal titolo “Ethnos”, che dà evidenza sonora e musicale al tema dell’utilizzo in termini creativi dei repertori popolari, spesso contadini, con musiche di Kodály, Ligeti, Nicolau, Lopes-Graça, Guerra-Peixe, Tacuchian. Un viaggio musicale dall’Ungheria, al Portogallo, alla Grecia, al Brasile, lungo quelle esperienze artistiche e compositive che hanno vissuto le periferie e i margini come luoghi indicativi di un possibile rinnovamento dei linguaggi musicali. Il ‘900 ha sviluppato un interesse per le culture popolari e contadine perseguendo un metodo nuovo, maggiormente rispettoso degli stessi oggetti di ricerca. Si è trattato di recuperarli in una dimensione originaria, senza interventi volti ad adattarli dentro confezioni accette e piacevoli. L’etnomusicologia ha sostenuto un interesse di questo tipo, che ha riguardato anche i compositori, in certo rapporto creativo, di segno innovativo, che hanno voluto tessere con i repertori popolari. Un compositore come Béla Bartók è esemplare in questo senso, perché ha raccolto e registrato una grande vastità di repertori, nel suo paese, più ampiamente nell’Europa centro-orientale, ma poi anche in altri luoghi, in Turchia, ad esempio, e sino in Algeria. Ha legato questo interesse scientifico per i patrimoni popolari a un interesse artistico, che ha colto i materiali popolari nella loro carica di novità, capace di stimolare il superamento dei linguaggi tradizionali colti. In questo stesso senso si è mosso un altro compositore ungherese, come Zoltán Kodály (1882-1967), del quale Margherità Franceschini interpreta la Sonata op. 8 (1915) per violoncello solo. Più in generale tutta la cultura musicale ungherese ha vissuto intensamente questa linea di ricerca musicale. E’ da lì che prende le mosse György Ligeti (1923-2006), del quale viene eseguita nel concerto, la Sonata (1948/1953) per violoncello solo, per poi sviluppare un linguaggio personale e fortemente sperimentale circa le possibilità del suono e dei variabili aggregati che può generare. In Portogallo Fernando Lopes-Graça (1906-1994) ha determinato parte della propria ricerca compositiva nel segno del rapporto con i repertori popolari contadini, rivissuti nel segno di un linguaggio post-tonale capace di innestare sistemi sonori avanzati nel rapporto con le melodie popolari, come accade nelle Melodias rústicas portuguesas, di cui nel concerto Cosimo Colazzo e Maria Rosa Corbolini, in duo pianistico, pianoforte a quattro mani, propongono 3° Quaderno, del 1979. Questa dei rapporti con i repertori popolari è un’esperienza che molto coinvolge anche autori brasiliani, tesi in senso nazionalista o di riscatto sociale a dare dignità di presenza artistica ai repertori delle zone più autentiche del Brasile. In questo senso va letta l’esperienza di Caesar Guerra Peixe (1914-1993) – che ebbe rapporti di scambio culturale con Lopes-Graça -, rilevabile nel concerto con la sua Suite Nordestina (1947) per viola e pianoforte, che sarà interpretata da Andrea Mattevi (viola) e Marco Longo (pinaoforte). E in tempi più recenti, una parte della produzione di Ricardo Tacuchian (1939), del quale Cosimo Colazzo esegue Leblon à tarde (2003) per pianoforte. Dimitri Nicolau (1946-2008), compositore greco, ha incrociato il suo senso di un’arte politicamente impegnata, contro il regime dei colonnelli, con un interesse al recupero dei tratti più autentici della cultura musicale greca, che vive all’incrocio tra mondo orientale e occidentale dell’Europa. Di Nicolau il sassofonista Emanuele Dalmaso interpreta, nel concerto, due brani da Dissidence (2003) per sassofono solo. Qui per il programma PDF del concerto ———————— Info: press@buonconsiglio.it – motocontrarioensemble@gmail.com web: www.motocontrario.it – facebook: https://www.facebook.com/motocontrarioensemble.
E’ recente la pubblicazione di un saggio che Cosimo Colazzo ha dedicato all’analisi musicale dell’opera di Federico Mompou, dal titolo La otredad esperada: reducción del sujeto y del acto compositivo, apertura al silencio y a la resonancia en la música de Federico Mompou. Il saggio è compreso in un volume collettaneo, che raccoglie vari saggi sul tema dell’alterità per come si sviluppa e si individua nei contesti culturali ispanici, nel ‘900 e anche nel mondo contemporaneo, a cura di Teresa Fernández Ulloa, dal titolo Otherness in Hispanic culture, appena pubblicato dalla casa editrice inglese Cambridge Scholars Publishing (pp. 603, £ 69). Il libro è acquistabile sul sito della casa editrice (
Sul quotidiano “Trentino” del 27.01.14 è apparso un editoriale di Cosimo Colazzo, che tratta di musica e razzismo, musica, nazismo e fascismi. Si fa riferimento anche ad alcuni autori nel programma del concerto che Colazzo tiene, con il Motocontrario ensemble, al MUSE Museo delle Scienze di Trento, in ocasione della GIornata della Memoria, il 27 gennaio a partire dalle ore 20.00. Il concerto comprende musiche di Masu, di Lopes-Graça (resistente contro il Portogallo fascista di Salazar), Nicolau (esule in Italia contro il regime dei colonnelli in Grecia), Schulhoff (morto in un campo di concentramento nazista).
Pubblicati gli Atti del Congresso Internazionale “A música no espaço luso-brasileiro: um panorama histórico”, tenutosi a Lisbona dal 7 al 9 novembre 2013. Il volume, a cura di Alberto Pacheco, è pubblicato dal CESEM, Centro de Estudos de Sociologia e Estética Musical della Universidade Nova di Lisbona e da Caravelas – Núcleo de Estudos da História da Música Luso-
Cosimo Colazzo è a Lisbona, dove giovedì 7 novembre, alle ore 21,30, terrà un intervento di concerto, nell’ambito di un programma con musiche di autori portoghesi e brasiliani, a Palacio Foz. Colazzo eseguirà musiche di Fernando Lopes-Graça, un autore portoghese del ‘900, del quale va indagando approfonditamente l’opera, sia nel senso della ricerca musicologica che della produzione in forma di concerto.